Ancora sul caso Giannino

In attesa dei risultati elettorali, vale la pena di fare ancora qualche considerazione sul caso Giannino, che ha molti più insegnamenti di quello che non sembri. Dato che diversi lettori (sia in questo blog che nei siti che lo riprendono) mostrano di prendere un po’ troppo alla lettera quel che scrivo, non cogliendo l’ironia di alcune affermazioni, cercherò di limitare il ricorso a questa forma stilistica e di restare sul didascalico. Allora, partiamo da un dato: Giannino sino a quattro giorni fa era uno dei più apprezzati –e, direi, celebrati- giornalisti economici: scriveva sulle testate di maggior prestigio, è stato vice direttore di un quotidiano, sedeva in permanenza negli studi televisivi, pontificava dappertutto, trattando da miserabile bestia chiunque osasse contraddirlo. Poi la “scivolata” sul master di Chicago ed è venuto fuori che non è neppure laureato, oltre ad un’ incredibile quantità di frottole (dalla partecipazione allo zecchino d’oro alla vittoria nel concorso per la Magistratura). A questo punto, la domanda che dobbiamo porci non è se Giannino abbia dei titoli di studio (che abbiamo appurato che non ha) o perché abbia inventato tutto questo, ma: “Giannino capisce qualcosa di economia o no?”.

I casi sono due:

1. Giannino è un geniale autodidatta che, pur senza alcuna preparazione universitaria, è riuscito a darsi una notevolissima competenza economica; pertanto, l’apprezzamento di cui godeva era pienamente meritato;

2. Giannino è solo un abile orecchiante, ignaro di ogni teoria economica e che non sa neppure dove si mette l’h nel nome di Schumpeter. E’ solo un truffatore di talento che ha infinocchiato tutti, ma, al di là dell’abile uso del birignao degli economisti non c’è niente.

Nel primo caso le sue bugie rivelerebbero al massimo una certa vergogna per l’assenza di credenziali accademiche, ma sarebbero davvero delle venialità, perché il merito ci sarebbe davvero. Dunque, Zingales non stia a farla così lunga, considerando anche il fatto che il danno non lo fa al solo Giannino, ma mette di sedere per terra tutto un partito (che ha contribuito a fondare) compresi quanti, in perfetta buona fede, ci hanno creduto.

Nel secondo caso (per il quale io propendo) Giannino non ha nessun merito, ma la figura peggiore non ce la fa lui, quanto i soloni accademici che l’hanno accompagnato, coccolato, lodato ed accreditato. Scusate, ma se Giannino era una bestia, come la mettiamo con il fatto che nessuno di questi grandi scienziati se ne sia accorto? Anzi, diversi di loro ci hanno pure fatto un partito insieme acclamandolo leader! Possiamo anche ammettere che Zingales si sia accorto solo ora che il suo sodale millantava un titolo dell’Università in cui egli insegna e che, indignato, lo abbia coraggiosamente smascherato. Va bene. Però non è possibile che, per anni ed anni lo abbia frequentato, ci abbia discusso, abbia letto i suoi articoli, abbia sottoscritto i documenti politici che gli sottoponeva ecc. senza accorgersi che era un incompetente. Se è vero, capirai che credito possiamo dargli come esaminatore! Giannino si è dimesso da leader del movimento, ma lui dovrebbe dimettersi da ogni incarico accademico e ritirarsi a fare le parole crociate. E dovrebbero fare altrettanto anche molti altri, che oggi mostrano di non aver mai conosciuto il “cialtrone” ma che non sono poi tanto meno cialtroni.

Evidentemente –professor Zingales- non è vero che la lista di Montezemolo abbia raccolto proprio tutti gli stronzi in circolazione. Qualcuno è rimasto fuori.

Personalmente, non credo che i summentovati genii dell’economia non si fossero accorti della reale caratura del personaggio in questione, ma che abbiano ugualmente deciso di accreditarlo perché faceva comodo. L’uomo era provvisto di una notevole capacità di pubbliche relazioni, aveva iniziativa e faccia tosta da vendere. Soprattutto, era aggressivo ed aveva spazio sulla stampa: meglio non farselo nemico.

Anzi, meglio ancora usarlo come braccio armato neo liberista nelle operazioni di killeraggio e come panzer di sfondamento ideologico. Infatti, egli non ha grandi conoscenza, ma indubbiamente ha capacità persuasive non comuni. Poi le sue frequentazioni salottiere gli procurano notizie sugli intrighi di borsa, sui giochi di potere nella finanza ecc, ed anche questo può tornare utile sia per ricevere informazioni sia per emetterle suo tramite.

Poi sono venute le elezioni. L’uomo ha messo a disposizione la sua immagine mediatica (notevole in termini di appeal elettorale, bisogna riconoscere), la sua capacità organizzativa, il suo istrionismo. Una banda di questi economisti da salotto ha pensato che tutto questo potesse favorire il loro ingresso nel mondo della politica con poca spesa: racimolando un mucchietto di voti, messo insieme sulla base dell’immagine di “partito dei competenti nell’era dei tecnici” all’ombra del supertecnico “Mario il Grigio”. Solo che Monti non se li è filati per niente, forse perché aveva già le sue grane con Fini e Casini e non aveva voglia di dare posti nella lista al Senato o forse perché di tecnico dell’economia già ci stava e ci bastava lui. E la banda in questione si è trovata a dover affrontare le elezioni con pochi soldi, fuori coalizione e falcidiata dalla tenaglia del “voto utile”, con pochissimo accesso televisivo che le trovate di Giannino non bastavano a compensare. Ed i sondaggi, impietosamente, parlavano di numeri molto bassi, ben al di sotto di quella soglia del 4% necessaria per entrare in Parlamento. L’operazione ha iniziato ad andar stretta a diversi di loro.

Zingales poteva aspettare una settimana per la sua uscita che avrebbe azzoppato il solo Giannino, ma in questo modo ha offerto la testa dell’intero movimento ad altri che oggi banchettano sulle sue magre spoglie elettorali. Magre, ma forse utili in un paio di regioni.
Insisto: a pensar male si fa peccato…

Ma Giannino, che è stato un così abile istrione per tanto tempo, perché è scivolato su una così banale buccia di banana? Solo frustrazione, problemi di Ego, narcisismo compulsivo? No, le cose non stanno così. Per fare la sua scalata sociale, Giannino, che non ha “natali sì nobili e perfetti” -direbbe Totò- ha dovuto costruire un personaggio: i vistosissimi completi da dandy con tanto di ghette e bastone con pomo d’avorio, la barba con il cranio pelato, lo stile letterario corrusco, i modi stravaganti erano tutti pezzi di una strategia promozionale attentamente studiata. Ed, in questo quadro, rendetevi conto che non si poteva parlare di una biografia banale: di qui lo zecchino d’oro che parla di un bambino eccezionale, il posto di magistrato rifiutato che dice dello snobismo di chi “ha di meglio da fare”, l’assistenza ai malati terminali che depone sulla sua sensibilità umana. Ma, soprattutto, non è possibile guadagnare credibilità in campo economico senza titoli accademici. Ve l’immaginate uno che dica al direttore di un giornale: “Vorrei scrivere di economia sul suo giornale, ho la licenza liceale e basta”? Ma poi, ne siamo sicuri che ce l’abbia davvero la licenza liceale? Per essere credibili occorre dare per scontate almeno un paio di lauree e lasciar cadere con molta naturalezza la notizia di un master di Harvard, la consulenza svolta per la Bank of Malaysia, la volta in cui si ebbe un incontro riservato con Bernanke. Magari una frase del tipo: “Che gioco il poker! Ma bisogna giocarlo con la testa e non con i soldi, come fa Mario che poi perde sempre.” “Mario chi?” “ Ma Draghi,Of course”.

Lasciando immaginare di aver passato lunghe notti al tavolo verde, in compagnia di quello che un giorno sarebbe diventato… In tutto questo si richiede fantasia, la conoscenza di qualche particolare vero ma non conosciutissimo della vita del personaggio evocato, penetrazione psicologica dell’interlocutore e del suo grado di credulità sapendo che, se va bene, poi farà da cassa di risonanza avvallando le voci desiderate sul proprio conto. Ma, soprattutto, ci  vuole una grande capacità di recitazione ed io confesso la mia ammirazione per Giannino. Come attore, non come economista.

Poi succede che una volta prendi una scivolata, ma va a prevedere che chi smonta il bluff è proprio il giocatore amico con il quale giocavi d’intesa per pelare i gonzi! Tutto questo la dice lunga sui meccanismi di selezione della nostra società e sul modo in cui si affermano idee e personaggi. Ne riparleremo. Ci rivediamo per il commento al voto.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (39)

  • Per sposare le tesi idiote della supremazia del mercato,del neoliberismo,della scuola di Chicago e di Milton Friedman (vedi Zingales) basta anche la terza media.

  • Nemmeno lei sa come si scrive: Schumpeter.
    Ergo, ognuno ne tragga le conseguenze.

    Al netto della mediocrità accademica delle sue pubblicazioni, a fronte – ad esempio – della magnificenza di quelle di Paolo Spriano, che non era tecnicamente un accademico.

  • Illustre Professore,
    penso che Giannino meriti un po’ più rispetto considerando i tanti politici di cui la nazione intera si vanta.
    In fine dei conti non ha ne rubato, ne fatto male a nessuno.
    Sono realmente dispiaciuto di questo scivoloone, il personaggio mi piaceva.
    Non posso però esimermi dalla sue considerazioni, frutto di ragionamenti su prove e fatti concreti.

  • Giannuli eccone un altro che parla di OSINT (vedesi il suo libro come i servizi segreti usano i media) senza manco sapere cos’è la google cache…..quando ci libereremo di questo saccenti soloni?

  • Io faccio un altro mestiere per cui non posso dire se e quanto Giannino sia competente di economia e dintorni. Del resto anche le mie competenze economiche sono, oltre che limitate, sviluppate da autodidatta.
    Il punto però è un altro ed è estremamente semplice. Le sue bugie lo squalificano come persona; a questo punto quello che sa o non sa poco conta. Che vada a nascondersi.

  • Caro Giannuli,
    la prego di non lasciarsi scoraggiare da critiche tendenziose, pretestuose e oltretutto piuttosto villane.
    Non si frequentano i blog della gente per insultarla al minimo errore di battitura.
    La sua è la voce di un ottimo studioso e di una persona seria, la prego di continuare con i suoi commenti, che sono sempre documentati e interessanti.

    • caro Calapso si immagini se mi faccio scoraggiare per così poco. Se una perdsona apre un blog mette nel conto che ci sono un po’ di “tardo adolescenti” che si sentono più “grandi” scrivendo qualche insolòenza. Che non li prenda sul serio è dimosdtrato dal fatto che non li censuro e li pubblico come tutti gli altri

  • Condivido l’analisi dell’ambiente “in cui è maturato” il fenomeno Giannino, prima esperto di economia, poi leader politico-mediatico; e anche il giudizio su Zingales, e sugli str**zi pro quota di montezemolo.

    Quanto ai motivi delle ‘balle’ di Giannino rovescerei la prospettiva: non è solo che quelle cose non le doveva dire. Direi: se davvero voleva quei titoli, perché non ha cercato di conquistarseli con l’impegno? Ci ha mai provato?

    Il suo non è tanto un peccato di vanità (che sarebbe il meno) quanto una mostruosa prova di accidia e inettitudine; il problema non è ‘le bugie non si dicono’, ma: ‘le cose (se uno ci crede) si fanno per davvero’.

    Solo che per quelli come Giannino (e nell’Italia ancora profondamente berlusconiana in cui viviamo ce ne sono sempre di più) non c’è davvero alcun motivo di FARE…..quando è possibile FARE FINTA.

    • Lei fa osservazioni di profondo buon senso che condivido, ma non tiene conto che non è questo lo spirito di un certo tipo di persone che nella società attuale ha trovato le condizioni migliori per affermarsi senza perdere tempo a studiare. Ripeto: Berlusconi non è sceso dalla Luna, c’è un humus che produce di questi fenomeni

  • “Beppe: una cosa è mentire su dei titoli se poi la competenza c’è ed un’altra se è proprio tutto inventato. Non facciamo i moralisti.”

    Io non so se sia moralismo; sei sicuramente più ferrato di me per valutarlo.
    Il punto però è un altro, e va oltre le facili etichette: un bugiardo (e più in generale uno che come persona vale poco o niente) può pretendere di far valere le sue competenze tralasciando i difetti?
    Ammesso e non concesso che Giannino sia competente, dobbiamo far finta di niente di fronte alle sue millanterie e accettare che lui possa rappresentare qualcuno legittimamente?
    Secondo me no.
    Purtroppo in Italia la menzogna patologica e la millanteria sono ormai diventate una normalità a tal punto che quando arriva uno così non ci facciamo più caso. In fondo cosa vuoi che sia, quell’altro è peggio…

    • Beppe: far finta di niente no, è evidente che bugie del genere depongono sulla scarsa serietà della persona, ma questo sarebbe una macchia su un vestito di buona qualità, qui invece il vestito non c’è proprio…

  • La battuta sull’acca è sinceramente bellissima; la descrizione delle aspettative degli economisti che sostenevano Giannino è puntuale e l’ipotesi sulla ragione della scelta tattica di Zingales è verosimile. La parte più interessante è, però, l’interrogativo finale sulla modalità di selezione della classe dirigente (e credo non valga soltanto per l’Italia) che dovrebbe far pensate tutti.

  • Condivido in pieno l’analisi, tranne su un punto: non credo che la partecipazione (millantata) allo Zecchino d’Oro aumenti un granché il prestigio di un personaggio che voglia emergere nel mondo accademico o spacciarsi come esperto. Questo, piuttosto, mi fa pensare a un delirio di natura psichiatrica. Mi chiedo inoltre perché Zingales, se tutta l’operazione politica è stata una montatura, abbia sollevato la questione proprio a una settimana dal voto e non dopo (o tanto tempo prima). Così facendo ha gettato nello scompiglio l’elettorato a cui la manovra si rivolgeva. E nessuno può sapere dove andranno i tanti voti che la lista perderà.

  • la discussione dimostra solo che i fan di giannino son pochi ma fanno molta caciara: sui titoli di ginannetto la situazione è in effetti abbastanza squallida,comeè squallida la posizione di zingales. che per me è sempre quello che parlava da un parcheggio di tampa (probabilmente messo lì perchè si era messo a parlare di economia e lo avevano scambiato per un parcheggiatore)

  • Gentile Professore Giannuli
    sono solo un laureando in Medicina e Chirurgia di Bologna che ha seguito alcuni corsi in management dei servizi sanitari ed economia e organizzazione sanitaria.
    Ovviamente quando si parla di “health economics” (più che in altri campi)diventano evidentissimi “i fallimenti del mercato” (dalle asimmetrie informative a tantissimi altri problemi che rendono indispensabile la mano pubblica…con tutte le problematiche che ne derivano). Non sono un economista o un esperto di econometria ma sono stanco di quelle formalizzazioni matematiche applicate all’economia (una scienza sociale e non “dura”) che vogliono giustificare o avvalorare decisioni POLITICHE già prese.Anche un bambino comprende come il neoliberismo sia funzionale alla spoliazione delle risorse degli Stati e al lento e graduale dissolvimento degli stati nazionali in favore di elite finanziarie globali.Questo è il progetto,un trasferimento di potere e controllo economico dagli Stati ad istituzioni sovranazionali e questo progetto viene avvalorato dagli economisti neoliberisti e dall’onda lunga di quelli che arrivano in Italia (dopo 20 anni) dopo aver studiato a Chicago…. Servono due lauree e un master per capirlo? Non credo.

    • si figuri cosa penso io del neo liberismo e delle sue applicazioni! Ma fra le teorie e le applicazioni c’è sempre uno scarto ed il meccanismo finale non è così banale come si crede: mai fare l’errore di sottovalutare gli avversari

  • Tempo fà, a Radio 24, un ascoltatore espresse il suo punto di vista in temini di matematica applicata all’economia e il Sig. Giannino lo aggredì esortandolo a esporre dei “calcoli matriciali” che potessero confutare la sua tesi. Calcoli matriciali !!! Non ha nemmeno la laurea. Non è detto che per capirci di matematica devi essere laureato ma la spocchia di questo imbroglione lo rende unico candidato alla cattedra di CIALTRONERIA APPLICATA, CIALTRONERIA AEROSPAZIALE, CIALTRONERIA DEI MATERIALI e STORIA DELLA CIALTRONERIA.
    Per quel che riguarda i nostri politici, altro che spocchia ! Sono dei farabutti.

  • grazie professor Giannuli per la sua illuminante analisi, riesce sempre a verbalizzare i miei pensieri! la cosa che mi scoraggia e’ che le universita’ e in particolare la facolta’ economiche insegnino solo le toerie monetariste, Keynes e’ passato in secondo piano e, figuriamoci se si prendono la briga di insegnare un pochino di economia marxista. mi sembra che l’unico in italia che tenga un corso in cui l’economia marxiana venga spegata ai giovani sia il corso di economia politica del professore Emiliano Brancaccio.In ogni casa un messaggio per i naviganti se non vi piace questo blog non e’ necessario seguirlo solo per insultare, scrivete solo se avete qualcosa di interessante con cui contribuire alla discussione. grazie!

  • Concordo con la sua analisi. Ci sono, dunque, almeno tre casi da studiare:
    1. Oscar Giannino.
    2. Chi ha consentito ad Oscar Giannino di diventare un ascoltato ed apprezzato cronista economico (aveva una trasmissione sulla radio della confindustria, ce ne rendiamo conto)
    3. Zingales. Dopo Essere stato dietro a Renzi, per poi lasciare (quando era in odor di sconfitta?), è passato a “Fare”, per poi lasciare (di nuovo quando era in odor di sconfitta?), ed anzi cercare di fare più danno possibile. Attendere 5 giorni non avrebbe affossato altri che il solo Giannino, e non tutto il neonato movimento.

  • Il Giannino è’ annoverabile nella classe di quella “peggiocrazia” di cui tanto parla e teorizza il prof. Zingales, con riferimento alla classe dirigente italiana.
    Anche qui due ipotesi:
    1. Zingales teorizza ciò che non comprende.
    2. Zingales predica bene e razzola male.

  • Caro Giandavide, ho scritto una risposta allo scambio avuto sulle previsioni elettorali a fine Gennaio http://aldogiannuli.it/nuovotest/2013/01/che-succedera-alla-elezioni-una-partita-a-tre-uscite/comment-page-1/#comment-199269 , spero in futuro vorrà moderare il suo livore non supportato da competenze adeguate. La smetta di dare del Fan di qualcuno alle persone che la Pensano diversamente da lei, è un comportamento maleducato e supponente che non la porta lontano.

  • detto questo non tollero ne Giannino ne Zingales, entrambi persone che reputo intellettualmente disoneste, il peggior difetto che possa avere ad i miei occhi un mio simile.

    • caro luca iozzino: d’accordo sul giudizio sul duo Giannino Zingales, però non è la disonestà intellettuale il peggior difetto di un essere umano. L’imbecillità è molto peggiore.
      Resto dell’idea che fra il bandito ed il cretino sia sempre meglio il bandito.

  • Il caso Giannino fa riflettere però su quanti improvvisati orecchianti (qualcuno anche abile) si siano acconciati, per portare a casa la pagnotta, s’intende, a urlare strampalate e purtroppo anche compiacenti teorie economiche, sicuri del fatto che la maggior parte della gente (come me) non è in grado di ribattere o addirittura capire determinati concetti o statistiche. Intanto con questi teatranti l’Italia sta affondando, mentre qualcuno più furbetto, padre nobile (con la minuscola) della Repubblica ha ceduto ai suoi amici beni importanti e infrastrutture dello Stato a prezzi di saldo o addirittura finanziando i compratori. Io adesso, prima di vedere qualcuno parlare in televisione, esigo (perchè ne pago il canone) che possieda realmente i requisiti teorici per parlare di argomenti così importanti. Se si condanna il finto medico per esercizio abusivo della professione, anche l’ordine dei giornalisti dovrebbe fortemente censurare chi millanta competenze finte.

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