Vendola: ma che strana faccenda!

Vendola: ma che strana faccenda!

Non mi sembra di essere stato tenero con Nichi Vendola proprio in questa sede quando, nel mese di luglio, lui decise di rivolgersi al Csm contro la pm che indagava su alcuni componenti della sua giunta. Dissi –e lo ripeto qui- che ritenevo poco corretta la sua reazione in quella occasione.
Per di più, non ho affatto approvato le sue scelte politiche  ed in particolare la decisione scellerata di presentare Sinistra è Libertà in concorrenza a Rifondazione, con il risultato di restare tutti fuori dal Parlamento Europeo. E, proprio pochi giorni fa, mi sono detto assolutamente poco entusiasta del suo tardivo ripensamento e della prospettiva di liste comuni a Rifondazione, a questo punto, quando si è tutti sull’orlo del precipizio.

Dunque, non credo mi si possano rimproverare particolari simpatie per Vendola ed accusare di scrivere per  spirito di parte in questa occasione. Devo dire però, che questa volta ha ragione a definire “una porcata” questa faccenda della sua iscrizione nel registro degli indagati.
In primo luogo, è una iscrizione senza comunicazione all’interessato, cosa tecnicamente possibile e lecita, ma, allora, la notizia da dove è uscita?
In secondo luogo: a leggere sui giornali gli stralci della telefonata incriminata –donde la decisione di indagarlo per la nomina di un direttore d’ospedale- devo dire che mi sembra una base d’accusa molto fragile addirittura per un reato di concussione.

Ma, soprattutto, come si fa a prendere sul serio una iscrizione nel registro degli indagati che arriva esattamente il primo giorno della campagna delle primarie per decidere il candidato governatore del centro-sinistra per la Puglia. Siamo seri: era una cosa da fare così di urgenza da non poter aspettare neppure una settimana? E sino al punto da regalare un facilissimo argomento alla campagna dei giornali di destra. Non so chi abbia deciso quella iscrizione e chi sia la “manina” caritatevole che l’ha passata alla stampa, però noto che anche il Procuratore Capo della Repubblica di Bari sente di dover prendere le distanze.
Insomma, ci sembra un altro caso Del Turco.
E, in questa occasione, non possiamo che essere solidali con Nichi Vendola.

Aldo Giannuli, 22 gennaio ’10

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Aldo Giannuli

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Comments (3)

  • Vogliamo porci il problema che in Italia la giustizia non funziona e che c’è un certo protagonismo da parte della magistratura (ma c’è sempre stato storicamente, perchè ora non dovrebbe esserci)? Qua con la storia che il cavalier parruccato ce l’ha con i giudici che vogliono processarlo come ogni altro comune cittadino si sta perdendo di vista il problema: la giustizia funziona benissimo quando si tratta di colpire i derelitti e i cittadini onesti e funziona malissimo quando si deve giudicare il potentato. E’inutile che il centro-centro-sinistra si barrichi su posizioni di difesa tout court della magistratura, solo perchè, e giustamente, la magistratura cerca di portare in tribunale l’Improcessabile. E comunque un problema morale nella politica delle amministrazioni locali c’è: si chiama rapporto perverso tra sanità, malavita e politica. Vendola non c’entra nulla, è un bravo ragazzo e si vede, ma un bravo amministratore deve avere sotto controllo la situazione ed avere la massima fiducia nei suoi collaboratori. Non è più tollerabile che pezzi di giunta vengano indagati per queste porcherie a base di ticket e medicinali.

  • Vendola e il nostos del professore

    Ho già scritto su questo blog e in altri post successivi (v. sito web) su Vendola. Accomunato a Berlusconi tanto dall’amicizia col S. Raffaele che dall’avere una notevole presenza scenica, Vendola mi pare abbia compreso, con intelligenza e fine intuito, come servire gli affari della sanità liberista, che ha il profitto come primo valore; gli affari amorali del big business, di Harvard, non quelli provinciali a base di donnine. Avvalendosi delle sue notevoli doti di affabulatore, riesce a trascinare l’elettorato con sé, nella direzione gradita ai grandi interessi; e a trascinare anche i politici della sinistra, che non vogliono né dire né ascoltare “cose di sinistra”, ma solo trovare un leader che li riporti, a tutti i costi, sulle comode posizioni di potere di un tempo, alle quali sentono intimamente di essere comunque predestinati. Vendola ha “what it takes” per arrivare ai piani più alti della politica nazionale.

    Anche a me questa storia dell’iscrizione di Vendola nel registro degli indagati, che risaliva a mesi prima e sbuca fuori a 5 giorni dalle “primarie”, suona strana; ma per ragioni diverse da quelle che il prof. Giannuli espone. Ho conosciuto l’ambiente medico di Harvard, e il suo potere; la tesi che Vendola sarebbe stato perseguitato dai magistrati perché si sarebbe opposto alla manovra di massoni italiani che volevano ostacolare la doverosa nomina di un professore di Harvard all’ospedale di Acquaviva delle Fonti, mi pare esilarante. Dopo tanto parlare del coinvolgimento della sua giunta in un sistema di mazzette e sesso mercenario in cambio dell’esecuzione di interventi chirurgici non necessari, sarebbe stata questa la mazzata per atterrare definitivamente Vendola. La voce, non supportata da alcun documento disponibile, ha naturalmente riabilitato Vendola, estasiando gli elettori delle primarie, che hanno visto in lui un paladino della “meritocrazia” contro i baroni italiani, perseguitato per la sua opera illuminata e moralizzatrice.

    Sarebbe inutile spiegare che quando Harvard, strettamente legata al leviatano farmaceutico, vuole veramente qualcosa, i “baroni” italiani obbediscono come bravi picciotti. Soprattutto se, come spesso è il caso, sono massoni. E i magistrati in questi casi, relativi a quel livello di potere internazionale che in Italia si finge di non vedere, in genere si guardano dall’interferire, e a volte danno una mano, anche a reati abbastanza ignobili. La forza della quale Harvard è parte può imporre singoli professori; ma il suo scopo può anche essere diverso: quello di cambiare il sistema e la cultura, in modo da imporre un nuovo tipo di professore, e quindi imporli tutti, senza che ci sia neanche bisogno di chiedere, senza suscitare opposizioni, ma anzi venendo pregati di indicare i nomi. E’ da anni in corso una campagna -Concorsopoli…- per sostituire la corrotta medicina dei baroni e dei politici, sfacciatamente nepotistica e clientelare, medicina della quale Bari è esempio preclaro, con la corrotta medicina delle multinazionali, dove in effetti conta una forma di merito, cioè il merito rispetto ai profitti delle multinazionali. Che può anche essere un merito criminale. A questo scopo oportet ut scandala eveniant, e gli scandali stanno gorgogliando in grosse bolle nel fango degli stagni di tante facoltà di medicina italiane. Credo che lo scandalo all’ospedale di Acquaviva delle Fonti sia inquadrabile entro questa campagna. E’ anche, per Vendola, una di quelle operazioni che consistono nella costruzione di un curriculum di leader antisistema che si batte per il popolo; un’identità di oppositore che gli consentirà di farsi portatore, mediante l’equivoco tra il nuovo e il progresso, di interessi non migliori di quelli che si propone di abbattere.

    Il luminare di ritorno dall’estero sta divenendo una icona dell’attuale cultura popolare, e non solo popolare. Un mito che può ingannare crudelmente i pazienti. Associazioni di malati avrebbero detto all’ex assessore Tedesco, secondo quanto egli afferma, che il professore “era l’unico a poter risolvere il problema della SLA in Puglia”. In primo luogo, il professore ha prodotto studi non clinici ma epidemiologici; e mentre i suoi studi ne fanno forse il maggior specialista di nazionalità italiana nel campo della neuroepidemiologia, non è affatto scontato che dovesse necessariamente sbaragliare qualsiasi altro concorrente per un posto di primario ospedaliero di neurologia, che è un’attività che con l’ attività dell’epidemiologo ha poco a che fare. Appare pertanto possibile che la magistratura avesse ragioni fondate nell’indagare, in via riservata, le pressioni di Vendola. (Se è così, allora la magistratura dovrebbe chiarire ciò, senza accettare di giocare la parte dei cattivi, e di fare quindi passare il messaggio capovolto che tutto ciò che proviene dalla medicina USA è agito dallo Spirito santo ma purtroppo è avversato dai “poteri forti”; sarebbe interessante sapere se la fuga di notizie proviene da un magistrato, o da qualcuno più vicino alle centrali di disinformazione). In Puglia negarono la cattedra anche a Rubbia, che dovette accontentarsi del posto ad Harvard; ma non si dovrebbe, intimoriti da notizie come questa, passare ad una forma opposta dello stesso provincialismo, e considerare la provenienza da sedi estere prestigiose un atout che rende superflua e irriguardosa la valutazione di merito. Secondo, nella notizia al pubblico non si presenta il professore come uno scienziato accademico, col suo campo di expertise ultraspecialistico; ma, tipicamente, come un sapiente, che sa tutto e può tutto. Un tempo i maghi venivano dall’Oriente. Se il presunto boicottato sa anche “risolvere il problema della SLA”, cosa che dai titoli delle sue pubblicazioni non risulta egli abbia minimamente affermato, forse è di ritorno da uno dei maestri sciamani del Nord America; oppure sarebbe un caso, raro in questi anni, di Nobel pienamente meritato, e i pugliesi sarebbero degli egoisti a volerlo limitare alla loro regione.

    A proposito dei ritorni nelle sedi accademiche vicino casa, ne “L’università dei tre tradimenti” Raffaele Simone li paragonava al “nostos” della letteratura greca, il ritorno dell’eroe dopo peripezie e vicissitudini. E’ un topos ormai familiare al grande pubblico; mentre solo un’esigua minoranza è in grado di valutare caso per caso (e non dalla copertina o dallo share, come vuole l’antiscientifica “scientometrics”) la produzione scientifica, e di comprendere i reali meriti di questi ulissidi, e i reali beneficiari dei loro meriti; né il pubblico, a partire da quelli che si dicono di sinistra, vuole conoscere cosa si portano dietro questi zii d’America; cosa è veramente l’agognata medicina d’oltreoceano, che nella sua esasperata ricerca di profitto non si limita a negare l’assicurazione a decine di milioni di cittadini. La gente applaude coloro che combattono i baroni e i politici nella sanità, illudendosi, come avvenne al tempo di Tangentopoli, che faranno pulizia, e che introducendo il nuovo si darà inizio a un’era di giustizia. Come per Tangentopoli, i baroni e i politici si stanno mettendo d’accordo col nuovo corso, e, cambiato tutto, tutto proseguirà come prima.

    Sito web: http://www.menici60d15.wordpress.com

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