Un centenario un po’ particolare.

Oggi 4 giugno cade un centenario un po’ particolare: quello della nascita di Federico Umberto D’Amato, leggendario capo dell’Ufficio Affati Riservati del Ministero dell’Interno, che, sicuramente, non ha avuto un adeguato riconoscimento in sede storica.

Della dozzina di storie dell’Italia repubblicana, uscite negli ultimi quindici anni, solo una (quella di Piero Craveri) lo cita. Fu figura a suo tempo assai discussa, cui si fecero molti addebiti, ma questo non vuol dire che si sia trattato di un personaggio di scarso peso nella storia dell’Italia repubblicana. Anzi… Questa scarsa attenzione è il frutto di una impostazione metodologica che punta i riflettori della ricerca solo sui personaggi della scena politica: ministri, parlamentari, dirigenti politici o sindacali, grandi intellettuali. Insomma la pagina superiore della storia, quella sotto i riflettori. Ma la storia non la scrivono solo ministri, capi politici e generali. La scrivono anche i personaggi degli apparati (in particolare degli apparati di sicurezza: il fascismo sarebbe stato lo stesso se non ci fosse stato un capo della polizia come Arturo Bocchini?). E D’Amato fu un personaggio di grande rilievo fra gli anni sessanta e gli anni ottanta, gli anni in cui prende corpo il “doppio Stato” italiano.

Questa espressione è stata spesso intesa, nel senso di un apparato nascosto nelle istituzioni, che agirebbe come volano clandestino di esse. In realtà il Doppio Stato non indica affatto un raddoppio delle strutture e non è un soggetto quanto, piuttosto un agire, per il quale le stesse istituzioni ufficiali funzionano talvolta in senso differente e contrastante con le prescrizioni della Costituzione formale, obbedendo al modo d’essere della costituzione materiale ed alle sue difformità da quella formale.

Da questo punto di vista il ruolo degli apparati e la loro autonomizzazione dal potere politico giocano un ruolo essenziale. Questo è stato vero in particolare, in Italia, negli anni della strategia della tensione enon c’è dubbio che Federico Umberto D’Amato è stata una delle figure di maggiore spicco di quelle vicende-

Egli fu, per così dire, “figlio d’arte” in quanto il padre Federico era stato un importante funzionario di polizia che raggiunse il grado di Questore applicato al Ministero.

Quella del figlio, Federico Umberto, fu, poi, una delle carriere più brillanti nella storia della polizia, nella quale entrò il 10 ottobre 1943, come volontario Commissario aggiunto di Ps e fu poi destinato al commissariato del Castro Pretorio.

Appena entrati in Roma gli Alleati, si presentò ai servizi americani con un ottimo biglietto da visita: l’elenco delle spie naziste a Roma che furrono presto arrestate. Da quel momento, lavorò praticamente per i soli americani che lo protessero sempre.
Nel luglio 1956 diventò Commissario della squadra politica della Questura di Roma e, nel 1959 Commissario capo, della squadra politica. Nel dicembre successivo fu richiamato a Roma, alla Divisione di polizia ferroviaria del Ministero, quindi, dal 1960 allo Ufficio Affari Riservati (Uaarr) a capo della VI sezione.

Nel 1964 diventò Vice Questore e nel 1968 Questore. Nel 1969, il riordino dello Uaarr (che intanto aveva assunto la denominazione di Servizio Informazioni Generali ed Ordine Pubblico), lo vide a capo dalla più importante divisione (Sicurezza interna ed Informazioni Generali) dove iniziò a formarsi la sua cordata, di fatto, dal 1966, a causa della malattia del capo dell’Ufficio, Savino Figurati, fu lui vero capo e lo diverrà anche formalmente nel 1971. Fu il grande protettore di Avanguardia Nazionale, il gruppo fasccista di Stefano Delle Chiaie al quale aveva commissionato l’operazione “Manifesti cinesi” (falsi manifesti maoisti per spingere alla scissione del Pci).

La strage di Piazza Fontana procurò guai molto seri allo Uaarr del quale finirono incriminati tre funzionali per i depistaggi. Tre funzionari ma non D’Amato che, al momento nopn era ancora il capo formale dell’ufficio. I guai a D’Amato vennero da un altro lato: nel 1968, sfidando le ire della Cia (l’uomo poteva permettersi questi lussi) dette vita al “Club di Berna”, il coordinamento delle polizie politiche d’Europa che escludeva sia la Cia che i servizi militari. Subito dopo, il Sid aprì una inchiesta su di lui come “spia sovietica” (accusa francamente ingiusta). La questione trovò una sua composizione un paio di anni dopo e dell’inchiesta non si parlò più.

Nello stesso tempo, la stampa di sinistra iniziò ad individuarlo come uno dei registi della strategia della tensione, bersagliandolo con continue inchieste.
Nel 1974, a seguito della strage di Brescia fu rimosso e trasferito alla direzione della polizia stradale, ferroviaria, postale e di frontiera, ma proseguendo a collaborare informalmente con il servizio di polizia politica, nel quale mantenne un piede e tre quarti.

Nel 1982 raggiungeva il grado di prefetto. Nel 1984 era collocato a riposo. Probabilmente sono l’unico che ha ricordato questo centenario: gli storici d’accademia non amano occuparsi di certe vicende.

Ma chissà che un giorno non mi decida a scriverne la biografia… Voi che ne dite?

Aldo Giannuli

aldo giannuli


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (16)

  • Sarebbe molto interessante una biografia. Ho l’impressione che fu il pilastro fondamentale sul quale si è costruito il Deep State mafioso che ci governa da 76 anni.

    • Sottoscrivo. Lunga vita a don Aldo! E subita risoluzione di contratto servizio di consegna della posta interna del sito, a capo di Successori Michele Strogoff, e dignitosa pensione per lui.

  • ACME NEWS
    Germania sazionata dall’Ue su iniziativa dell’Eliseo per surplus commerciale eccessivo.
    Kim Uittyynger, commissario nord-coreano, mega galattico alle Bilance e alle Statere ha dichiarato che Bruxelles ha avviato una procedura per surplus commerciale eccessivo verso la Germania, al cui indirizzo del Ministero dell’Economia e della Canibalizzazione dei Vicini è stata inviata una lettera di contestazioni.
    Stamane sono state pubblicate le Raccomnadazioni della Commissione.
    La Germania è stata sanzionata per ripetute pluriennali violazioni sulle regole dell’export.
    L’intero pacchetto delle misure che rientrano nell’esercizio del semestre é stato annunciato durante una conferenza stampa, cui hanno partecipato i Commissari Negret, Bassettoni, Zuzzurro, Clouseau e Lo Gatto.
    Su input della Francia, Clauseau ha dichiarato che la procedura sanzionatoria è giustificata, poiché la Germania ha sforato i tetti all’export ininterrottamente dal 2002 al 2017 ed ha aggiunto che le stesse regole non saranno rispettate neppure il prossimo anno.
    Fritz Wampyr, sottosegretario teutonico all’economia con delega al cannibalismo, raggiunto dalla Gazzetta di Chieuti, ha ammesso che se le poste dovessero restare invariate, la Germania non potrà evitare la procedura di infrazione.
    In una intervista rilasciata dal Ministro Tria alla TV di Stato delle Maldive, dove si trova in vacanza, ha avvertito che: ” la Germania non dovrebbe essere una minaccia per il resto dell’Europa”

    • Le reazioni politiche dall’Italia non si sono fatte attendere.
      Una gola profonda che ha chiesto l’anonimato, generalmente molto addentro agli affari europei, ha fatto una confidenza scottante al Globo di Arcore: “la culona è chia ……”
      A stretto giro, il direttore del quotidiano lombardo, ha negato di avere la presunta intervista hot.

  • Sarebbe un’ottima idea la biografia di D’Amato. E anche quella di qualche suo collaboratore stretto come Silvano Russomanno…

  • ACME NEWS
    Trovato un positivo “eccellente” nell’emiciclo di Strasburgo
    Poco prima della fine del warm up della maratona post elettorale di mezza estate per l’aggiudicazione delle migliori posizioni sul nastro di partenza della coppa Accrocco di Aquisgrana, E. M. , già pivot sfegatato e sbracato, perchè affetto da tifo durante il campionato mondiale FIFA, si è rivelato positivo ad un test anti-doping di ultima generazione, messo a punto nei laboratori militari tedeschi.
    Le analisi hanno evidenziato quantità oltre i limiti ammessi di trisodio insultato di ipocrite-imbroglite, un anabolizzante sciovinoso metapolitico nazionalizzante.
    Di recente la statunitense FDA (Food and Drug Administration) ha posto totalmente al bando l’anabolizzante, perché mutageno e antidemocrizzante per le Istituzioni politiche.
    Anche in Russi a Cina la sostanza è stata proibita.

  • Arcana Eurpeenses
    La procedura sanzionatoria aperta dalla commissione per eccesso di debito pubblico contro l’Italia cela il non dicibile, ovvero l’uso delle istituzioni europee per ghermire l’Italia tramite il suo legittimo governo, reo di aver mantenuto, sia pure parzialmente, la promessa elettorale del reddito di cittadinanza, laddove misure similari esistono in altri Paesi e lo stesso governo precedente aveva previsto qualcosa di molto somigliate. Per altro la cifra compressiva spesa a debito – e preventimante asserita in riduzione dalla Commissione- per il reddito di cittadinanza è stata di gran lunga inferiore al preventivato.
    Bruxelles ha nascosto le vere ragioni punitive dietro un balletto di cifre, senza nessuna valida giustificazione economico-scientifica in termini di sostenibilità e impatto.
    Francia, Germania e tutto il cucuzzaro dei vassalli intendono bastonare e dissanguare l’italia, per comprarla al prezzo di un boccone di pane, col malcelato pretesto della presenza di un governo che non piace, il quale ha pure l’ardire di pensare in termini di moneta alternativa all’euro, come potrebbe avvenire con i mini Bot.
    Che dire delle ripetute violazioni al surplus commerciale della Germania, o del deficit concesso a mani larghe alla Francia, le cui violazioni sono state contate la Junker, senza che spread o foglia si muovesse?
    E’ solo una sberla, preannunciata dal mutacismo ultimo di Macron.
    Quella è gente che non rispetta i patti, gli alleati, la parola data. Gli esempi si sprecano.
    Salvini, Di Maio, Tria e Conte andarono a Bruxelles a chiedere diavere più soldi da spendere e portare il rapporto deficit/Pil al 2,4%, salvo tornare col 2,04% … ma al di là delle cifre, andarano a calarsi di braghe … e ora hanno ricevuto quel che era prevedibile.
    Illusi e ingenui politicamente.
    Lo schiaffo di Bruxelles per il momento compatta la maggioranza, ma sono prevedibilissime altre sberle, che rischiano di minare la maggioranza, come la salita dello spread … a meno chè 5* e Lega non comprendono che o si nuota o si affoga.
    La prima cosa da fare è serrare i ranghi del governo, fare un rimpasto e mandare a casa le figure ministeriali scialbe e non utili ai nuovi bisogni. In secondo luogo, viste la mancanza di un gruppo di tecnici e teste d’uovo di area in grado di muovere i bottoni giusti, reclutare al più presto quei pochi competenti e fedeli presenti e metterli celermente al lavoro per raccogliere a 360 ° la sfida di Bruxelles e vincerla. Sottolineo il 360°. La protezione della segretezza dell’operazione è condizione necessaria … Ahh, se avessero dato per tempo ascolto a Giannuli ! L’Italia non è la Grecia. Siamo in grado di mettere fuori mercato i concorrenti. Bisogna volerlo politicamente. Abbiamo vinto la sfida della Ricostruzione, rischiamo di finire nelle catene della schiavitù dei Galli e dei Germani.
    Di tutto questo al momento non c’è traccia. Al contrario ci sono dichiarazioni quasi lacrimevoli tese a scongiurare la procedura di infrazione, ovvero ad accettare il ricatto …
    Ai briganti di Bruxelles occorrebbe piuttosto opporre i peggiori briganti.
    Se questi politici sapessero sfruttare l’errore politico iniquo fatto dalla Commissione, farebbero ballare il tango a francesi e tedeschi … ma sembrano essere buoni uomini ed ottimi padri di famiglia.
    Parafrasando Marx, c’è solo da unirsi per perdere le catene della schiavitù e guadagnare la libertà di votare o meno chi pare e piace, senza che il Macron o Merkel telefonino al Quirinale per consigliare o blandire.
    Mi viene il dubbio che pretenda troppo da Giggino e Matteo.
    Come si suol dire, se sono figli di gatti, acchiapperanno i topi.

  • Non credo che siano in molti a poter pensare di cimentarsi una simile impresa con successo.
    Approssimativamente non lo è un giornalista paratelevisivo che tremava alla sola idea che Giannuli fosse Ministro degli Interni.

  • Ultimamente il Club di Berna ha avuto qualche citazione sulla stampa specializzata. Per esempio:
    “Témoignant le 1er avril devant une cour de justice dans le cadre du litige qui l’oppose à son autorité de tutelle, le ministère de l’intérieur, le patron du BvT – service autrichien de renseignement intérieur -, Peter Gridling, a admis que son service ne pouvait toujours pas participer pleinement à l’informel et influent Club de Berne. Celui-ci rassemble les services de renseignement des 28 pays européens, auxquels s’ajoutent les services suisses et norvégiens. Espace de discussion traditionnel, le Club de Berne a sous tutelle le Groupe antiterroriste (GAT), qui fait office de petite plateforme d’échange entre services de renseignement européens – Direction générale de la sécurité intérieure (DGSI) française, BfV allemand, Security Service (MI5) britannique, etc. – en la matière. Si, ces dernières années, ce sont d’abord des informations sur le djihadisme qui ont été transmises par ce biais (via la task force Levant), les transferts d’informations sur les mouvances d’extrême droite violente sont en forte augmentation”. (Intelligence Online, che cita AUTRICHE EUROPE n° 828 du 10/04/2019)
    oppure: “the occasion of the examination is the controversial speech Maaßens prior to European intelligence chiefs. Maaßen is accused in front of the Club of Berne against the moderation commandment in the political Statements for officials to violate. In the speech from the 18. October, the then chief of the constitutional protection of speech according to the manuscript of “the German media manipulation”, a “new quality of incorrectly reporting” and “left-wing radical forces in the SPD”: His Remarks to the events in Chemnitz in August had been for these forces to occasion, to provoke a collapse of the Grand coalition. After the speech, Mr Seehofer had on Monday Maaßen be put into non-active.” da: Crypto Coin Discovery: The Federal office for the protection of the Constitution: the Ministry of interior shall examine the disciplinary proceedings against Maaßen By webmaster – November 9, 2018 12

  • La particolarità di un settantacinquesimo
    Per una volta sono quasi d’accordo con Macron.
    “Gli alleati venuti da tutto il mondo, i soldati dell’esercito francese e i combattenti della Resistenza: sono questi i pilastri della liberazione francese” E. Macron, nel corso delle celebrazioni del 75° anniversario del D-Day in Normandia. (fonte: versione italiana di Euronews)
    Bene. Al netto di dimenticanze, omissioni, enfasi, sottintesi e trascuratezze sono d’accordo col Presidente francese.
    Perché nessun politico italiano afferma sulle orme di Macron che: “”Gli alleati venuti da tutto il mondo, i soldati delle forze armate italiane e i combattenti della Resistenza: sono questi i pilastri della liberazione italiana” ?
    Per quanto possa criticare politicamente Macron, alla prova dei fatti devo ammettere che mostra di avere un senso della politica, condivisibile o meno che sia, che i nostri dediti alla politichetta non hanno neppure lontanamente.

  • D’Amato aveva un palmo di pelo sullo stomaco per imporsi nel Viminale e fuori. Di questi tempi …
    Da qualche parte in rete ho visto lo scontro televisivo tra Lilli Gruber e Matteo Salvini. Lo ha stravinto la Gruber, di fronte a un Salvini che ha incassato.
    “Ministro non mi costringa a toglierle l’audio”, ha asserito la regista-ancor woman, che in un sol colpo ha affondato il Ministro degli interni, colpevole di un mezzo pistolotto propagandistico e vittimistico.
    Non lo ha chiamato neppure “Signor Ministro”, tanto è debole la politica!
    Forse bisogna chiedere ad Algido Lunnai, se tra i suoi ricordi c’è un Jader Jacollis che toglie la parola al segretario del partito di maggioranza relativa o delle opposizioni parlamentari … o di un giornalista che interrompe l’intervista a un leader di seconda o terza fila della prima repubblica, perchè non gradisce il suo incipit.
    Se Salvini fosse apparso in video a fare il pesce muto, avrebbe divorato politicamente la Gruber, sarebbe stato giubilato come vittima della censura e avrebbe potuto intestarsi qualche battaglia sulle libertà politiche, buona per portargli voti. Gli è mancato il quid per alzarsi e andarsene, protestando.
    Se ne deve dedurre che il politico Salvini non ha pelo sullo stomaco. Non ha mantenuto il punto, ma si é lasciato puntare e affondare dall’informazione.
    Quando leggo sulla stampa estera degli appellativi iperbolici su Salvini come fascista, razzista, xnefobo di estrema destra, etc. etc. sorrido, ma mi incavolo, perché l’obiettivo finale è colpire l’Italia. Su certa stampa estera italiano = fascista, ovvero italiano che per aver perduto la guerra, deve tacere.
    Salvini è un buon padre di famiglia … catapultato al Viminale.

  • Professore, ottima idea. Prenoto sin d’ora una copia. Nel libro, spero, potrà chiarirmi alcuni dubbi (il Club di Berna fu un’iniziativa FBI?) e approfondire i legami di FUD’A con Guido Leto, con padre Morlion – quello che aveva come capo Montini e come segretario Andreotti – con la ‘ndrangheta, con Pecorelli, con la P2 e col gruppo L’Espresso

  • Chissà che trovò a casa sua il giudice Mastelloni che ne perquisì la casa dopo la morte. Infine nessuno ha mai fatto uno studio approfondito delle sue ricette sull’Espresso.

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