Regeni era una spia? Una infamia ed un depistaggio.

Già poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Regeni ha iniziato a circolare nel web la notizia dell’appartenenza di Regeni al servizio segreto militare, per conto del quale avrebbe dovuto svolgere una qualche missione. Una tempestività decisamente sospetta: da dove poteva venire questa notizia, ed in tempi così brevi, se non dai servizi italiani o egiziani? Dopo la versione ha iniziato a cambiare: era una spia si, ma degli inglesi. Cerchiamo di spiegare perché questa leggenda (che è tanto piaciuta nel web per la sua suggestività) non sta in piedi.

1. se fosse stato una spia non si sarebbe scelto una copertura come giornalista anti regime, attirando su di sé i riflettori della polizia. Avrebbe scelto, anzi, quella di giornalista amico del regime e, magari, cercato contatti clandestini con l’opposizione. La cosa avrebbe senso solo se stesse spiando l’opposizione d’accordo con i servizi egiziani, ma allora che senso ha il fatto che sia stato ucciso proprio da loro?

2. sapeva di essere stato fotografato da un qualche organo di polizia ad una riunione dei sindacati, ha subito una ispezione domiciliare in sua assenza tre giorni prima di sparire ecc. e non ha preso alcuna precauzione, neppure avvisarne l’ambasciata o evitare di andare in giro da solo, non ha neppure lasciato un foglio scritto a qualche amico in cui parlava dei suoi timori e del perché: ecc: tutto il suo modo di fare è incompatibile sia con il profilo professionale che con quello psicologico della spia e, semmai, è quello di un ragazzo un po’ ingenuo e molto incauto.

3. se fosse stato una spia (ed a maggior ragione di qualsiasi altro caso), sarebbe stato fatto sparire il corpo. Se è stato trovato e con inconfondibili segni di tortura, è perché qualcuno voleva farlo trovare, quindi, lo scopo non era quello di eliminare una spia o estorcergli chissà quali segreti, ma provocare un incidente diplomatico con l’Italia, dunque, è stato scelto non perché spia ma perché italiano e l’idea è rafforzata dal fatto che il corpo è stato fatto ritrovare lo stesso giorno in cui Guidi arrivava al Cairo con la sua missione commerciale (ovviamente saltata).

4. Se fosse stato eliminato perché spia (o creduto tale) sicuramente il governo ne sarebbe stato informato in tempo, trattandosi di un cittadino straniero che, per di più, apparteneva ad un paese con il quale si stavano per concludere importanti affari  che, invece, sono saltati. E il regime avrebbe preparato una qualche regia per il dopo ritrovamento (magari qualcosa per rendere più credibile la pista  “fratelli mussulmani”) e, invece, è stato palese l’imbarazzo del regime che è passato da una capriola all’altra (rispettivamente: criminalità, fratelli musulmani, delitto sessuale, ecc) facendo figuracce in serie.

Dunque, una infamia che sporca l’immagine di un ragazzo così barbaramente ucciso ed anche un depistaggio molto comodo per aiutare una soluzione di comodo sia per il governo egiziano (che se ne esce per il rotto della cuffia) sia per quello italiano al quale nulla interessa di Regeni ma non vede l’ora di sedersi di nuovo al tavolo degli affari.

Il problema è che tutte le versioni più o meno fantasiose non sono facili da far passare (ne riparleremo) per cui la cosa migliore è sollevare una bella “nebbia di guerra” così da far passare il tempo ed insabbiare tutto. E imvece occorre premere sul governo italiano perché faccia il suo dovere: ad esempio si potrebbe chiedere la sostituzione del ministro dell’interno per le sue palesi bugie e, magari, richiamare l’ambasciatore al Cairo per consultazioni, sino a quando il ministro non cambia. Sarebbe già una cosa. Ma per farlo dobbiamo prima di tutto tagliare le gambe ai depistaggi come quello del Regeni-spia.

Aldo Giannuli

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Comments (26)

  • Tutto molto condivisibile.
    Una sola domanda mi sorge spontanea leggendo il punto 3: per quale motivo la sua missione commerciale è “ovviamente” saltata?
    Proprio perchè il corpo di questo sventurato giovane è stato fatto ritrovare nello stesso giorno in cui Guidi arrivava al Cairo, in quel momento nulla si sapeva delle condizioni del corpo e tutte le ipotesi erano possibili: ISIS, rapimento a scopo di estorsione finito male, persino un omicidio per motivi privati. In quei posti si fa presto a rimetterci le penne per una parola o uno sguardo di troppo.
    Se quindi gli accordi presi per i colloqui della missione sono subito saltati, da chi è dipeso? Sembrerebbe strano che la nostra delegazione abbia deciso di annullarli solo perchè un cittadino italiano è stato trovato morto in circostanze tutte da chiarire.
    D’altra parte, se invece sono state le autorità egiziane ad annullare gli incontri previsti, allora devono averne data una qualche giustificazione che non poteva certo essere quella del coinvolgimento delle forze di polizia o dei loro servizi, ipotesi che hanno cercato in tutti i modo di negare quando è venuta fuori.
    E se sono stati loro ad annullare gli incontri, allora non si spiega per quale motivo li avevano accettati e, forse, anche caldeggiati. Ci avevano ripensato nel frattempo e non hanno trovato di meglio che creare ad arte un incidente diplomatico, uccidendo il primo italiano che gli è capitato a tiro?
    Qualcosa non quadra.

    • Bravissimo, e’ andata proprio cosi’. La giunta militare egiziana sta cercando in tutti i modi di farsi “scaricare”. Non avra’ neanche bisogno di cacciare l’ENI, l’ENI dovrà andarsene a causa di una rottura diplomatica portata avanti dall’Italia. Andata via l’ENI sara’ necessario trovare un nuovo partner economico ed una immane quantità di mazzette rimpinguerà l’entourage di Al Sisi e lo stesso presidente.

  • Se le cose sono andate come tu sostieni, significa che:
    Al Sisi non vuole concludere l’affare ENI con l’Italia (ammazzano un innocente di nazionalita’ italiana e ci fanno ritrovare il cadavare martoriato in strada) e che quindi stanno cercando in tutti i modi per farsi scaricare dal Governo italiano e dall’ENI.
    Allora, poiche’ noi siamo tutti astuti e geniali come Aldo Giannuli, gli facilitiamo le cose ritirando il nostro ambasciatore, pretendendo che il loro ministro degli interni venga licenziato, e dar finalmente modo ad Al Sisi, che ricordo, oggi c’e’, domani chissa’, di cacciare, dopo 50 anni, l’ENI dall’Egitto (e’ sostanzialmente dal nordafrica). Giannuli, la vendetta e’ un piatto che va gustato freddo, non dare consigli, non sei all’altezza.

      • Professore, al di là della frase conclusiva, certamente una caduta di stile considerato anche che è un ospite in questo blog , e che Spira poteva risparmiare a lei, a noi e soprattutto a se stesso, tuttavia la sua ipotesi è consistente e certamente l’unica che fa quadrare il cerchio.
        Mi resta la curiosità su chi ha effettivamente annullato la missione: noi o gli egiziani?
        Non sono riuscito a trovare risposta in nessun articolo.

        • la maleducazione è sempre sintomo di rozzezza intellettuale, per cui non vale la pena di rispondere nel merito delle sgangherate considerazioni di Elio

      • Signor Giannuli, non si offenda, non tutti sono in grado di capire che 2 + 2 =4. Oltretutto sembrerebbe che il nostro governo si stia masochisticamente orientando verso una rottura diplomatica contro l’Egitto, come se il regime militare debba durare in eterno. Invece bisogna far finta di niente, si resta in Egitto, si continua a fare affari, e intanto si finanzia sotto banco ogni possibile forma di dissenso, e magari, chissà che l’aereo di Al Sisi non sia destinato a precipitare in mare………

        • lei ha una opinione di cui prendo atto, anche se la trovo assai poco fondata. Solo che è arrogante e maleducato, ma non si preoccupi: nel web ha grande compagnia

  • Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere, come è scritto sulla testata.
    @Elio. Legga meno superficialmente. “…per le sue palesi bugie”.
    Se un ministro degli affari interni si fare fesso e/o prova a fare fessi in vicende simili, vale quanto una mazza di scopa (sbradcsciut).

  • Caro Aldo, ma Lei ed i suoi colleghi avete fatto caso che Regeni era ebreo? Controlli il cognome materno…. Interessante che inviasse articoli a NenaNews

  • Guerra di potere interna al regime egizio, e Reggeni come avvertimento verso gli EE di starne fuori?

    Oppure l’italia ha preso un po’ troppa torta egizia, e allora i mandanti sono più prossimi che meduterranei?

    Reggeni Spia? quale è il profilo attuale di James Bond? Calipari, anche giannuli ha fatto servizietti analitici (-:,

    Al di la delle speculazioni, credo che Reddeni sia morto perché parlava troppo bene l’arabo e non aveva risposte da dare, ecco perché l’eccesso delle torture fino alla morte, come spesso accade in questi casi. Qualcuno ricorda il fim di Costas Gravas sul regime cileno?-:-(

  • punto 4….nei giorni della scomparsa di Reggenti in Egitto c era anche il Direttore della Aires e mentre rientrava è stata data la notizia del ritrovamento del corpo. Che strane coincidenze o falsità?

  • http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/05/la-sporca-guerra-dei-servizi-il-copasir-convoca-il-sottosegretario-minniti-e-il-direttore-dellaise-manenti/2436520/ —molti dei funzionari interessati dalle riassegnazioni sembra avessero svolto un ruolo attivo nella soluzione della vicenda di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le cooperanti italiane rapite ad Aleppo, in Siria, nell’estate del 2014 e liberate dopo una lunga trattativa. ——Un’operazione non priva di polemiche per le indiscrezioni sul presunto riscatto da 12 milioni di euro che il governo guidato da Matteo Renzi ha sempre negato ma che un servizio trasmesso da Al Jazeera ha invece documentato mostrando persino le banconote che sarebbero state versate ai rapitori.—–

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