Ma Gelli era fascista? Si e no…

Come è noto Licio Gelli, sino agli ultimi giorni si dichiarò fascista, tuttavia è noto che, durante la guerra, collaborò sotto banco con formazioni partigiane e con il servizio segreto inglese. Tecnicamente, non c’è dubbio che fosse un traditore.

Poi, in epoca repubblicana, collaborò disinvoltamente con esponenti democristiani, liberali, socialdemocratici, repubblicani e persino socialisti che trovarono accoglienza nella sua Loggia. Ma ovviamente anche con diversi missini, non disdegnando neanche frequentazioni con gli ambienti della destra giovanile extraparlamentare (sono noti i legami con Valerio Fioravanti). Fu in rapporti molto stretti con i generali argentini che dirigevano una bestiale dittatura di destra, ma non si fece mancare neppure rapporti con la Romania comunista.  Insomma, uomo con relazioni a 360°.

Ed allora, chi era il Gelli che mentiva: quello che ostentava una fede fascista o quello che operava perfettamente a suo agio nel retrobottega dell’Italia democristiana? L’uomo legato agli ambienti della destra repubblicana Usa o quello che trafficava con gli uomini di Ceausescu?

A tirare la linee troppo dritte  si rischia di non capire un personaggio sicuramente ambiguo e complesso come Gelli che, peraltro, in grande, replicava atteggiamenti comuni a molti altri.

Il punto è questo: il fascismo subì una sconfitta totale, quella che i giuristi chiamano “per debellatio”  che non lasciava speranza alcuna di rivincita. La probabilità di restaurazione di un regime fascista in Europa o nel nord America era pari a zero: potevano esserci regimi castrensi di destra (come in Grecia o America Latina),ma non regimi propriamente fascisti. E la conferma definitiva venne dalla caduta degli ultimi regimi fascisti d’Europa, Spagna e Portogallo che, peraltro, caddero nello stesso anno (1974) della fine del regime dei colonnelli greci, che poteva esservi assimilato. Questa sconfitta totale e definitiva pose il problema ai sopravvissuti di come continuare a far politica nel nuovo quadro storico. Una parte minoritaria dette luogo a nicchie ambientali di resistenza, dove coltivare il culto della memoria, nella speranza di un possibile ritorno, mentre la maggior parte decise di integrarsi nelle altre forze politiche adattandosi in vario modo alle nuove regole del gioco. Altri aderirono ai partiti esistenti: quelli che passarono al Pci o (meno) al Psi furono decine di migliaia ed anche di più furono quelli che aderirono alla Dc o ai partiti laici (meno),  nella maggior parte dei casi abbandonarono del tutto (o in gran parte) la propria identità fascista aderendo in pieno, o quasi, alle ideologie di riferimento dei partiti in cui entrarono. Una piccola parte coltivò disegni entristi, pensando di realizzare un regime autoritario a vocazione sociale (questo nella maggior parte dei casi riguardò chi aveva scelto il Pci). Altri, più numerosi, scelsero i partiti di centro in nome dell’anticomunismo e, pur restando fascisti un cuor loro, si accontentarono di partecipare al gioco, cercando di far passare il più possibile della propria cultura politica, pur consapevoli del fatto che si sarebbe comunque trattato di innesti parziali.

Il Msi, in qualche modo, raccoglieva entrambe le anime: la base –a suo modo illusa e generosa- continuò a sperare in un’ora X che avrebbe riportato al potere il fascismo, mentre il vertice era perfettamente consapevole dell’impossibilità di questo ritorno e, pur blandendo le nostalgie della base (non mancarono mai saluti romani ed Inni a Roma), cercò in tutti mondi di inserirsi nel gioco parlamentare, anche solo in ruoli  marginali. Da Michelini ad Almirante, da De Marsanich a Pisanò,  da Romualdi a De Marzio, da Fini allo stesso Rauti, una volta entrato nel Msi, cercarono tutti –e ciascuno a suo modo- di adattarsi all’ambiente  non nutrendo alcuna illusione su una restaurazione. In fondo fu Almirante ad inventare lo slogan: “Non rinnegare, non restaurare”. E, a ben vedere, è quello che è successo anche all’estremo opposto: nella mia vita ho incontrato tantissimi compagni che, in cuor loro stalinisti e graniticamente tali, si erano piegati ad una prassi sostanzialmente socialdemocratica individuando in essa l’unica realistica prassi di inserimento politico (e non me ne volete per questo azzardatissimo parallelo, ma i sistemi, sinché reggono, tendono ad assorbire nella propria logica anche le opposizioni antisistema, esercitando una sorta di attrazione gravitazionale).

Gelli è stato qualcosa di molto simile: in cuor suo era certamente fascista e, fosse dipeso da lui, ci sarebbe stato un bel ritorno al fascismo con tanto di stivali ed orbace, ma non reputando realistica questa speranza , puntò ad entrare nel gioco per condizionarlo attraverso la massoneria. Si pensi al tanto citato e poco conosciuto Piano di Rinascita Democratica, manifesto politico della loggia: non dipinge certamente un regime fascista ma un regime autoritario di democrazia liberale con diversi elementi mutuati dalla V repubblica francese e con molti punti di contatto con le posizioni della Trilateral.

Magari si riprometteva ulteriori sviluppi in direzione di un ordinamento più ortodossamente “stivalato”, ma, prendendo realisticamente atto che l’orbace non andava più di moda, fondò un ditta di impeccabili gessati avendo per soci gli ex partigiani Lebole.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (14)

  • “Diversi documenti dell’epoca, poi finiti in gran parte agli atti della Commissione parlamentare sulla P2, dimostrano che nel suo “periodo rosso” Gelli collabora con i servizi segreti di un paese del blocco comunista, almeno fino agli anni Cinquanta inoltrati”.

    da un articolo del Fatto Quotidiano di Mario Portanova del 16 Dicembre 2015.

    Quindi Gelli è stato anche un agente del KGB o di qualche servizio del blocco comunista.
    Cos’è che non ha fatto quest’uomo?

  • gentile professore, volevo chiderle un parere circa l’effettiva influenza di gelli e della loggia sulla politica italiana negli anni 70 e 80, si trattò di cialtroni o di una cosa seria?

  • Art. 16. Italy shall not prosecute or molest Italian nationals, including members of the armed forces, solely on the ground that during the period from June 10, 1940, to the coming into force of the present Treaty, they expressed sympathy with or took action in support of the cause of the Allied and Associated Powers. Trattato di Pace di Parigi del 20 Febbraio 1947.
    Tecnicamente non era un traditore.
    Ma guarda un po’ cosa doveva succedermi, di difendere Gelli !!
    E’ da quelle fonti che bisogna ripartire per srotolare la matassa avviluppata delle storie che non ci sono state raccontate raccontare.
    Solo che ci vorrebbe un Governo governante e non quei simulacri imposti …
    In un precedente intervento su Gelli ho scritto che è stato un uovo di cuculo.
    Gelli era tante cose. E’ stato persino inglese e americano, argentino e rumeno …
    Tra le altre era un uomo degli americani per fare concorrenza agli inglesi.
    P.s. Il Piano di Rinascita Democratica non sembra essere stato farina del suo sacco, ma di quello di un altro funzionario parlamentare. Di esso rivendicava i diritti d’autore contro Berlusconi … Tra le altre cose, anche questo era Gelli.

  • Occorre operare dei distinguo quando si parla di nazifascismo e di regimi “destristi” dei militari di carriera.Costoro dalla tipica mentalità ottusa, tendono a mandare a letto presto i giovani affinché non si occupino di politica. Tipici casi furono i regimi di Salazar, di Franco, di Pinochet, dei colonnelli greci.Mentre il nazionalsocialismo tedesco e il fascismo italiano, furono movimenti totalitari, che ricorsero alla mobilitazione delle masse, attraverso la propaganda e la creazioni di miti, volti alla conquista prima dei cuori,poi delle menti delle masse popolari.I militari “destristi” governano con i colpi di stato, il copri fuoco, la repressione,sono nemici dei loro popoli e strumenti in mano all’alta finanza massonica apolide.Poi occorre sfatare un mito fasullo quello che i movimenti nazifascisti autentici, furono solo strumenti in mano ai potenti. Sarà opportuno ricordare che il capo della Guardia di Ferro rumena, Corneliu Zelea Codreanu, uccise personalmente un prefetto che era responsabile di una dura repressione del suo movimento.Inoltre nel settembre del 1938 militari governativi, massacrarono centinaia di militanti nazionalsocialisti a Santiago del Cile. Fatti incontestabili storicamente parlando e che sono dal punto di vista teorico delle vere e proprie eresie.Come lo fu il nazifascismo, che fu liquidato con una guerra mondiale e cinquanta milioni di morti, che vide una immonda alleanza tra il capitalismo USA e il bolscevismo sovietico.Mentre per sconfiggere il comunismo è bastata la coca cola.Per rimanere in argomento Licio Gelli fu solo un lestofante, dedito a far soldi con chiunque a prescindere. Un moderno uomo politico;che mai fu un vero militante politico , una sorta di Re Mida al contrario del monarca, che come noto trasformava in oro tutto ciò che toccava , mentre il massone di Arezzo, lo trasformava in sterco.

        • @ Herr Lampe, per quanto riguarda il generalissimo Franco, personificazione tipica del militare di carriera ottuso, dopo averlo incontrato una sola volta Hitler, disse che la prossima volta avrebbe preferito farsi cavare due molari dal dentista.Inutili furono i tentativi di coinvolgerlo nella guerra mondiale contro le plutocrazie reazionarie dell’occidente. Si vendicò solo della Russia sovietica e delle brigate internazionali, che ebbe contro durante la feroce guerra civile, inviando un contingente di ingenui falangisti.In pratica nel dopoguerra fu un zelante anticomunista di stretta osservanza atlantica,al pari del suo omologo Pinochet, che per farsi perdonare i trascorsi pseudo fascistoidi, sterilizzò il falangismo ponendolo al suo servizio. Fu la morte civile del falangismo, esautorato, evirato,marginalizzato.Hitler riconobbe nelle sue conversazioni segrete che la pretaglia ispanica godeva di privilegi odiosi,ma lo schierarsi dell’URSS e della feccia anarchica mondiale a favore della repubblica massonica-marxista, non permisero altra scelta, al pari di Mussolini.A chi interessato rivolgo un quesito. Come giudicate sul piano teorico-ideologico, lo sterminio di centinaia di nazionalsocialisti cileni, ad opera dei militari governativi avvenuto nel 1938 a Santiago? Stesso quesito per quanto riguarda la Guardia di Ferro rumena,i cui militanti furono massacrati a migliaia, con il suo leader Coderanu, ucciso e il volto sciolto nell’acido per renderlo irriconoscibile dal monarca filo occidentale? Se erano mercenari al servizio del potere perché ucciderli?

          • @ G. Maffei.
            Ammetto di non conoscere i fatti cileni e rumeni.
            Ma possimo dire che la neutralità spagnola durante la seconda guerra mondiale ha i nomi di March e Churchill mercè vagonate di stelle-sterline distribuite ai vertici politici, sembra con l’eccezione del ministro degli esteri filotedesco?
            Possiamo dire che lo stesso gentil et honesto virtuoso instroumento fu usato con il tappetto malefico f. d. p. per barattare la neutralità precedente la prima guerra mondiale da parte dei Lloyds?
            Posso scrivere che i soliti nordici colonialisti schiavisti razzisti genocidi assassini dell’Europa con la puzza sotto il naso sono profondamente anti italiani?
            Posso osare pensare di essere favorevole alla Brexit e di essere pro indipendenza della bistrattata Scozia, il cui petrolio del Mar del Nord è suo e non della più meridionale e imperiale Inghilterrà?
            Ho una bottiglia di spumante …

          • Caro Maffei, che tra “amici” ci si possa fare la pelle facilmente non devo certo ricordarglielo io.

            Però il già citato Röhm e compagnia delle SA forse sì, come del resto il 99% del cc bolscevico, etc etc.

          • @GherardoMaffei,
            Falangismo esautorato? Quando mai? Evirato? Facilmente. Marginalizzato? Come lo scorpioncino della favola, era la sua natura: 1 seggio nel 33 (in coalizione con i monarchici); nessuno nel 36.

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