Come leggere Gianroberto Casaleggio.

Prima di tutto chiedo scusa per la mia prolungata assenza, ma da sabato sono fuori combattimento per ragioni di salute, al punto che, pur essendo andato ad Ivrea con non pochi sforzi, poi ho dovuto gettare la spugna prima dell’intervento programmato ed andare via senza aver parlato, cosa che mi dispiace molto perché ci tenevo a dare il mio contributo ad una iniziativa alla cui promozione avevo partecipato. Ma cercherò di rimediare con un video che conterrà quel che avrei voluto dire.

A tutt’oggi non sto particolarmente bene e faccio un po’ di fatica a star seduto e scrivere, di cose da dire ne avrei davvero tante (dalle vicende del M5s alle elezioni francesi, dal convegno di Ivrea alla crisi siriana, alle primarie del Pd), oggi, però, devo dare la precedenza al ricordo di Roberto Casaleggio che, prima di ogni altra cosa, per me è stato un amico che tutt’ora ricordo con commozione.

Roberto per me è stato una persona di grandissima correttezza, un interlocutore sempre intelligente, un amico fragile e divertente, con il quale sono stato più spesso in disaccordo che in accordo. Abbiamo discusso su molte cose e qualche volta l’ho convinto del mio punto di vista, altre volte è stato lui a convincermi del suo, in qualche altro caso siamo pervenuti ad un punto di vista di sintesi, ma nella maggior parte delle occasioni siamo rimasti ciascuno del suo parere, però sempre in un grande rispetto reciproco. E di persone così corrette, che non facessero valere la loro posizione di forza e rispettassero il mio punto di vista, pur nel dissenso, ne ho incontrate davvero poche. Anche a Sinistra.

Sono convinto che in futuro, a Roberto sarà riservata più di una pagina nei manuali di storia del pensiero politico, perché lui è stato un grande innovatore non solo in campo italiano. Abbastanza scontato è il riconoscimento del contributo che ha dato cambiando la politica grazie all’introduzione del Web. E’ stato il primo caso di un partito con seguito di massa nato dal nulla e solo sulla base della rete. Non sono un fanatico della rete e mi rendo conto anche dei fenomeni degenerativi che passano per suo tramite, ma credo che nessuno possa disconoscere il mutamento anche in meglio delle dinamiche politiche indotte dalla rete. Lo abbiamo visto con i movimenti come gli indignados, Occupy Wall Street, le primavere arabe e, in misura variabile, nella rivolta popolare europea contro le èlites dominanti (che oggi pensano di mettere le briglie alla rete). Roberto ha capito quel che stava accadendo ed ha realizzato uno degli esperimenti più avanzati del rapporto politica-rete quale che possa essere il giudizio sul M5s che a molti non piacerà, ma al quale nessuno può negare il carattere di assoluta novità.

Chi volesse studiare il pensiero di Roberto dovrebbe misurarsi con un autore per più versi atipico e da trattare come caso a sé. In primo luogo è da comprendere il carattere multidisciplinare del suo approccio. Se dovessi descrivere come studioso Roberto con pochi aggettivi sceglierei questi: curioso, culturalmente onnivoro, nomade, filoneista e disorganico.

Curioso: non c’era problema, questione, personaggio che non lo interessasse e di cui non volesse sapere tutto, di conseguenza era un divoratore dei libri più diversi dalla storia, all’economia, alla letteratura fantasy e fantascienza di qualità, e poi arte, politologia eccetera. Devo dire che era anche un lettore non particolarmente ordinato. Regalargli un libro, soprattutto se su un argomento che entrava in particolare nelle sue corde significava costringerlo a leggerlo, perché non avrebbe resistito a lungo a tenerlo inutilizzato sullo scrittoio. E questo spiega il nomadismo dei suoi interessi, i suoi frequenti ritorni, le sue sempre nuove curiosità.

Roberto era innamorato dell’innovazione, il nuovo, il futuro era la sua patria culturale, aveva bisogno di sentirsi trenta anni avanti, il presente lo vedeva come una prigione. Era continuamente alla ricerca di una idea nuova, di un lampo che gli facesse vedere cosa c’è avanti. Questo però aveva i suoi aspetti contraddittori. In primo luogo, questo lo spingeva ad uno sperimentalismo esasperato, con una forte dose di empirismo ed una scarsa sensibilità per la dimensione sistemica. Spesso alcune sue intuizioni erano in contraddizione fra loro, ma la cosa non lo spaventava e quando glielo si faceva notare o cercava un rimedio altrettanto empirico o lasciava cadere l’obiezione come una inutile perdita di tempo. L’idea era quello che contava, il resto era un rumore di fondo, che lo irritava.

Io che lo avevo capito e che avevo notato il fastidio con cui accoglieva le obiezioni di buon senso, in particolare se indiscutibili ma banali, mi divertivo a stuzzicarlo, come quando una volta che, con la sua abituale fretta, decise che una cosa non si sarebbe fatta entro il 32 agosto, alla ripresa o entro il 31 luglio, alla chiusura, ma entro il 31 giugno. Al che obiettai “Impossibile!” “ Ma perché impossibile?! “ “Perché giugno è di 30!”. Non parlò ma mi guardò con occhi di brace per diversi secondi nei quali sono convinto mi abbia odiato. Ma poi gli passava subito.

Questo suo sperimentalismo estremo da un lato era il punto di forza del suo pensiero (era quello che gli consentiva i risultati più acuti) era, però, anche il suo punto debole, perché il suo pensiero era in permanente rivolgimento senza mai divenire sistema organico. E questo spiega sia la sua frase “Non esistono idee di sinistra o di destra ma solo idee buone o sbagliate” dove il parametro per stabilire la giustezza era quello del “futuro immaginato” e che era sempre a dominante tecnologica. Buona era l’idea che avvicinava a quel futuro, cattiva quel che resisteva su quella strada, mentre, a parte una certa ostilità ai poteri finanziari, nel suo pensiero non c’era spazio per il conflitto di classe (anche per questo destra e sinistra gli sembravano idee superate).

L’altro aspetto che derivava da questa impostazione di metodo (e che rende assolutamente atipico questo pensatore politico) è l’esito non sempre scientifico delle sue idee. Roberto era totalmente centrato sulla sua idea dalla quale si lasciava trascinare sino alle estreme conseguenze. Nei casi più estremi, questo sfociava in un testo di vera e propria letteratura fantasy, e la cosa non toglie nulla al valore del suo pensiero e non deve stupire.

La letteratura spesso avverte delle patologie sociali in arrivo: Asimov, Huxley, Zamiatin, Orwell sono stati visionari che hanno descritto i fantasmi del loro tempo e l’ombra del futuro che vi si affacciava. Ma, mentre non è infrequente il caso di scienziati che hanno fatto della fantascienza (appunto Asimov ma potremmo citarne altri), è meno frequente il caso di pensatori politici che hanno calcato questo terreno e, quando c’è stata qualche commissione del genere (Roth, London, per esempio) non ci si è mai spinti sino alla fantascienza e semmai dovremmo cercare nel precedente lontano degli utopisti. La tanto criticata performance su Gaya è stata criticata perché letta come opera di analisi scientifica e non come pagina di letteratura futurologica. E così anche il suo ultimo saggio-video sull’intelligenza artificiale.

Dunque pensatore politico ma anche autore di fantascienza e, per complicare ancor più la vita di chi lo studierà, anche imprenditore-innovatore. La visione del ruolo dell’imprenditore di Roberto si ispirava direttamente alla figura di Adriano Olivetti, ma dietro c’era anche una certa visione schumpeteriana e, forse, addirittura l’utopismo di Owen (che non so se conoscesse).

E, a tutto questo occorre aggiungere la complicata soggettività umana di un uomo introverso, disordinato e geniale. Forse anche infantile per diversi aspetti: ad Ivrea, parlando in un piccolo gruppo, Beppe Grillo ricordava la “scoperta del babà” di un Casaleggio giunto ai 50 anni senza averlo mai conosciuto e del quale era assolutamente incantato come un bambino. La scena non l’ho vista ma l’ho immaginata perfettamente. Roberto viveva in un mondo tutto suo nel quale spesso non si accorgeva di quel che gli stava intorno. Ad esempio –e anche questo Grillo lo ricordava con affetto- la sua assoluta incapacità di usare una tecnologia anche modesta: non guidava, un cellulare un po’ avanzato lo metteva in crisi, per non dire altre macchine più complesse. Ed anche questo l’ho constatato di persona capendo che era persino più imbranato di me su questo terreno, con la differenza che io non ci studio su come faceva lui.

Uno uomo di cui l’alto grado di contraddittorietà era fonte di creatività. Un uomo certamente eccezionale. Ciao Roberto.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (36)

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        Ciccillo delle Triglie

        Aldo un bel piatto di cozze a noci crude e vedi come ti ripigli…per il raffreddore na bella birrozza brulè con la scorsetta di limone e due buste di fave fresche e poi mi dici sa?
        ciao buona guarigione ne’

  • Professore buongiorno!
    Grazie per il ricordo e un fortissimo in bocca al lupo, per una pronta e completa guarigione!

    Ciao
    Paolo

    PS Parlare di lavoro per quattro giorni ci ha fatto SOLO bene! 🙂

  • Prof,
    auguri per una pronta e risolutiva guarigione, cerca di riguardarti… non farci stare in pensiero…!
    questo granellino di sabbia sperduto tra le stelle della via lattea ha ancora disperato bisogno dei tuoi insegnamenti…!
    tonino basile – roma

  • chiedo scusa per non aver dato gli auguri di guarigione subito, perché un po poco gentile scrivere come ospiti in un forum e trascurare un fatto di salute momentaneo di chi l’ospitalità la permette …ma non ho aperto questa pagina ..ero tutto preso dal post della pagina sul lavoro ..e questa pagina non la ho letta.

    auguri di guarigione …

  • In effetti mi domandavo cosa fosse successo non trovando il suo post quotidiano. Avevo pensato fosse impegnato in un altro libro! Le faccio tanti tanti auguri di pronta guarigione, e grazie per il lavoro che dedica alla cura di questo blog.

    • @ Francesco.
      Bolle???
      Una bolla?
      Le dimissioni?
      Un Concistoro con Cetrio Laqualunque elevato finalmente alla porpora cardinalizia?
      Un’Enciclica?
      Dei commenti per il blog?
      Un viaggio all’estero?
      Una voragine nei conti?
      Un nuovo scandalo?

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    Pentastellato credo ancora per poco

    Auguri di pronta guarigione!….
    ..per questo non ho trovato il suo intervento sul video di Ivrea 🙂

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    Alessandro Boggiano

    Bello e capace di emozionare questo suo piccolo brano intimo.
    Credo che l’eredità più importante che un essere umano possa lasciare dietro di sé sia proprio quel senso di “presenza” nonostante l’assenza. Come una fontana che zampilla al di là della propria volontà queste persone speciali lasciano il terreno umido, fresco, nulla di torrido o pesante accompagna le parole delle persone a cui hanno lasciato un seme dentro, solo gratitudine per aver avuto l’occasione di incontrarsi/scontrarsi con loro.

  • Premesso che sono argomenti di cui so poco, il pensiero di Casaleggio mi sembra la quintessenza della spoliticizzazione tecnocratica e iperindividualista: la rincorsa frenetica della tecnologia superficialmente identificata con un ‘progresso’ fine a se stesso, la santificazione della rete, l’utopia regressiva di un mondo unificato dove ciascuno conta uno (ci mancherebbe altro che la qualità di un essere umano contasse qualcosa: andrebbe in crisi l’intero sistema di orientamento dei gusti e delle mode su cui prosperano le multinazionali) nell’insipienza delle costanti profonde che governano le società e rendono possibile la convivenza. Tutta roba andata a male che si vuole sostituire colla piatta religione dei Diritti Umani, Santa Demo(pluto)crazia e Santa Proprietà Privata (legittimata sulla base del lavoro e del merito – salvo istituzionalizzarne la trasmissione ereditaria).

    Nell’impero a stelle e strisce il pensiero utopico, che in ambito anglosassone cercava l’aggancio colla tradizione, in ambito germanico colla teologia, in ambito gallico coll’ipostatizzazione della ragione e in ambito italico colla retorica e/o lo storicismo, cerca il contatto colla… fantascienza.

    Ma che ci fa un comunista, uno che cioè (dovrebbe) privilegia(re) le ragioni della socialità e della comunità, colle iperboli dell’iperindividualismo tecnocratico?

    La teodicea marxista cercava di saldare la promessa cristiana di riscatto colla comunione dei beni. Resasi ormai poco appetibile, e ancor meno realistica, la prospettiva della socializzazione, i suoi emuli v2.0 provano a seguire i tempi e realizzarne la sostanza a partire dal turbocapitalismo conclulcato dal vincitore di turno. L’homo socialis si è inceppato, proviamo coll’homo oeconomicus. E’ l’epopea della sinistra (per ridere) contemporanea.

    P.S. auguri di pronta guarigione e occhio ai valori calcemici, sono rivelatori.

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      Tenerone Dolcissimo

      Resasi ormai poco appetibile, e ancor meno realistica, la prospettiva della socializzazione, i suoi emuli v2.0 provano a seguire i tempi e realizzarne la sostanza a partire dal turbocapitalismo conclulcato dal vincitore di turno.
      —-
      Opinione non supportata dai fatti. Anzi smentita dai fatti i quali fatti parlano di un gigantesco esproprio (proletario ???) ai danni degli italiani.

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    Tenerone Dolcissimo

    Caro Giannuli, in primo luogo consentimi di far giungere nel Tuo letto di egritudine il mio fraterno saluto ed affettuoso augurio di pronta guarigione.
    Entrando in medias res, vorrei ricordare che GRC fu anche vittima di una strisciante e continua campagna di diffamazione da parte dei soliti conformisti, quelli che “ci vuole piu’ europa” o “secondo me tortora è un camorrista e spacciatore di droga perché è stato per un certo periodo senza lavoro e aveva bisogno di soldi”.
    Costoro per esempio asserirono che GRC avrebbe affermato che un giorno la terra sarebbe stata governata dai venusiani, cioè da alieni giunti dal pianeta Venere.
    Occorre anche dire che la eccentricità di GRC dava facile esca a queste diffamazioni, specialmente in una paese di conformisti e lettore del CdS. Penso sia un argomento interessante ed uno stimolante motivo di riflessione.
    A ben vedere l’umanità ha progredito perché esistono gli eccentrici

  • E’ fuori discussione che Casaleggio senior sia stato un grande a causa della capacità di vedere il reale diverso e alternativo, laddove gli altri non intravedono nulla.
    Dire che facesse voli pindarici significa non aver compreso nulla della critica al presente da cui ci si mostra incapaci di sollevarsi rispetto alle sue pesantezze.

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    Venceslao di Spilimbergo

    Buonasera professore
    posso immaginare quanto le potrà apparire ripetitivo e per nulla originale questo mio messaggio… ma, venuto or ora a conoscenza del suo stato di salute, mi permetta di rivolgere a Lei, al pari degli altri ospiti di questo sito, i più sinceri auguri di una completa guarigione nonché, visto che oramai è imminente nel suo svolgersi, gli auguri per una serena Santa Pasqua.
    Sperando di poter godere nuovamente dei suoi sempre interessanti scritti, la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

  • Prima di tutto, auguri di pronta guarigione (ho letto solo ora la pagina).

    Poi:

    “la sua assoluta incapacità di usare una tecnologia anche modesta: non guidava, un cellulare un po’ avanzato lo metteva in crisi, per non dire altre macchine più complesse. Ed anche questo l’ho constatato di persona capendo che era persino più imbranato di me su questo terreno, con la differenza che io non ci studio su come faceva lui.”

    E’ un’affermazione sorprendente, considerando che ha fatto della tecnologia, a vario titolo, il lavoro di una vita e che “ci ha studiato su”. Ma come fa un uomo così a immaginare un futuro totalmente pervaso dai dispositivi tecnologici? Spero che qualcuno con adeguate competenze possa condividerci qualche risposta.

    • c’ è un erroro in quel che scrivo: in realtà guidava poi glielo proiibirono per la malattia.
      In effetti ad un uomo cormale riewce molto difficile un tale livello di astrazione da potesti occutare con competenza di cose che nella pratica non sa usare, ma Roberto non era un uomo comune…

  • Mi associo agli auguri di pronta guarigione e di Buona Pasqua. In ritardo, ahimè, tenuto lontano dalla lettura del blog a causa di vari impegni.

  • A professò te possino !
    Io inizierei con un pò di attività fisica
    Uno dei punti programmatici per la vita, che anche Casaleggio ignorava, eppure Mens sana in corpore sano, nun se scappa.
    Ossequi

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