La vittoria di Vendola alle primarie.

La vittoria di Vendola alle primarie.

Nichi ce l’ha fatta e bene, ora possiamo sperare di mantenere la Puglia. Partita difficile -per le condizioni generali della sinistra in tutto il paese-però si può giocare. In fondo la lunga guerra contro Vendola si è risolta in un favore per lui, assicurandogli una esposizione mediatica che non avrebbe mai avuto altrimenti. La campagna elettorale a suo favore è stata proprio la campagna ostile che gli ha fatto D’Alema e dalla quale esce vincitore. E, allora, possiamo provare a vincere. Il candidato del PdL, lo scoloritissimo Palese ha lo stesso appeal della mucca Carolina.
Detto questo, facciamo qualche riflessione in più.

1. Nichi ha fatto diverse sciocchezze in questi anni, non sempre le sue scelte di governo sono state azzeccate e, meno che mai, ha avuto mano felice nella nomina della “squadra”. Va bene. Però, nel complesso se l’è cavata abbastanza bene e, insieme alla Bresso ed allo sfortunato Soru (impiombato dal “fuoco amico” degli ex margheritini) è uno dei pochissimi governatori di sinistra che presenta un bilancio decente.  Vogliamo fare confronti con Bassolino, Loiero, Marrazzo….?
Ed, allora, la sua conferma era un fatto dovuto.

2. Soprattutto, quando si consideri che il Pd un candidato alternativo  credibile non lo aveva. L’unico sarebbe stato Michele Emiliano, però a rischio di perdere anche la città in una manovra maldestra.  Saggiamente ritirato Emiliano, il Pd non aveva nessuno ed, infatti, ha candidato il signor Nessuno: Francesco Boccia. In omaggio al diktat casiniano per cui  andava bene chiunque ma non il “comunista” Vendola. A quel punto, tanto valeva, candidare un dromedario che, oltretutto, conosce l’Economia meglio di Boccia, del quale, qualche giorno in cui non avremo impegni più seri, vi racconteremo la biografia.

3. E qui riaffiora l’antico vizio politicista e verticista della sinistra, per cui se il Maresciallo d’Italia D’Alema, si incontra con il Generalissimo Casini e la somma sulla carta dei rispettivi eserciti dà il 51%, è fatta! Abbiamo vinto!
E vi chiedete perchè Berlusconi vinca?

4. Se il gruppo dirigente di un partito presenta un suo candidato locale e ci mette anche la faccia a sostenerlo contro un altro candidato che poi vince con il 73%, vuol dire che quel gruppo dirigente è lontano anni luce dalla sua gente, di cui ignora gli umori più evidenti. Farebbe bene a trarne le conseguenze.

5. Un’ultima riflessione la merita proprio lui, il Leader Maximo che esce strabattuto nella sua storica roccaforte, persino a Gallipoli, dove Vendola dà oltre 20 punti di stacco a Boccia.
Insomma, sulla nomina di “Mister Pesc” è andata come è andata, come ministro degli Esteri non ne ha azzeccata una, come Presidente del Consiglio fu una frana, come presidente della Bicamerale fece solo regali a  Berlusconi, come segretario di partito fu di un grigiore intollerabile.. Ora andrà a fare altri danni al Copasir –e già immaginiamo quali-. Non sarebbe il caso di dedicarsi a cose più nobili come scrivere le proprie memorie, passeggiare nei parchi, giocare a ramino…?

Un giorno, ero a pranzo presso l’Associazione Stampa estera a Roma ed un giornalista tedesco mi chiese cosa pensassi di D’Alema definito il “Cavour della sinistra”. Gli risposti che se lui era il nostro Cavour, c’era da fare il tifo per gli austriaci.
Ne sono sempre più convinto.

Aldo Giannuli, 25 gennaio ’10

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Aldo Giannuli

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Comments (5)

  • Grande Giannulli !! Le considerazioni su d’alema sono le stesse della quasi totalità degli elettori della Sinistra (e del centro-Sinistra). I danni che d’alema ha fatto al paese sono secondi solo a quelli di mr. b. ed appena inferiori ai danni procurati dal quel “genio” di bertinotti. In effetti, sbagliare è umano, ma l’afflato che ha Nichi nel suo comunicare è STRAORDINARIO.
    C’è solo da sperare che la finisca con quel pseudo-partito che ha fondato ed invece lavori con tutti gli Uomini della Sinistra per tornare in Parlamento e sperare DAVVERO di offrire una possibilità di Buon Governo.
    Mi permetto, ba Bolognese, di salutare con affetto ed un po’ di compassione il buon Del Bono, già condannato da forzitalioti e legaioli anche prima di un ipotetico rinvio a giudizio. Con tutte le cautele del caso, comunque a Sinistra se si sbaglia (o addirittura si è solo sospettati di sbagliare) ci si mette da parte. A destra…??????

  • Potrebbe essere la volta buona che riusciamo a liberarci definitivamente di D’Alema. Il punto è che uno così fa troppo comodo alla destra berlusconiana e quindi trova appoggi impensabili negli apparati. Inoltre, probabilmente tiene per le palle gran parte della struttura del PD (ricatti, affarucci, cose che è meglio non far sapere) e risulta pertanto inamovibile. Uno come Vendola – credo assolutamente NON ricattabile – fa andare D’Alema fuori di testa e lo può distruggere (in parte gli ha già demolito le fondamenta). La lezione che viene dalla Puglia è che servono urgentemente persone LIMPIDE per ridare speranza e motivazioni ai potenziali elettori di sinistra e finalmente vincere contro una destra nauseante, ma anche contro l’eterno ritorno del centro democristiano pro-nucleare, pro-acqua privata, pro-affari privati (sanità in primis).

  • vabbè,d’alema ha i suoi difetti,ma d’altraparte si ritrova nel partito che fu pure di Veltroni-che a mio avviso è peggio del baffettista de fero.

    Alla base è proprio il pd che non funziona:dai suoi militanti,sempre in prima linea nella propaganda americana e sionista,dotati di disarmante democretinismo-questa è la vera malattia mortale delle sinistre-sia nella sua classe dirigente senza sbocchi politici veramente alternativi.

  • 26 gennaio 2010
    Tra i democratici gira questa domandina
    Che cosa c’è dopo il Pd?

    Da una idea di Barbara Palombelli

    Disintegrato da scandali sessuali figli di un moralismo incomprensibile e ingiustificato, da protagonismi e personalismi degni di un reality di serie b, da complessi di inferiorità nei confronti di una società civile immaginaria, da un tormento inutile di cui non si è mai intravista l’estasi finale. Ci ritroveremo, dopo le elezioni regionali, con degli eletti per caso, per dispetto, per distrazione o per antagonismo. Sarà quasi impossibile una sintesi, una ridefinizione del campo d’azione , con i suoi confini e le sue potenzialità. E’ un destino segnato: è perfino inutile cercare indietro colpe e ragioni, profezie inascoltate e segnali d’allarme soffocati. Possiamo soltanto domandarci: cosa c’è dopo il Pd?

    di Barbara Palombelli

    STA DIVENTANDO IL TEMA DEL GIORNO, FORSE UN GIOCO O UNA MODA, IO CREDO CHE LE COSE SIANO PIU’ COMPLICATE MA VARREBBE LA PENA COMUNQUE PARLARNE, CHE STA SUCCEDENDO E CHE COSA SI PREPARA PER IL DOPO -PD? FORSE SEMPLICEMENTE DI PIETRO, FORSE UNA ” SINISTRA” DIVISA FRA SEL, RUTELLI, RADICALI, CON FEDERAZIONI COMUNISTE SEMPRE PIUì MARGINALI.( attilio mangano)

    ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    Pugliese o Emiliano? ( in stile manzoniano)

    Così percossa e attonita
    Bologna al nunzio sta.
    Chiamiamo Nicky Vendola?
    D’Alema accetterà

    (SEL )sinistra e libertà MEGLIO FROCI CHE MALE ACCOMPAGNATI

    (Bersani )Ei fu siccome immobile
    dato il mortal sospiro
    si prese l’automobile
    e fece un altro giro

    Lo ha detto Cinzia Cracchi
    attenti al mio Del Bono
    non è tipo che stacchi
    ma in fondo lo perdono
    L’ho messo nei Casini
    con la Poli Bertone
    ma quanti sono i forni
    di più delle poltrone?

    Ma basta con l’Ulivo
    se Prodi non ci sta
    Per rimanere vivo
    Nicky ti salverà

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