Il Macron d’Ucraina: il neo Presidente Zelensky conquista la maggioranza del parlamento con i suoi millenials

Molto volentieri torno a proporvi un articolo di Ugo Poletti, attento conoscitore del contesto Ucraino. Buona lettura! A.G.

Domenica 21 luglio, alle elezioni per il rinnovo del parlamento ucraino (Verkhovna Rada), il neo-presidente Vladimyr Zelensky ha realizzato il cambiamento piú radicale nella politica ucraina dall’indipendenza del 1991.

Il suo partito “Servitore del Popolo”, nato meno di due mesi fa, ha conquistato la maggioranza relativa dei seggi con circa il 43% dei voti (dati ancora provvisori).

Tutti i candidati sono facce nuove della politica, soprattutto giovani. Qualcuno lo ha definito il partito dei Millennials.

Gli altri partiti, che hanno superato lo sbarramento del 5%, sono: Opposition Platform (12%), il partito dei filorussi, i cui leader hanno una relazione pubblica con Putin; European Solidarity (9%) del presidente uscente Poroshenko; Batkivshyna (8%) dell’ex eroina della rivoluzione arancione Yulia Timoshenko e il nuovo partito Golos (“voce”) al 6%, di un cantante ucraino molto popolare, Svyatoslav Vakarchuk.

Proprio quest’ultimo é l’alleato ideale del partito di Zelensky nella Verkhovna Rada per formare una coalizione e avere la maggioranza assoluta. Praticamente, l’Ucraina sará da oggi governata da una ex star televisiva e un cantante pop. Detto cosí, sembra uno scherzo. Eppure ci sono altri importanti cambiamenti.

Queste elezioni rappresentano, non solo il declino dei protagonisti della politica ucraina dalla rivoluzione arancione (2004) ad oggi, ma anche l’eclisse dell’influenza politica di Mosca su Kiev. Se il voto filorusso in Ucraina rappresentava circa il 50% del totale degli elettori fino al 2014, oggi non supera il 15%. Innanzitutto, l’occupazione militare di Crimea e Donbass ha impedito ai cittadini maggioritariamente filo-russi residenti in quelle zone di votare. In secondo luogo, la guerra civile, che ha fatto oltre 10.000 vittime negli ultimi cinque anni, ha modificato l’orientamento elettorale di quei cittadini ancora affezionati al legame storico con la Russia, oggi vista come un aggressore.

Tra questi, gli anziani nostalgici dell’Unione sovietica e una grande fetta della popolazione con legami famigliari in Russia.

Adesso Zelensky gode finalmente del potere legislativo necessario per realizzare quelle riforme, per le quali é stato eletto con un sorprendente 73% dei consensi lo scorso 21 aprile (leggi precedente articolo). Senza la maggioranza della Verkhovna Rada non potrebbe nominare un governo con ministri fidati. Infatti, per non rimanere ostaggio di un parlamento dominato dai vecchi partiti, Zelensky aveva chiesto proprio il giorno del suo insediamento (20 maggio) lo scioglimento dell’organo legislativo, anticipando di tre mesi le elezioni fissate dalla legge a ottobre. Una mossa abile per un neofita della politica.

Adesso diventa cruciale la nomina dei componenti del governo, soprattutto del primo ministro, che ha le competenze per l’economia. Per ora, Zelensky ha nominato all’interno dei suo staff presidenziale persone stimate dalle istituzioni finanziarie estere che supportano l’Ucraina, come il Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia, alcuni analisti manifestano un certo pessimismo sulle riforme promesse, a causa della carenza di persone esperte di politica nella squadra del giovane Presidente (41 anni).

Governare una burocrazia di stampo sovietico, come quella ucraina, non sará facile. E fino a quando durerá il consenso popolare?

Il paragone con il caso di Macron in Francia sembra particolarmente calzante. Grande euforia per la sua elezione, con l’ingresso nel parlamento francese di un nuovo partito, che ha marginalizzato i partiti storici francesi. Oggi, peró, assistiamo alla furiosa reazione popolare in piazza, contro le riforme economiche annunciate. Succederá lo stesso in Ucraina? Quale sará la reazione della parte di popolazione che gode dei benefici della corruzione? Non si puó ignorare che tra i corpi piú corrotti della macchina statale c’é la magistratura, la polizia e i servizi segreti. Su questi settori, il presidente in carica ha un potere diretto di nomina e sembra che voglia fare sul serio.

Durante questa veloce campagna elettorale Zelensky ha fatto delle visite in alcune cittá ucraine, dove ha mostrato i muscoli. In rete gira un video in cui il presidente caccia brutalmente fuori dall’aula di un consiglio comunale un politico con gravi precedenti penali. In un’altra occasione ha licenziato in tronco pubblicamente il Capo del Servizio nazionale della Dogana, uno degli apparati statali piú corrotti. Chiaramente, una gogna mediatica per promozione elettorale. Tuttavia, in un Paese dove il funzionario corrotto ha sempre sfoggiato il suo successo, vedere queste scene rappresenta una rivoluzione culturale.

In ogni caso il tallone di Achille di Zelensky é rappresentato dagli oligarchi, cioé i miliardari che si sono arricchiti grazie al controllo del potere legislativo, con il quale hanno creato dei regimi di monopolio. Il rapporto piú discusso é quello con Igor Kolomoisky, proprietario del canale tv a cui Zelensky deve la sua popolaritá e il suo attuale successo politico. L’oligarca non ha fatto mistero delle sue intenzioni di riavere indietro una grande banca nazionale, che gli fu espropriata dal precedente governo di Poroshenko. Lo stesso é anche proprietario della compagnia aerea di bandiera e compra giudici per mettere fuori gioco le compagnie aeree concorrenti con atti giudiziari. Se il neo presidente mostrasse di fare dei favori a Kolomoisky, farebbe un errore madornale e il popolo scenderebbe in piazza.

Il prossimo governo dovrá affrontare sfide epocali. In politica estera, dovrá cercare un accordo di pace con Putin, che sostiene politicamente i separatisti del Donbass e li rifornisce di armi. In politica interna, la lotta alla corruzione, soprattutto nel settore della giustizia. Per quanto riguarda l’economia, le privatizzazioni di alcuni monopoli statali e la liberalizzazione della proprietá dei terreni agricoli. Il grande stimolo che spinge queste riforme é il peso dei rapporti economici con i Paesi occidentali e orientali. Da un punto di vista finanziario, l’Ucraina ha bisogno del sostegno del Fondo Monetario Internazionale e degli investimenti diretti esteri. Da un punto di vista di export, le esportazioni agricole in grande crescita sono principalmente dirette a Oriente (Cina e India), nel Mediterraneo (Turchia, Egitto) e in Europa. Per sostenere l’export il sistema ha bisogno di infrastrutture piú efficienti.

In attesa dei prossimi sviluppi possiamo comunque concludere che queste elezioni sono giá un successo per l’immagine internazionale dell’Ucraina, offuscata in questi anni dalla guerra civile e della corruzione. La faccia telegenica del nuovo presidente e questa rivoluzione generazionale mandano un messaggio di speranza e trasformano questa terra di mezzo, contesa tra politica estera americana e russa, in un laboratorio politico molto interessante.

Ugo Poletti
Twitter: @UgoPoletti

aldo giannuli


Aldo Giannuli

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Comments (52)

  • Questo articolo solleva questioni internazionali che ci riguardano da vicino. Kiev e Mosca sono molto più prossime di quanto si possa pensare.
    Il primo viaggio all’estero compiuto dal neo presidente Zalensky è stato a Parigi, dove Macron ha visto prima l’ex presidente ucraino, per incontrare di seguito il neo eletto: è la sua inconfodibile cifra stilistica, tinta di ipocrisie, ambiguità e autocompiacimento.
    Zalensky, esclusa l’opzione militare, vorrebbe che le sanzioni commerciali europee, (ma in parte sostanziosa italiane), contro la Russia continuassero e fossero lo strumento non militare/diplomatico per ottenere i territtori contesi. Questa è musica per le orecchie di Macron, il quale di trattative fallite e fatte pesare sugli amici, se ne intende (vedasi questione iraniana). Infatti il Genio ha tirato fuori dal cilindro per l’ennesima volta il formato Normandia, più o meno allargato a USA, GB e Italia, con l’ovvia risposta russa che di americani al tavolo non ne vogliono.
    Se la Farnesina non fosse sede vacante, farebbe buona cosa a mandare a Mosca e a Kiev un geometra a pacificare il Donbass.
    Per Macron, e non solo, finchè c’è guerra, c’è speranza. Non così per Roma.

  • Dubito che Salvini e la cerchia dei suo collaboratori leggano questo blog, ma il Ministro degli Interni ha finalmente fatto una cosa che qui predico da tempo: con falsari, doppiogiochisti, ipocriti e bari non ci si siede allo stesso tavolo.
    Salvini ha disertato il vertice promosso, per aver più appeal, dalla Francia-Allemagna sulla migrazione, onde proteggersi dai flussi migratori e servire agli invitati una polpetta avvelenata.
    Il Ministro degli Interni non si è fatto ingannare dal signore dei tranelli e ha disertato l’incontro che si è rivelato un flop.
    Secondo Macron “Non si guadagna mai nulla non partecipando”, ma di fatto, caro Presidentissimo, si conserva la propria libertà di azione, cosa che a Parigi rode.
    Il Borioso, invece di esprimere diplomaticamente rammarico, ha deplorato (è ormai un must negli affari franco-italiani). Non solo. Ha, tra le altre perle diplomatiche, aggiunto: “Non dobbiamo lasciar montare i populismi”, confondendo ad arte piano interno (che non lo riguarda) e internazionale.
    Sedersi al tavolo col Deplorevole significa aver già perso in partenza a causa delle sue malizie.
    Salvini ha fatto l’unica cosa da fare.

  • ACME NEWS
    A Kiev e appena stato il partito Forza Ucraina da un barzellettiere, in appoggio al presidente Zalensky.
    In un’esedra della metropolitana uomini del presidente e ignoti emissari di Forza Ucraina sono stati intercettati, mentre parlavano di frequenze televisive e campionati di calcio. Le trascrizioni sono finite in mano al New York Time, il quale si è rifiutato di pubblicarle, perché agli americani interessa poco il soccer.
    Intanto da Holliwood è partita verso Zalensky un’offerta plurimiliardaria per girare 10 film coi migliori registi e sceneggiatori. L’attore ucraino ha rifiutato l’offerta, perché già impegnato con altra produzione.

  • Theresa May lascia per non aver portato in porto nessun (favorevole) accordo sulla Brexit, avendo trovato sulla sua strada il Disdicevole di traverso. La soluzione non è rinviabile da Londra, per non dar fiato a indipendentisti scozzesi e irlandesi. Jhonson avrà il facile compito di tirare la corda già tesissima per via delle pressioni esercitate dal Disdicevole. Serva di lezione su come finiscono le vicende internazionali quando di mezzo c’è Lui. Fesso chi si fa prendere in giro da quella mascherina di ipocrisia e si fa servire le sue polpette avvelenate.

  • Dal pianeta più pazzo del sistema solare.
    Per due marò in India e un dottorando in Egitto, malgrado i solenni proclami europei di cooperazione diplomatica, i nostri amiki (per modo di dire) non hanno mosso un dito, anzi, si sono buttati come avvoltoi sulle commesse italiane. Invece per il sequestro di una distratta petroliera vuota e fuori rotta los Anglos, che non hanno più una Flotta globale, hanno rullato i tamburi e chiesto aiuto, perché da soli non ce la fanno. Il sogno inconfesso è di coinvolgere zio Tom e ridurre a mitissimi consigli il Deprecabile, il tutto a spese di qualcun altro. In questo i due si somigliano e si cercano.
    Il Deprecabile è ovviamente in pole position. Si sa, Lui ama i fuochi d’artificio e si eccita all’odore del Tnt brillato su terra d’altri per illuminare affari e affarucci: resta un piazzista. Se c’è di mezzo Lui, per l’Italia non c’è nulla di buono da aspettarsi.
    Fesso chi si siede con i colonialisti: sarà colonizzato.

  • Strano mondo.
    Sia David Cameron, sia Theresa May sono stati a capo di gabinetti di durata poco più che annuale, eppure la stampa internazionale non ha mai parlato di instabilità politica, categoria con cui l’Italia veniva martellata. Mah !!
    In Francia un alto papavero negazionista dell’alta cucina dei gourmet ha strafogato prelibatezze e squisitezze a sbafo, salvo dire che poi le disdegnava … e politicamente tutto è rimasto come prima, alla faccia della legalitè. In Italia si è innescata una possibile crisi di governo, perché un partito è rimasto a bocca asciutta di rubli o forse dollari, che detto da democristos/comunisti fa anche un po’ ridere.
    Quale valuta usa Soros ?
    Strano il mondo.

  • Mi dispiace di non aver contribuito a finanziare il restauro dell’Eliseo, acquistando la paccottiglia dei gadget presidenziali, in questo seguito da tantissimi altri.
    Vuoi vedere che il Deprecabile, beffardo com’è, vuole dagli italiani i soldi per fare ulteriori caossini in Libia e mandare altri migranti in Italia ?

  • Macron ha telefonato a un rigido Johnson poco incline (in apparenza) a rinegoziare per invitarlo a Parigi e discutere della Brexit, rispettando le esigenze dell’UE (leggi Francia in primis e Germania).
    La Brexit potrebbe essere il colpo che consentirebbe a Johnson di vivere di rendita politica per i prossimi anni. Anche la Merkel vorrebbe incontrarlo … separatamente.
    Il ministro francese per gli affari europei, Amelie de Montchalin, ha dichiarato che entrambe le parti dovrebbero evitare “giochi, gesti e provocazioni” … il che lascia intendere quale sia l’approccio verso l’Italia.
    E’ la solita politica di Macron: mettersi privilegiatamente d’accordo con l’avversario per fottere gli amici .. fosse anche la Germania, ecco perché la Merkel vuole marcarlo stretto

  • Il ministro degli affari europei francesi, in un lampo si sincerità, ha svelato, parlando di Brexit, che la Francia in politica estera pratica giochi, inganni, provocazioni … e Dio solo sa quant’altro.
    A Parigi si sono inventati che il Monte Bianco è Francese.
    Esiste un accordo Italia Francia del 2017 secondo cui nessun paese avrebbe proceduto ad iniziative unilaterali.
    Fatto l’accordo, trovato l’inganno. Ci ha pensato google map a spostare i confini a favore della Francia.
    A seguito di un incidente di parapendio, i comuni di Chamonix e Saint-Gervais hanno emanato un’ordinanza che per la prima volta si vorrebbe avesse efficacia oltre lo spartiacque, spostando così il confine francese di un’ottantina di ettari, malgrado tra i due stati quel confine sia regolato dal Trattato fra Regno di Sardegna e Impero francese del 24 marzo 1860, immodificato anche dopo la Seconda Guerra Mondiale. I francesi invocano i confini di Napoleone … ammesso che siano veritieri.
    Che ci restituiscano le opere rubate … e paghino i danni di guerra ! Prima ancora avevano tirato fuori una patacca di carta geografica di un capitano di cui ora si vergognano, in quanto poverini, hanno smarrito l’originale del loro Trattato di confine, non dicendo però che gli italiani hanno falsificato la loro copia.
    Art. 5 Cost. . La Repubblica, una e indivisibile …
    Macron vorrebbe che qualcuno prendesse sul serio le sue provocazioni, che altro non sono che buffonate di un falsario.
    Se il Disdicevole sarà riletto, a furia di tirare la corda, riuscirà nell’impensabile, ovvero fare dell’Italia una potenza nucleare.
    Sul caso si sono mossi la Guardia di Finanza e l’Istituto Geografico Militare. Un po’ poco.
    Salvini sul punto non so cosa abbia fatto o detto.

  • Donald J. Trump:
    “France just put a digital tax on our great American technology companies. If anybody taxes them, it should be their home Country, the USA. We will announce a substantial reciprocal action on Macron’s foolishness shortly. I’ve always said American wine is better than French wine!”
    6:32 PM – Jul 26, 2019
    La reazione del Deprecabile, strigliato da Trump, è fin troppo semplice da prevedere.

  • Nella lista delle cose che non ha, Giove ha inserito gli spazi siderali. Ha istituito l’Arme’ cosmica e siccome Usa e altri non se lo filano, pretende la cosa dai “vomitevoli” “improbabili” “visigoti” italiani di Leonardo buggerati dall’affaraccio Cantieri Stx e da Alenia. Visti i buoni padri di famiglia di famiglia che abbiamo al governo … e’ persino passibile che l’Italia prenda un altro schiaffo e ringrazi pure. Mettersi in affari con il Deprecabile significa aver perso in partenza, perché sta già manovrando sottotavolo e giocando con altri partner.

  • L’ex sottosegretario agli aa. eurpei, Gozi, già trombato dal popolo francese alle europee e’ entrato nel governo Macron conlo stesso incarico. Possono Masha o Bill coyote entrare in quello italiano?

  • Boris Johnson ha risposto picche alla richiesta di incontro di Macron e Merkel per ridiscutere l’accordo della Brexit, im quanto sono su posizioni rigide.
    Grazie Boris! Insegna qualcosa ai nostri politici accomodanti con Bruxelles.
    Bravi Macron e Merkel, fate crollare quanto prima questa vostra Europa serva.

  • Piccoli Napoleoni crescono.
    La Francia e’ in bolletta e il Deprecabile ha ripreso a studiare da ministro delle finanze, per non fare una manovra in disavanzo “all’itallienne”, tanto per lanciare uno a schizzo di fango, non potendo aumentare le tasse, altrimenti sa di vedere gilet di tutti i colori. Si sta preparando al solito a fottere gli amici e i vicini, o/e a fare bottino, da buon colonial/imperialista di serie minore, al codazzo di chi è più forte di lui. Resta un piazzista di tutto e di più … ma sono giochetti, che non sempre possono riuscire bene.

  • Nel mentre la guerra fredda Usa-Russia si riscalda, il Deprecabile prova a mediare a mani vuote e telefona a tutti i capi di stato medio orientali per dire cha a lui la guerra non conviene, ma se proprio deve … Un risultato l’ha ottenuto: la marina russa è nel Golfo Persico. Un capolavoro diplomatico! Se poi avrà una base navale, bisognerà dargli il Nobel.

    • Il termometro politico sale nelle calde e agitate acque del Golfo Persico.
      Trump spedisce una delle sue Flotte di fronte all’Iran. La Gran Bretagna del Brexit si accoda, non vedendo l’ora di fare da cagnolino, soprattutto per compattarsi all’interno e contrastare le voglie euro-secessioniste di Scozzesi e Nord Irlandesi … più o meno come la Russia con le ex repubbliche sovietiche, già presenti nell’area.
      Il Deprecabile si è già portato avanti il lavoro: farà una parata navale in stile Mar Cinese Meridionale: non meravigliamoci se viene scortato da navi iraniane fino alla porta dello Stretto di Hormuz.
      Troppo affollamento.

  • All’elezione di Kristalina Georgieva alla Banca Mondiale é mancato il voto della Gran Bretagna, la quale non ha partecipato, perché non ha gradito le alchimie politiche bizantine che hanno compattato Francia e Italia ed escluso la Germania & alcuni stati satelliti.
    Questa volta il Deprecabile non ha detto: “Mi dispiace che qualcuno abbia deciso di non intervenire. L’unico modo” per ottenere risultati “è la cooperazione”, come fece con Salvini per aver disertato un vertice informale sull’immigrazione. Eppure l’elezione della Giorgieva dovrebbe essere più importate.
    Due pesi, tre misure.
    Il Deprecabile è semplicemente ipocrita, opportunista ed anti italiano di comodo.
    P.s. Se il comune di Parigi ha dato 100.000 euro alla comandante Karola e solo 20.000 euro per due mesi a Gozi, qualcosa non torna.

  • Quando il Deprecabile tace, per quanto in vacanza, significa che sta per vampirizzare qualcuno, meglio se vicino. E infatti sta preparando la manovra economica, da far pagare ad altri, nella migliore tradizione iperliberista.
    Il Macron di Ucraina tiene banco. L’Originale Macron ha lavorato ad un summit del mini formato Normandia, composto da Francia, Germania, Russia e Ucraina, che potrebbe incontrarsi a margine dell’imminente G-7 in Francia.
    Quali siano le proposte avanzate non è dato sapere, ma non occorre molto per intuire cosa va bene al formato. Saranno previste relazioni più strette con l’UE, in attesa che maturino i tempi per l’adesione.
    La Russia sarebbe felice di rispolverare il vecchio progetto di fare dell’Ucraina una nuova Svizzera, pur di eliminare l’influenza Usa.
    Resta l’incognita Usa – Gb, per le quali la saldatura Euroasiatica è fumo negli occhi.
    Mal che vada il Piazzista è sempre all’opera.

  • Ma….
    Qui sta cascando il mondo .
    Il governo cade e i 5stalle sono in caduta libera verso lo sfascio totale forse anche L estinzione vera e propria…

    Governo tecnico è una via difficilmente percorribile si prospettano nuove elezioni con una salda affermazione delle destre e di un governo decisamente sovranista …

    e il prof non scrive nulla ?

    Mi sto a preoccupare ….

  • E’ crisi, non è crisi, è crisi.
    Negli altri sistemi politici europei gli psicodrammi all’italiana sono banditi. Nella stessa Gran Bretagna, che conosce il cambio del cavallo durante la corsa, i motivi di divisione sono ben più nobili e con una tradizione politico-partitica che da noi non c’è.
    Hanno buon gioco i vari Macron e Merkel a irriderci per la nostra inconcludente instabilità.
    Nella Costituzione c’è qualcosa che non va più.
    Macron non è caduto per Benalla, invece da noi le crisi politiche avvengono per molto meno.

    • Detesto rileggermi, ancor più nell’immediatezza alla ricerca degli errori.
      Purtroppo bisogna convenire che per la politica italiana giallo-verde sono stati più determinanti gli starnuti franco-tedeschi, che i voti degli italiani.

  • Trump, sia pure in ritardo, si è accorto dei caossini che il Deprecabile stava combinando in Iran.
    Uno stato degno di questo nome, senza mezzi termini, gli ha ricordato che si agiscono e si rappresentano da soli, senza bisogno delle sue ambiguità. In linguaggio meno diplomatico, Trump ha ordinato al Piazzista di farsi i fatti suoi.
    In casi come questi Giove mette la coda tra le gambe e si ritira buono buono nel suo Olimpo a cuccia.

  • Piccoli Napoleone crescono.
    Il Deprecabile ha fatto dire al suo ministro degli esteri, in risposta a Trump, che lo accusava di intorpidire le acqua, che la Francia non ha bisogno di alcuna autorizzazione per mediare tra Iran e “Occidente”, ovvero, -possiamo chiosare-, non ha bisogno di alcuna autorizzazione per contare zero.
    Giove aveva la sua tagica grandezza, il piazzista ha sua comica piccolezza.
    P.s. L’inciso più spassoso delle dichiarazioni iraniane di Le Drian riguardano l’espressione della piena sovranità della Francia.
    Lo sbarco in Normandia non l’hanno fatto i francesi. Petain non era Italiano. Senza l’intervento militare americano gli eredi politici di Vichy sarebbero ancora in sella.
    Il prossimo anniversario bellico gli inquilini della Casa Bianca dovrebbero ricordare un po’ di storia ai galletti.

  • Chi lo dice a Richard Gear, che mescola profilli privati e pubblici degli italiani, che a Carola fu ordinato dal governo tedesco di portare i migranti in Sicilia?
    Si potrebbe provare con Henri Bernard Levi??
    Chi gli spiega i concetti di destabilizzazione ed eterodirezione ?

  • A Washington, senza essere apologeti, non sono disposti a sacrificare a Giove, ancor meno a sacrificarsi per Lui. Semplicemente hanno deciso di combatterlo con le sue stesse armi, ovverlo di aggiralo e raggirarlo. Nella crisi del Dombas hanno messo in campo Varsavia, che qualche rapporto in più con l’Ucraina lo ha, rispetto alla Francia, di cui hanno compreso in anticipo le intenzioni di portarla per le lunghe pro domo suo. L’entrata in campo del secondo arbitro polacco mette fuori gioco quello francese e accelera i tempi, inclusi quelli di Putin, il quale deve ora decidere di chiede quello che gli altri attori del conflitto sono disponibili a concedergli, con buona pace di Giove.
    In alternativa bisogna chiedersi quanto Dombas e per quanto tempo può permettersi di sopportare la Russia ?

  • Detesto le crisi di governo, perchè sono un fattore di debolezza politica e consentono ai nordicos di inzuppare il pane nelle vicende italiane.
    Qui scrovo di quest’ultimo profilo, sapendo che il discoso sarà incompleto e impreciso, perchè i diversi attori non giocano solo su un piano, ma su plurime superficie, ed ognuno cerca di portare l’acqua al proprio mulino.
    Inserire questa crisi governativa nelle coordinate delle politiche internazionali, può aiutre a gettare luce su quale ruolo imperoneranno le forze in campo.
    Se prendiamo come uno punti di innesco l’affaire del Metropolitan ai danni della Lega, ci trviamo di fronte ad un cambio di paradigma russo verso Salvini, che va a saldarsi con le politiche antisovraniste (ma in realtà anti italiane sic et simpliciter) di Macron. I due leader sono sempre più in stretti rapporti commerciali e politici. In questo scenario il Formato Normandia sulla crisi ucraina non potrà che essere ristretto e la lasciare fuori Usa, Gb, Italia e l’iniziativa polacca, per concorde accordo di Putin e Macron. Problema diverso è la reale pacificazione del Dombas.
    Sui fatti iraniani Trump ha dato il ben servito al ruolo di Macron. Iran significa di rimbalzo Cina e di rimbalzo quest’ultim investe i rapporti commerciali e tecnologici con l’Europa.
    Con qualche approssimazione si può dire che la crisi di governo italiano vede la contrapposizione da una parte del partito franco-cino-russo e dall’altra di quello americano.
    Le elezioni anticipate pronosticano un risultato favorevole alla Lega.
    Un nuovo governo giallo-verde non è soluzione da scartare a priori, ma rinvierebbe la resa dei conti … che potrebbe essere meno favorevole a Salvini …
    PD e 5* insieme al governo segnerebbero la dominanza di Macron nelle vicende italiane.
    Dl punto di vista degli Usa si vogliono serrare i ranghi per essere più compatti. Dal punto di vista opposto si desidera il risultato contrario.
    In mezzo c’è Macron.
    Washington ha un problema a Parigi e se n’è resa conto.

  • Macron ha ricordato nel 75° della liberazione della Provenza l’eroico contributo di sangue dei soldati africani provenienti dalle colonie … come i Pied-Noir, i fucilieri algerini, i marocchini, i tunisini, i fucilieri senegalesi …
    Il Presidente ha omesso di ricordare specificatamente i Goumiers, i quali si macchiarono dei peggiori crimini contro la popolazione civile italiana inerme nel corso della risalita della Penisola.
    Questo sarebbe un Presidente di uno stato amico.
    La cosa peggiore è che abbiamo dei politici non all’altezza che non lo mettono a tacere.

  • Maria Boschi, notoriamente, affronta le situazioni di petto.
    In risposta a Salvini che l’ha accusata di essere una mummia, ha postato sul suo profilo una foto che la ritrae a mezzo busto con alcune amiche in bikini.
    Sposatevi tra di voi, litigate in privato, mettete su famiglia, ma per favore, togliete il disturbo.
    Lo credo bene che poi los nordicos ci ridono addosso.

  • Macron incontra Putin a Breganson (qui si scrive così) per discutere di Iran, Siria, Libia e Ucraina. Poco importa che sia imminente il G7proprio in Francia, che la Russia vi sia stata espulsa per aver invaso la Crimea, o che siano in atto (formalmente per la Francia) le sanzioni contro la Russia.
    Sui risultati dei colloqui su Siria e Ucraina è trapelato qualcosa. Silenzio assoluto su Libia e Iran.
    Macron è un piazzista che vuole fare fuori la concorrenza. Non solo.
    Dove non può arrivare, usa gli altri. Da buon colonialista ha barattato la roba altrui. Il probabile nocciolo dell’accordo riguarda l’appoggio francese all’Iran, in cambio dell’appoggio russo alla Francia sulla Libia: un pareggio che accontenterebbe i due.
    In entrambi i casi in danno dell’Italia.
    Sull’Ucraina a Putin andrebbe benissimo un altro pareggio (ipotesi Svizzera orientale) per ovvie ragioni, mentre la Siria per Macron è sacrificabile.
    Abbiamo una politica estera e un ministro degli esteri ?
    Intanto a Roma è in atto una deleteria crisi di governo dietro la quale ci sono il partito americano da una parte e il partito francese dall’altra.
    Domanda retorica. Perché Macron, che pure ha un governo fatto da impresentabili ministri da tardissima prima repubblica italiana, non cade sotto il colpo degli scandali della sua corte dei miracoli?
    In ogni caso gli Usa sono esclusi.
    E’ prevedibile qualche segnale da gringo proveniente da Washington diretto a Parigi.

  • Macron, da piazzista qual è, sta facendo di tutto per trasformare ‘imminente G7 di cui è padrone di casa, in G8, mediante l’invito a Putin, che dal canto suo si sta riscaldando a bordocampo.
    La risoluzione delle crisi in casa altrui è cosa diversa, ma ai piazzisti importa prima di tutto vendere nelle case di altri e passare subito dopo alla porta accanto.
    Trump sarebbe persino contento, se altri gli eliminassero seccature post Russia Gate. Roma dovrebbe essere attenta a non farsi imporre unilateralmente le sanzioni commerciali contro Mosca da Parigi e Berlino a loro vantaggio concorrenziale.
    Londra sta masticando amaro, ma ha il problema della Brexit & connessi da risolvere prioritariamente.
    In Francia le medicine essenziali scarseggiano. Macron si occupa troppo di vendere, ma non di comprare i medicinali.
    Si faccia gli affari di casa propria.

  • Zelensky si deve barcamenare tra le due fazioni statunitensi che se le stanno dando a botte da orbi. Gli USA1.0 quelli di Obama Biden ecc. e quelli di USA2.0 che hanno in Trump il loro più noto rappresentante, ma anche Bannon ne fa parte. Non si dividono però sulla linea repubblicani e democratici, ma gli USA1,0 vogliono a tutti i costi tornare al mondo unipolare, gli USA2.0 vogliono patteggiare un multipolarismo ristretto a tre. Tutto il mondo si deve acconciare a questa guerra civile USA. La Germania vinca chi vinca deve sputare i soldi che ha incamerato con l’Euro, le due fazioni su questo sono d’accordo.

  • Il Deplorevole, capo del partito francese in Italia è intervenuto per dispensare il suo verbo sulla crisi di governo italiana. Oltre che compiacersi dell’assenza di Salvini dal virtuale prossimo governo, ha sentenziato … che l’Italia merita un governo e dei dirigenti all’altezza.
    Senti chi parla !
    Putin ha avuto buon gioco nel ricordagli la brutale repressione dei gilet gialli con 11 morti e 2500 feriti.
    La Francia merita un governo e dei dirigenti all’altezza.
    Taci Macron, non regalarci perle di consueta ipocrisia, di cui non abbiamo nessun bisogno.
    E soprattutto fatti gli affaracci di casa tua, che di problemi irrisolti ne hai abbastanza.
    Guarda la trave nel tuo occhio e non la pagliuzza in quello altrui.
    E questo colonialista vorrebbe essere il capo dell’Europa ?

    • Il Deplorevole a seconda delle convenienze mette il cappello del Capo di Stato o del capopartito.
      E’ un politico double face, cioè dalla faccia doppia.
      Qualsiasi pretesto gli è buono per interferire nelle questioni italiane.
      Si fa tanto rumore per le interferenze di Putin … e di questo ci si dimentica ..

  • Los democristos con il potere avevano una certa familiarità, ma anche molto familismo. Però avevano l’intelligenza di non far coincidere il ruolo di segretario politico con quello di Presidente del Consiglio o Ministro. Forse De Mita è stato per un periodo l’eccezione.
    Quando altri partiti non hanno seguito questa regola si sono avuti cortocircuiti tra partito e governo. Non ultima vittima è Stato Salvini come Ministro dell’Interno.
    Conte non ha avuto la forza di imporre ai gemelli diversi Di Maio e Salvini di non occupare dicasteri, ma solo la Vicepresidenza. Dell’inquilino del Colle, che pure una certa esperienza e conoscenza da democristo l’ha, non parliamo neppure …
    Essere capo politico di un partito e contemporaneamente Ministro o Presidente del Consiglio non porta bene.

  • Quiz.
    Tre sud americane, hanno fatto scalo in un aeroporto internazionale (intitolato a un ufficiale arresosi ai tedeschi durante la prima guerra mondiale) di una capitale europea, per raggiungere altri paesi europei, per ragioni di cure mediche.
    Sono state arrestate e detenute per una ventina di giorni e rilasciate in malo modo. Non avevano prenotato l’hotel. Erano inoltre sprovviste di assicurazione medica, di visto e di biglietto di ritorno.
    Per quel che mi riguarda non mi interessa andare a vedere due campate di un ponte, giustapposte in senso verticale, pomposamente chiamate Torre (con tanto di maiuscola sprecata), o un museo di opere d’arte rubate.
    Non ci vado neppure tutto spesato.
    Il civilissimo paese in questione è:
    L’Angola;
    Il Togo;
    La Francia.

  • .. e intanto da Parigi, con soldi non (?) so come piovuti dal cielo, si sono pappati Il Parmigiano e le Saline …
    Certo se i politici che abbiamo sono sensibilissimi a Parigi, è colpa di chi li vota.

  • L’idiozia politica dell’asse arrugginito franco-tedesco è globale.
    Los nordicos tentano di annientare l’Italia, ma come competitore commerciale e politico, sostitutivo emergente e mondiale, si ritrovano il ben più temibile Brasile: rimpiangeranno di aver affossato l’Italia!
    In questa cornice va inquadrato il tentativo di Macron di discutere al G7 degli incendi dell’Amazzonia, in assenza di Bolsonaro, il quale, ha accusato il presidente francese di colonialismo e di ingerenza negli affari interni … per fini interni. Manù ha incassato e non replicato.
    Da notare che di recente la Siberia ha conosciuto incendi paragonabili, ma il Deprecabile ha taciuto, non ha lanciato nessun twitt in inglese. Un peso, due misure.
    Il Brasile sta occupando gan parte del vuoto lasciato libero dall’Italia in Medio Oriente e nelle politiche commerciali globali.
    I mal di pancia di Macron sono legati agli accordi agricoli da rinnovare col Mercosur e alla mediazione in nuce del Brasile in Medio Oriente.
    Macron, liberista e protezionista di comodo, non vuole adeguarsi.
    Los nordicos variegados hanno seminato vento in Italia, ora gli brucia se raccolgono tempesta: sono rimasti politicamente colonialisti nelle ossa. Pensano di ottenere vantaggi in danno del vicino da indebolire, se non da annientare.
    I brasiliani, a differenza degli italiani, vorrebbero farsi arrosto Macron, cinicamente e opportunisticamente, novello antibrasiliano.
    I migliori accordi con gli idioti sono quelli non fatti.
    Vanno lasciati a se stessi.

  • Conte for President piace alla Merkel, a Macron, a Trump, al Papa, alla Von der Leyen e per sovrappeso mettiamoci Putin, Maduro e Rouhani.
    Tutti tifosi per la vacanza del Chigi Palace.
    Viene il dubbio che di fronte a cotanti (forse tracotanti) politiconi il mio voto conti 0,00000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000001

  • Le saline di Margherita e il Parmigiano sono stati venduti ai francesi con la carta moneta data dalle banche … C’è da scommettere che il prezzo del sale e del formaggio aumenteranno.
    Riparliamone tra un anno.

  • Emma balla con tutti. In questo non fa distinzioni. Laici, socialisti, missini, berlusconiani, post comunisti e post democristiani, Papa e Dalai Lama. Più ecumenica di così non c’è. Bisgona trovarle una poltrona. Dopo tutto, vale o non vale il 3% ? Con una botte di Prosecco raggiunge anche il 3,1%. Poco importa che sia contraria al nascente governo. Anzi, meglio. Promoveatur ut amoveatu. C’è un posto libero da Commissario a Bruxelles. Non possono certo mandare Montalbano. Per di più, il suo scanno sarebbe occupato da un sicuro filo governativo. Emma è un usato sicuro, pronta a prendere un jet per discutere con i grandi della Terra nei panel internazionali ed apparire nel TG di mezza serata a favore di telecamera. Più europeista di lei non c’è.
    Meno di un Commissario all’Italia non può essere dato, perchè mezzo non si è mai visto, ma questo è sottinteso.
    Volete mettere Emma con quei scappati di casa, ministri per caso dell’altro partito?
    Mal che vada, una poltrona ministeriale di peso dovrebbe essere sua.
    Perché non dargliene due ?

  • A Sciences Po (accipicchia !) Macron diventa il titolo di un seminario da 24 ore … che in Italia indica altro, si intende, a mo’ di augurio.

  • Trovo inconcepibile che la Cancelliera Merkel telefoni al Pd per ordinare di formare subito il governo Conte 2.
    Sotto quale potere e autorità sono nel Pd?
    Signora Cancelliera si occupi piuttosto delle auto tedesche in panne ai margini delle strade, a causa della componentistica di bassa qualità importata dall’oriente a prezzi stracciati, pur di fare affari d’oro, o della voragine della D.Bank, al cui cospetto il debito pubblico italiano è un’inezia,

  • … ma perché il buon Macron non si è ricordato di telefonare pure a Emma, Legionaria Straniera?
    Che tirchio, pur di risparmiare una telefonata. Sul Donald non si può contare, perché è imprevedibile.
    Qui l’ho scritto in tempi non sospetti di darle una poltrona, una poltroncina, una cadrega, perché non poteva restare a terra. Non sa stare.
    La frittata ormai è fatta.
    E infatti ha preso i voti del PD ed è passata all’opposizione.
    Cosa aspetta il PD a darle un buono del mobilificio Aia****e ? Come si permette il PD di ignorarla ?!
    Questa è la legge del pendolamento politico, oggi qua col PD, domani altrove contro. Per dopodomani c’è tempo per il prossimo oscillare del pendolo politico.
    Soprattutto, qualcuno si ricordi di chiamarla per telefono, di mandarle un telegramma, una mail, un piccione viaggiatore, una bottiglia nel mare.
    Quando si libera la poltrona del Segretario Generale delle Nazioni Unite ?

  • Macron ha fatto sapere di voler normalizzare i rapporti dell’Europa (leggi Europa a guida francese) con la Russia e perciò si recherà in visita a Mosca nel maggio del 2020, in occasioni del 75° anniversario della vittoria di Stalin sui nazisti, per discutere di Libia, Siria, Iran ..
    Al solito si sta anticipando il lavoro dei prossimi 8 mesi. Chiederà alla Russia di astenersi in seno al Consiglio permanete dell’ONU per i viaggi turistici in Africa dei chepì, in cambio di qualche apertura di credito che pagheranno altri.
    Forse i baltici e i polacchi non saranno contenti, gli ucraini percepiranno i nuovi rapporti costruiti sulle loro teste, a Washington i militari non esulteranno e a Londra saranno di pessimo umore.
    Attenzione ! Il piazzista gioca in proprio, va a Mosca per propinare la sua merce e battere gli altri sul tempo. Lui vorrebbe fare affari e agli altri (Italia) lasciare le sanzioni economiche.
    A Berlino si sono accorti del tentativo di Macron di triangolazione Russia-Germania-Francia tra importazione di gas ed esportazioni francesi in Russia e in Germania?
    Vola Gigino, vola Gigetto ..

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