I padri del populismo odierno

Se non ci fosse da piangere per lo stato in cui siamo ridotti, ci sarebbe da ridere a leggere (o sentire) le lamentazioni sui grandi giornali e nelle Tv sui danni della terribile ondata populista che si è abbattuta su di noi. Già, come lo sbarco degli Ixos per il quale su scambiato il fascismo. Certe cose non cadono dal cielo e sono preparate da processi molto lunghi. Per la verità, nella prima repubblica quasi tutti i partiti civettarono di tanto in tanto ed in particolare nelle campagne elettorali con il populismo e con l’antipolitica (anche il Pci) ma in modo episodico e contenuto, peraltro  abbondantemente contrappesato dalla funzione didattica che i partiti svolsero. La svolta venne a fine anni ottanta promossa dal funesto trio Pannella-Segni-Occhetto che lanciarono la campagna contro il proporzionale. Non era solo la proposta di un diverso sistema elettorale, ma  un attacco complessivo alla cultura politica della Repubblica con due obiettivi precisi: i partiti e le ideologie. Per intenderci: i partiti avevano sempre presentato un deficit di democrazia e, dalla fine degli anni settanta, avevano subito un gravissimo processo degenerativo. Ma il trio su menzionato non intendeva emendare i partiti o assicurarne il funzionamento democratico, tutt’altro: puntava ad abbattere gli strumenti di partecipazione democratica di massa, affidando il compito di formazione politica di massa solo ai mass media (Tv in testa) e limitando sostanzialmente la partecipazione al solo momento elettorale. Ricordate lo slogan del referendum del 1993 “scegli di scegliere”? E’ già lì il seme dell’antipolitica che promette una maggiore partecipazione attraverso la sola scelta di “chi governerà nei prossimi 5 anni”. E quella ricetta produsse Berlusconi che, quanto ad antipolitica (o se preferite ipo politica) e populismo ebbe gioco assai facile a superare i suoi tre predecessori. Come ci insegna Giovanni Orsina, il berlusconismo fu una emulsione di liberalismo e di populismo (noi preferiremmo dire di liberismo e di populismo). E lo fu non solo in termini politici ma anche e soprattutto culturali: cambiò lo stesso linguaggio politico con frequenti metafore calcistiche (“La discesa in campo” “il centravanti della formazione di governo” ecc) o prese dal mondo economico (“L’azienda paese” ecc.), deprimendo ogni differenziazione ideologica.

Si badi: l’obiettivo non era laicizzare la politica (quel che sarebbe stato auspicabile) ma liquidare ogni caratterizzazione ideale sostituita da un approccio tutto empirico-opportunistico. Ed in questo quadro trovavano spazio anche le “leggi ad personam” che passavano proprio attraverso la cancellazione di qualsivoglia principio politico. Il pesta opera Berlusconi potette giovarsi del mezzo potente delle sue Tv: la Tv commerciale con i suoi programmi di intrattenimento fu il media populista a misura di pensionati e casalinghe. La sinistra, da parte sua, constatando la sua incapacità di battere Berlusconi sul piano politico, si affidò alla speranza che ad abbatterlo fosse  un avviso di garanzia, ne nacque uno scontro perfettamente simmetrico fra i populismo giudiziario della sinistra totalmente dipietrizzata ed il populismo antigiudiziario del Cavaliere che cercava di dimostrare che le elitès, di cui la magistratura era parte, voleva abbattere la volontà degli elettori attraverso lo strumento penale. Poi, quando gli avvisi di garanzia non si mostrarono efficaci si passò agli scandali sessuali prontamente ribattuti dalla stampa berlusconiana. Ma populismo giudiziario e scandali sessuali erano solo il modo per coprire l’assenza di un verso discorso politico della sinistra persa nel suo ruolo di copertura alla  svolta neo liberista. D’altra parte, anche Berlusconi copriva la sostanziale assenza di un suo progetto per il paese con qualche provvedimento fiscale e un po’ di regalie a questo o quel gruppo sociale.

Dopo, come Occhetto Segni e Pannella avevano preparato l’entrata in scena di Berlusconi, questi la preparò a Renzi, altro grande interprete della commedia populista della seconda repubblica (ricordate la mancia degli 80 euro?). E tutto questo non è stato populismo ed antipolitica?

 

Per quasi trenta anni in questo paese si è praticata dell’ipo politica, trascutata ogni formazione culturale, ignorata la preparazione di una èlite politica di ricambio.. ed ora vi chiedete da dove venga il successo di M5s e Lega? Cari amici, perché non ci pensate un po’?

Aldo GIANNULI


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (22)

  • Buone osservazioni.

    Si può allargare ulteriormente la riflessione e chiedere allo stesso Giannuli: perché si è verificato il processo di spoliticizzazione e impoverimento culturale da lui ricostruito?

  • Concordo fino a questa domanda: “Dopo, come Occhetto Segni e Pannella avevano preparato l’entrata in scena di Berlusconi, questi la preparò a Renzi, altro grande interprete della commedia populista della seconda repubblica (ricordate la mancia degli 80 euro?). E tutto questo non è stato populismo ed antipolitica?” alla quale rispondo con un rotondo SI.

    Solo che, alla prova dei fatti, é stata una finzione di populismo; fatta di regalucci e mancette ma, mirante a curare ben piú grandi interessi ininfluenti e/o dannosi per l’italiano medio, il popolo. Appunto.

    Oggi lo stesso popolo spera in un altro populismo, quello del M5S / Lega.
    Spera che, almeno un poco, curi l’interesse del popolo. Si sbaglia? Vedremo. Sperare é ancora lecito.

  • Bravo Professore. Rimane sempre lucido, uno dei pochi ormai, sempre intellettualmente onesto, rigoroso nel metodo di analisi.

  • martedì 26 giugno 2018
    SALVINI! SEI UNA MERDA COME IL PD
    lunedì 25 giugno 2018
    LA SOLUZIONE E’ SEMPLICE E NON BISOGNA BUTTARE SOLDI: IGNORARLI
    domenica 24 giugno 2018
    GLI INVASORI NON HANNO ALCUN DIRITTO ALL’ACCOGLIENZA
    martedì 19 giugno 2018
    NON SI DICE NERI. SI DICE NEGRI. NON SI DICE ROM. SI DICE ZINGARI
    mercoledì 20 giugno 2018
    GIORNATA MONDIALE DEGLI INVASI

  • perchè il suo contributo è condivisibile solo in piccola parte. Il “funesto trio” non ha creato Berlusconi perchè questi è entrato in politica per aver perso i referenti politici, cioè Craxi, che incapace di vincere sul piano politico ha usato quello corruttivo che alla fine lo ha travolto insieme agli altri. Una ideologia non è sufficiente a produrre un politico decente, nè un politico è capace di produrre un’ideologia decente. Il comunismo (ed il socialismo) hanno prodotto solo sterminii e miseria, le religioni le teocrazie per non parlare delle altre…

  • non è che non ci pensiamo

    è che il tempo e gli spazi per fare politica sono alieni alle persone.

    Quanti facchini, manovali, braccianti incontrano medici, avvocati, docenti la sera per affrontare argomenti di azione politica?

    Quante strutture economiche di impostazione socialista, comunitaria vengono create?

    la lamentela del post sembra il biascicare del gaìna col bianchino

  • Mah. Quindi esistono l’ipopolitica e il populismo cattivo che si sono aggramignati sulla pianta sana della politica? La sua lettura mi pare molto confusa. Confonde le cause con gli effetti perché essendo di sinistra non le piacciono né le prime (i problemi veri del popolo) né le seconde (il populismo). Tracciare una linea retta da Segni a Salvini è veramente assurdo. La verità è molto più semplice: la politica non populista non sa cosa fare perché era abituata a considerare il popolo parte del problema fondamentale per le sue giustificazione e sopravvivenza come élite: il consenso. Lo risolveva calando dall’alto realtà immaginarie adattate all’idea del partito, che si poneva così nei confronti della società come un benevolo educatore. Il populismo ha successo – e io ne sono felice – perché inverte questa logica: adatta le idee, la propaganda, le intenzioni – insomma, le sue azioni sul pubblico – a una realtà data. Poi è chiaro. È cinismo, furbizia. Tutto quel che vuole. Ma sono i risultati, le risposte concrete a fare la differenza. La sinistra si ostina a spiegare che è colpa del populismo se la gente non la capisce. Ma non risponde a una domanda inevitabile: che cosa proponiamo noi? Legga Tarchi. E se già lo ha letto, lo legga meglio. Su Diorama al link Chi siamo c’è un articolo illuminante.

    • Promesso che ognuno la può vedere e pensare a modo suo e va rispettato, assolutamente, non capisco cosa c’entri la sinistra, essere di sinistra: ognuno ha la sua cultura di formazione ma è innegabile che il professor giannuli ragioni in maniera libera e non certo schematica!
      per quanto riguarda poi i risultati, staremo a vedere, perché laddove ci sono stati regimi tipicamente populisti non mi sembra che poi si siano raggiunte queste grandi vette…

      • Grazie Elle per la tua risposta!

        Essere di sinistra ci entra eccome: è un approccio prescrittivo alla realtà. Da quando, poi, la sinistra ha aderito al liberalismo oltre ad aver perso il contatto con la realtà ha perso quello quello con il popolo. Il problema è che noi siamo convinti che la buona politica sia solo buona amministrazione. Invece no. La buona politica ha una visione delle cose nel lungo periodo ed è capace di correggersi quando sbaglia. Il populismo – e questo è il suo unico, serissimo limite – manca completamente del primo aspetto. Detto questo, sì, ha ragione. Giannuli è un ottimo autore e in particolare il suo libro su Ordine Nuovo è illuminante.

  • Articolo da manuale, da leggere e far leggere.

    Gli intellettuali argentini critici del peronismo sottolineavano come il loro timore fosse rivolto più a cosa sarebbe venuto DOPO il populismo peronista più che non il peronismo stesso, a causa della marcescenza della cultura politica di un popolo. Infatti, DOPO, vennero i militari.

    Non ricordo chi – mutatis mutandis e mutato tempore – fece un ragionamento affine sul berlusconismo: dopo abbiamo avuto il renzismo, e oggi…

  • Buongiorno Prof.
    Dobbiamo concludere che il populismo e’ stato preparato a tavolino? Direi di no. Direi, piuttosto, che e’ stato un effetto imprevisto, un rimbalzo da palla ovale, che ha spiazzato chi confidava nella forza di una ideologia. I partiti basati su un’ideologia hanno sopravvalutato l’ideologia stessa ritenendola capace di occultare le loro nefandezze legislative. Tra la nefandezze legislative non ci sono solo le leggi ad personam ma i favoritismi bancari di Renzi, l’asservimento di Monti ad interessi diversi da quelli del proprio paese, ecc.
    Costoro hanno sempre pensato che l’ideologia avrebbe potuto far digerire tutto cio’. Non hanno fatto i conti con la realta’ della rete dove l’elettore e’ informato e non crede piu’ alle parole e alle teorie trasmesse tramite i media tradizionali. L’elettore oramai ha capito le conseguenze delle nomine rai…sono persone al servizio di chi governa…
    Mi dispiace per chi crede che le azioni del governo provengono da una intelligenza superiore e siano insindacabili: oramai in rete, chi vuole fare ricerca, e’ in grado di trovare tutte le spiegazioni dei provvedimenti e le relative implicazioni (effetti sull’individuo). Le notizie strillate che prima potevano anche essere prese per buone (es. Boeri: “i migranti ci pagano le pensioni”) oramai vengono puntualmente messe a nudo dalla pluralita’ di fonti riscontrabili in rete… Speriamo che NON riescano a mettere il bavaglio alla rete.
    Auguri, professore.

  • Secondo me lega e 5 stelle rappresentano invece un passo indietro sul populismo, sono formazioni che finalmente parlano di politica, anche finalmente di politica estera che mentre invadevano l’ Iraq e venivamo sconfitti a Nassirya con la nostra base occupante devastata, morti feriti e truppe che ripiegavano oltre i ponti , fuori città, era bandita. Nel Populismo Terribile di Carlo Azeglio Ciampi , che trasformo una cocwnte sconfitta militare in un evento televisivo di 3 giorni. Ora finalmente si torna a Parlare di Politica, grazie a Lega e 5 Stelle.

    • Siete stati sconfitti a Nassirya?
      Ma voi chi? I tifosi di quale squadra di calcio?
      Comunque durante l’infame guerra in Iraq che voi avete fatto, a milioni erano in piazza contro, abbiamo perso, ma la politica c’era eccome, con buona pace di te, Ciampi e Salvini.

  • Parfum de burciacitte:
    l’ipo politica rende forte gli iper liberisti.
    Su quale binario è in arrivo la fregatura?
    Sul binario dei soldi.
    E dove stanno i soldi ?
    Non certo sotto il mattone … anche perchè, pure quello è stato svenduto.

  • O.t.
    Macron non prende lezioni da nessuno … in Europa.
    E le lezioni colonialiste francesi in Africa ?
    E quelle impartite da Brigitte ???

    • Europa.
      Un film già visto nei momenti di crisi.
      Ognuno dei paesi prova a scaricare sugli altri, in genere i vicini, i problemi.
      Alla fine contano i rapporti di forza e la geografia … a meno di non avere politici e burocrati idioti, per non dire di peggio.

  • non liberismo e populismo da parte di berlusconi, bensì opportunismo med affarismo. alla “deculturizzazione” di massa avevano già provveduto le sue tv commerciali. la tecnica dell’apparenza è stato il cavallo di battaglia di tutti i politicanti degli ultimi anni, e penso, purtroppo, che questo virus sia stato metabolizzato anche dai 5*

  • Conte il 30 si recherà da Trump.
    La nota della Casa Bianca afferma: “Italy is an important NATO Ally, a leading partner in Afghanistan and Iraq, and key in bringing stability to the Mediterranean region. Together, the United States and Italy will look to deepen cooperation in addressing global conflicts and promoting economic prosperity on both sides of the Atlantic.” Ci sarà da leggere il comunicato congiunto.
    Ed infatti i ragazzi intrappolati nella grotta Thailandese ricevono aiuti da USA e GB: è troppo chiedere a questo governo di proiettarsi in estremo oriente.

  • Promesso che ognuno la può vedere e pensare a modo suo e va rispettato, assolutamente, non capisco cosa c’entri la sinistra, essere di sinistra: ognuno ha la sua cultura di formazione ma è innegabile che il professor giannuli ragioni in maniera libera e non certo schematica!
    per quanto riguarda poi i risultati, staremo a vedere, perché laddove ci sono stati regimi tipicamente populisti non mi sembra che poi si siano raggiunte queste grandi vette…

  • mi pare di comprendere che per qualcuno il populismo sia l’antitesi hegeliana alla ideologia, Intesa in senso apertamente negativo. Diciamo quindi ideologismo o ideologizzazione.
    non vi è dubbio che la sinistra ” bollicine e champagne” o ” radical chic ” o come la vogliamo definire, e come è stata definita chiaramente da scrittori politologi sociologi analisti della società e della storia che, sicuramente, mi sento di definire realmente di sinistra, ebbene questa sinistra ha fatto dei danni gravi, grandissimi e ha condotto a questo rifiuto della ideologia.
    ma occorrerebbe anche capire che la parola ideologia ha un altro significato e non può certo essere considerata come antitetica a populismo, soprattutto non può essere considerata con una accezione indubitabilmente negativa dando una accezione altrettanto indubitabilmente, e quindi ideologicamente…, positiva alla parola ed al concetto di populismo.

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