Grecia: vince il No.

Grande è stata la saggezza del popolo greco che, nonostante la serie di errori tattici di Tsipras e Vanoufakis, ha scelto massicciamente il No. Il peggio (la vittoria della Merkel e dei suoi servitori greci, italiani, francesi ecc.) è stata scongiurato. E’ un test degli umori reali dei popoli europei (quantomeno quelli del sud) nei confronti della fallimentare politica dell’austerità.

Probabilmente le due molle principali di cui Tsipras ha potuto giovarsi sono state l’insopportabilità della situazione di gran parte dei greci e l’orgoglio nazionale di gente che dei tedeschi non ha un bel ricordo (e, se è per questo, neanche noi be abbiamo un gran bel ricordo).

E’ giusto godere di questo momento di vittoria, ma non è il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi: qui si è vinta una battaglia, ma la guerra continua. Soprattutto Tsipras ha vinto in Grecia ma non in Germania e la Merkel non è troppo sensibile agli umori dell’elettorato greco: gli sarebbe andata benissimo una vittoria del Si per togliersi dalle scatole Tsipras, ma una vittoria del No non significa automaticamente a cambiare linea.

Dunque, la battaglia con la Merkel non è affatto decisa: certo, Tsipras e Vanoufakis, nonostante la loro terrificante pasticcioneria, hanno avuto un coraggio ed una coerenza ammirevole nel non inginocchiarsi di fronte alle sanguisughe Ue e Bce, però non è detto che questo basti. Adesso vediamo come reagiscono i signori della controparte.

Sono d’accordo con chi mi ha scritto che qui si apre un bivio: o “bastonarne uno per educarne cento” e fare della Grecia la vittima sacrificale, oppure, scontare un minimo di “lutto vedovile” per la sconfitta e poi procedere ad una ristrutturazione del debito pibblico europeo, assorbendo una parte del debito in eccesso stampando un po’ di carta moneta a favore non solo della Grecia, ma anche degli altri paesi deboli (altrimenti non si giustificherebbe). Non c’è dubbio che la seconda soluzione sia quella razionale e preferibile, ma temo che la seconda soluzione sia più facile a dirsi che a farsi. Il punto è che l’Euro non è pensata come una moneta espansiva: dai trattati istitutivi che fissano i limiti all’indebitamento, al deficit di spesa ecc, alla struttura stessa della Bce come soggetto di diritto privato governato da un board di banche centrali a loro volta “indipendenti” dai rispettivi governi, tutto dice che l’austerità è connaturata a questa moneta, fa parte del suo Dna, perché è pensata come “moneta del creditore” per cui l’ordinamento deve garantire in primo luogo che la moneta non perda di valore con eccessive emissioni. Certo, i trattati sono fatti per essere disattesi più o meno marginalmente o essere addirittura stracciati (sai che novità!?) ma a decidere sono i rapporti di forza e questi, per ora, non sono favorevoli né alla Grecia in particolare, né al “partito della moneta espansiva” in generale.

Il pallino è nelle mani della Merkel che deve stare attenta a non fare passi falsi perché è sotto ricatto di Afd: mostrarsi “arrendevole” con gli odiati Pigs potrebbe costarle una frana elettorale sulla destra, mentre in Germania non ci sono segni di contestazioni da sinistra (anche dalla parte della Linke che ormai è un grazioso soprammobile sulla scrivania della kanzelerin).

Poi anche Draghi, per una serie di ragioni, non è orientato a particolari concessioni alla Grecia. A proposito di Draghi, concedetemi una piccola digressione. Ho ritrovato “Il Sole 24 ore” del 21 febbraio 2013:

<<Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, stacca di oltre 200 mila dollari il suo omologo alla Federal Reserve, Ben Bernanke, sul fronte stipendio. Secondo il bilancio annuale della Bce, nel 2012 lo stipendio base del numero uno dell’Eurotower è stato di 374.124 euro, pari a 493.694 dollari, mentre quello di Bernanke, secondo i dati di Bloomberg, è stato di 199.700 dollari. Draghi fa anche meglio del governatore della Banca d’Inghilterra, Mervin King, che nel 2012 ha avuto uno stipendio di 465.869 dollari.>>

Considerato che Draghi percepisce anche la pensione dalla Banca d’Italia ed è quello che parla di austerità, direi che non è la faccia quello che manca!

Tornando al nostro ragionamento, la prima reazione che dobbiamo studiare è già domani quella riguardante le banche: se realmente cesserà il rifornimento di denaro alle banche greche già da domani, vuol dire che si stanno predisponendo allo scontro a muso duro, significherebbe spingere Atene ad emettere una sua moneta “complementare”, quello che giustificherebbe anche sul piano giuridico l’esclusione dall’Euro. E questa potrebbe essere una brutta grana per Tsipras che ostinatamente ha seguitato ad assicurare i greci che sarebbero rimasti nell’Euro. Sono sempre più convinto che se la Grecia ha un futuro è fuori dall’Euro, ma un conto è venirne fuori contrattando la cosa con gli altri e ben altra cosa è esserne sbattuti fuori da un giorno all’altro. In questo caso dovremmo valutare le reazioni della piazza e, soprattutto, delle Forze Armate che in Grecia non hanno gran belle tradizioni.

Il problema principale di Tsipras è la mancanza di un piano di rilancio dell’economia del suo paese: anche con il taglio del debito e con l’ennesimo salvataggio, l’economia greca resta fortemente squilibrata. Il taglio del debito può riaggiustare un po’ la bilancia dei pagamenti, ma la bilancia commerciale continua ad essere un pianto ed i greci non possono pensare di farcela solo con il turismo. Occorre rimettere in piedi il settore manifatturiero che la politica di austerity ha spazzato via e crearne di nuovo. Infatti anche l’uscita dall’Euro da sola non garantisce la ripresa dell’economia greca se non c’è nulla da esportare. E, per rimettere in piedi una decente manifattura o servizi all’estero, occorre trovare i finanziamenti, cosa  non facile dopo che si è appena fatto un haircut.

Certo, Tsipras può cercare sponda a Mosca o Pechino e avvalersi dall’appoggio della nuova banca dei Brics. Ma anche questa potrebbe essere una scelta facile ed indolore.

Recentemente ho letto la dichiarazione di un autorevole commentatore americano che, per proteggere la Grecia dal terrorismo islamico, non sono da escludere interventi militari sul suo territorio: un avviso?
Insomma, qui i giochi sono ancora tutti da fare e il maggiore punto di debolezza della Ue è stato quello di guardare alla crisi greca solo come problema finanziario, senza guardare al conto economico ma, soprattutto, senza tener conto dei dati geopolitici della questione.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (41)

  • “… Recentemente ho letto la dichiarazione di un autorevole commentatore americano che, per proteggere la Grecia dal terrorismo islamico, non sono da escludere interventi militari sul suo territorio: un avviso? ”

    E’ chiarissimo, gli USA temono per le loro basi NATO.
    Per quanto riguarda l’UE, Grecia o non Grecia, ancora qualche anno poi crollera’ da sola.
    Una societa’ per poter durare deve far si’ che tutti abbiano almeno un minimo di vantaggio nello stare insieme, cosa che non esiste nell’UE, e i contrari all’euro sono sempre piu’ numerosi.
    Io ritengo che tanto per tastare il polso, bisognerebbe fare un referendum sull’euro in ogni stato dell’unione.

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    Camillo Jimmy Fiorito

    Già, ma gettare fuori dall’Euro la Grecia significa dire addio anche alla più lontana speranza di riprendersi qualcosa di quello prestato. Significa, peraltro che l’irreversibilità dell’Euro non esiste più e che questa moneta diventerebbe un ECU con altro nome. Conviene alla Germania che vive esportando in maniera competitiva prorpio in quei paesi dei quali a forza di prestiti allegri ha distrutto il settore manifatturiero a suo vantaggio, cacciare dall’ Euro e dall’Europa la Grecia? Chiedo, senza avere la presunzione di immaginare nessuno scenario possibile.

  • Caro Professore,

    tutto giusto. Intanto, alziamo almeno un sopracciglio per il sussulto di almeno UN popolo in europa che si e’ espresso consapevolmente…e di un governo, magari un po’ pasticcione, ma che fino ad adesso ha mantenuto la schiena dritta.

    Il dato politico e’ che il governo Tsipras non e’ caduto (per ora), e le elezione spagnole sono alle porte. Vincesse anche Podemos…ah, l’ Italia! L’ inguardabile Renzi ostenta sicumera ma nei numeri traballa….chissa’ se il “nuovo soggetto politico della sinistra” di Cofferati Fassina ecc ecc riesce anche stavolta a soffiare i voti sufficienti al M5S per governare! Guardo troppo in avanti forse…

    Quando ci scrive un pezzo su questa presunto nuovo partito di sinistra?

    Aspettiamo l’eurogruppo domani. Brava Grecia, c’e’ vita nell’ Universo…

    Cordiali saluti

    edoardo

    • Cofferati continua a sostenere che l’euro va mantenuto e deve continuare la cessione di sovranità all’Europa. Aggiunge solo un’utopistico e farabuttesco “riformiamo l’Europa”. Allora tanto vale votare Pd.

  • Fosse successo in Italia, credo che il risultato sarebbe stato l’opposto: da noi la dignità è patrimonio di piccole minoranze che fanno in genere una brutta fine (Gramsci, Mattei, Ambrosoli, Impastato… tanto per citare a caso). Comunque, mi è sfuggito se il governo greco abbia mai fatto alcunchè nei confronti dei simpatici armatori miliardari tanto amati dalle cronache mondane….

  • io ho un idea strampalata, ma la voglio buttare lì.
    la germania ha perso due guerre di cui una davvero catastrofica, è stata distrutta nel morale e nel materiale, è stata divisa in due, non ha più un esercito al pari delle grandi potenze eppure riesce ancora a dettare legge.
    allora la domanda è questa: è il popolo tedesco che ha delle risorse umane e morali da potersi risollevare sempre in modo così sorprendente, oppure la germania è diventato il chiavistello per aprire le porte alla conquista e all’egemonia euro-americana sui popoli del sud europa e quelli slavi?
    sia ben chiaro, io non sono affatto anti-tedesco, anzi elogio in massima parte molto del popolo tedesco, quello che però non digerisco e non posso digerire è il fatto che uno stato debba decidere delle sorti di un altro stato; insomma dico basta a questa egemonia tedesca che non ha nessun valore morale, politico od economico: la germania mi pare sia stata scelta come paese, diciamo più affidabile, per scopi che con l’unità dei popoli europei non c’entra proprio nulla.
    ha ragione giannuli: il popolo greco si ricorda e molto bene cosa hanno fatto i tedeschi in veste nazista a casa loro; il voto NO è stato molto dettato da questo nefasto ricordo.
    concludo con una nota polemica: il baffone aveva visto gusto nella divisione delle due germanie perché sapeva che non tanto per la caparbietà tedesca quanto per gli aiuti americani essi avrebbero in qualche modo, coatto o meno, avuto la possibilità di rialzare la testa; perchè qui dobbiamo essere obiettivi: i tedeschi, o meglio le loro elites hanno sempre tentato in qualche modo di egemonizzare il sud europa, da decine di secoli a questa parte: ottone, barbarossa, federico stupor mundi, carlo quinto, i prussiani, e infine hitler ed ora merkel.
    però non voglio dimenticare willy brandt che incarnava un tipo di tedesco che nulla ha che a vedere con questi pidocchi affamati di soldi.

    saluti

    victor serge

    • A proposito della moralità tedesca e della sua austerità con “aiutini”, sempre meglio ricordare certe cosette.
      1990: la Germania per “annettere” la DDR converte i due marchi “est” e “ovest” 1 a 1. In un regime di cambi fissi i costi si scaricano anche su tutte le altre monete europee creando recessione. Infatti nel 1991-2 l’economia europea arretrò tutta insieme, con chiusura di imprese, aumento della disoccupazione e dell’inflazione: io, per esempio, rimasi disoccupato quasi un anno!
      Ma la riunificazione tedesca era troppo bella per essere criticata.

    • Stalin a proposito di Germania, era favorevole alla riunificazione purché rimanesse neutrale senza basi straniere, furono gli americani ad opporvisi, in chiave antisovietica.Willy Brandt, figlio di ignoto padre, prese il nome di sua madre,durante il regime nazista, per prima fuggì in Svezia, poi militò nelle brigate internazionali in Spagna.A suo carico rimase il sospetto che in realtà fosse un agente dei servizi segreti sovietici.Sicuramente un tedesco anomalo. Poi il livore, o meglio l’odio contro i tedeschi che in maniera sistematica traspare dalle note di questo sito, è la classica foglia di fico, per nascondere le vergogne proprie da quelle altrui. I tedeschi amano l’Italia ma non stimano gli italiani; viceversa gli italiani stimano i tedeschi, ma non amano i teutonici.Machiavelli scrisse che per fermare le ondate teutoniche servivano grandi dighe.Passano i secoli ma come disse Stalin, Hitler è passato, al pari di Napoleone,perché il cancelliere fu per i tedeschi ciò che l’imperatore corso fu per i francesi; ma il grande popolo tedesco permane.Fatevene una ragione e rassegnatevi.

  • Caro Aldo,
    godi per quello che definisci momento di vittoria.
    Mi chiedo se lo fai sentendoti cittadino greco onorario perchè, nel caso, in virtù della saggezza che attribuisci ai greci tutti, consiglierei di aspettare il pagamento del prossimo stipendio in pizze di fango.
    Non credo, infatti, che apprezzeresti il sapore delle suddette.
    Se, invece, gioisci come tifoso dell’armata brancaleone dei noeuro credo sia consigliabile vedere quanto i greci gradiranno le pizze di fango.
    Se queste non dovessero essere apprezzate, infatti, la vulgata dei vari Salvini, Santanchè ecc. ecc. perderà attrattiva anche per coloro che credono nelle promesse tipo milione di posti di lavoro, abolizione dell’ICI, permanenza nell’euro ecc. ecc.
    Non dubito, peraltro, che i brancaleoni sapranno trovare qualche altra bufala da spacciare ai loro peones che, notoriamente sono di memoria corta e bocca buona.
    Non pensare, però, che non condivida anch’io il godimento per la vittoria del NO che avevo pronosticato ….
    Senza la zavorra greca l’Europa sarà più coesa e meno cialtrona.
    Il referendum, in sintesi, è il canto del cigno dell’esperimento politico bolscefighetto dei Tsipras e Varoufakis.

  • ma professopre, non si vergongan un poco? secondo i suoi parametri varufakis e tsipras sono degli idioti. e chi è il genio? quel coglione di grillo che ha con popchi voti in meno di tsipras non ha mai fatto un cazzo? quante volte ho letto che gli errori dei grillini sono poca cosa roba perdonabile, nonostante gli ultimi 5 anni inconcludenti. invece tsipras in 6 mesi ha provocato una sconfitta della merkel su scala mondiale ed ecco che ti viene definito un idiota.
    seriamente, potrebbe spiegare questi bellissimi parametri di intelligenza politica? non è che in cima a tutto ci sta renzi, che come lei ha detto che si parlava di uscita dall’euro, forse non sapendo che il mandato della bce è quello di fare il prestatore di ultima istanza in caso di banche illiquide, come qualsiasi banca centrale. e non ho letto nessun mea culpa per questo lapalissiano errore.

    come mai professore? non ne sapeva nulla di questi funzionamenti della bce, oppure grillo e renzi le han detto che bisognava parlare di dracma per distrarre gli idioti dalla vera questione?

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        Tenerone Dolcissimo

        Professore non infierischi, giandavide si è gettato a capofitto nei labirinti ideologici e non riesce a venirne fuori. SI ricordi quando alla mia semplice obiezione “come si fa a qualificare Monti liberale se ha aumentato le tasse che ogni liberale vuole diminuire” mi rispose con 782 righe di dissertazione filosofica che partiva da Protagora per arrivare alla Scuola viennese tramite Adam Smith e Locke condendo il tutto con il curriculum dello stesso Monti. Il 68 ne ha fatte di vittime.

        • guarda non credo che sia necessario rispondere a un idiota berlusconiano che sceglie come nickname un personaggio di gianfranco d’angelo. non ci sei uscito dagli anni ottanta, e no sarò io a poterti curare dalla lobotomia. mi dispiace.

      • professore, vito che lei è così intelligente e maturo, dia lei la risposta. mi sembra di avere capito che secondo lei sono un cretino. benissimo, ma dato che il suo modello di intelligenza è peppecrille non riesco proprio a offendermi, anzi è quasi un complimento. ma anche se fossi un cretino, il presunto automatismo tecnico dell’uscita greca dall’euro è tutto da dimostrare, e lei non lo ha fatto. quindi, per rispetto alla suo ruolo piuttosto che per me, non scenda sulpersonale come un adolescente qualsiasi, ma risponda nel merito se ha qualcosa da dire, sennò taccia.

        • ma continui ad attribuirmi cose che non penso e che non ho mai scritto. Il pronlema del discutere non te non è che sei cretino (cosa che non ho scritto, dammente atto) ma che tu non capisci quel che si dice:
          1. perchè hai conoscenze economiche (e di economiamonetaria in particolare) inesistenti
          2. che vivi in un immaginario tutto to che non ha rapporti con la realtà, per cui se A dice che è notte ed anche B dive che è notte, sono la stessa cosa, anche se poi su tutto il resto dicono cose diversisstie
          3. che tu giudichi le tesi non per quello che sono ma per chi le ha avanzate e sulla base delle tue antipatie
          Il risultato è che ogni volta, per risponderti uno deve fare una fatica inumana per rettificare la pioggia di inesattezze, errori di fatto e di metodo che commetti
          E non sempre ho il tempo di farlo

          • però il tempo per fare basse considerazioni lo trova.
            comunque draghi farà prendere la decisione all’eurogruppo di domenica. l’uscita della grecia non è inevitabile e sapremo presto di chi sono le responsabilità

  • la merkel non é sotto ricatto di afd: afd come era non esiste più. nel congresso tenuto avantieri e ieri la fazione di lucke è stata sconfitta e e i suoi seguaci stanno abbandonando il partito. l’afd é ora nelle mani della sua corrente nazista, per cui politicamente non conta più nulla e quindi non può mettere sotto pressione la merkel e inoltre l’afd prima del congresso era scesa al 4%. quindi la merkel continuerà la politica che il POTERE TEDESCO, di cui é serva, le detta: fare della germania la più grande potenza mondiale, accompagnando il declino degli usa e della russia: politica sempre la stessa per chiunque sia al potere da 160 anni circa.
    franco valdes piccolo proletario di provincia

  • Proprio non riesco a capire il fervore anti tedesco di Giannulli. Ogni volta che il Professore scrive di Grecia e di Germania, egli fa riferimenti alla seconda guerra mondiale. E lo fa proprio dall’Italia, ovvero dalla nazione che ha le responsabilità maggiori nel coinvolgimento della Grecia in quella guerra. Rimanendo in Italia, ogni volta che sento parlar male della Merkel a me viene spesso in mente il post del 1/08/2008 a fima del prof. Beppe Scienza, nel blog di Beppe Grillo: I tedeschi non sono disposti a fare da bancomat per la classe politica italiana, non sono disposti a coprire i debiti che gli italiani hanno contratto. La storia degli eurobond è qualcosa per cui ci si indebita insieme e poi si paga insieme, peccato che chi si indebita di più, in questi casi, sarebbe l’Italia. I tedeschi sanno bene come funziona la politica in Italia, sanno bene che se diventassero un rubinetto che “se si apre ecco i soldi”, questi finirebbero sì in Italia, ma finirebbero di nuovo ai vari Penati, Formigoni, Belsito e simili e ai loro compari …

  • La creazione dell’euro doveva essere una tappa nella formazione di un’Europa unita politicamente e fiscalmente.
    In realtà noi ci troviamo in un sistema di cambi fissi tipo SME o, ancora prima, tipo Serpente Monetario Europeo.
    Ma se tutto si riduce nel mantenere una serie di rapporti economici fissi tra le varie realtà nazionali, che bisogno c’è di spendere miliardi per tenere in vita un Parlamento Europeo che non ha poteri, e una pletora di commissioni e funzionari strapagati che emettono leggi per lo più decise negli uffici delle banche, oppure impongono decisioni ridicole sul diametro del formaggio bretone o sul luogo di stagionatura del culatello.
    Se tutto quello che vogliono i centri finanziari e il loro cane da guardia tedesco è stampare poca moneta, distruggere il patrimonio industriale dei Paesi mediterranei e privatizzare il loro welfare, sbaracchiamo tutto il caravanserraglio europeo e smettiamola di illudere la gente con lo specchietto per le allodole del Parlamento, della Commissione e via cianciando.
    Non c’è nessun ideale europeo, nessuna poesia, nessuna armonia tra i popoli, nessun futuro di prosperità; solo potere, denaro e la legge del più forte, come al solito.

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      Tenerone Dolcissimo

      Proposta irricevibile la tua. Ricorda che per fare bene il nulla ne serve di gente come insegna l’Unione Sovietica ed il suo pletorico apparato, la quale URSS è stata la mamma dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche d’Europa, i cui burocrati sono i veri eredi dei piani quinquennali di baffonesca memoria e d epigoni della gloriosa razza degli apparatcik

  • A proposito dell’austero Draghi, aggiungerei la nuova sede della BCE di Francoforte: un grattacielo bruttissimo (un agghiacciante stile “DDR storto”) costato come la famosa rata del debito greco, 1,3 miliardi di Neuro!!!

  • Solo i 751 parlamentari europei ci costano 1 miliardo e 790 milioni di euro.
    Siccome poi il Parlamento europeo ha 2 sedi: Bruxelles e Strasburgo, le 5.000 persone che vanno durante il mese avanti e indietro pesano per 200 milioni di euro.
    La sede di Strasburgo, che è costata 600 milioni di euro, viene utilizzata solo 44 volte all’anno e viene tenuta aperta su richiesta della Francia unicamente per motivi di prestigio nazionale (alla faccia dell’Europa unita).
    Centosei milioni all’anno vengono spesi solo in pubblicazione di documenti, accoglienza dei visitatori e distribuzione di informazioni e si potrebbe continuare per ore a descrivere le follie di questa goliardica compagnia di privilegiati.
    Un vero paese della cuccagna, dove i soldi volano dalla finestra e dove tutti si saranno chiesti come mai Tsipras e Varufakis non abbiano accettato di unirsi a questa giostra, anzichè rompere con delle inutili seccature: i diritti dei cittadini, la giustizia sociale, il benessere del popolo.
    Ma da che pianeta arrivano questi due bifolchi?

  • Il risultato greco dice che questo popolo ha una sua dignità e un suo coraggio per i quali esso non è disposto a farsi calpestare. E questa constatazione raddoppia la forza negoziale del suo leader, il quale ora ha un mandato per andare alla guerra.
    Tutto quello che è accaduto alla Grecia è responsabilità diretta dei suoi politici, che per dabbenaggine o per corruzione l’hanno infilata in questo vicolo cieco.
    Lo stesso vicolo cieco in cui i nostri abilissimi politici di professione ci hanno infilato.
    Piuttosto che rivedere i trattati, così vantaggiosi per loro, la Germania il nord e l’est Europa, preferiranno sciogliere tutto e unirsi tra loro. E’ per questo che sostengo che non siamo in un travaglio in vista di un cambiamento, ma alla chiusura di un ciclo: la malsana idea di unire dei popoli con una moneta. E a capirlo subito dovevamo essere soprattutto noi!

  • “Il problema principale di Tsipras è la mancanza di un piano di rilancio dell’economia del suo paese.”

    Infatti.

    Sono molto contento per la vittoria del No. Ma qui il problema e’ una politica economica differente, europea, greca, italiana, ecc.

    Tsipras e compagnia ne sono capaci per il loro paese? Esistono forze politiche europee con un po’ di sale in zucca per proporre un piano europeo? Ci facciamo prendere per il sedere da Juncker che ha promesso qualche mollichina di investimenti?

    Qualcuno dei gitanti sinistri in Grecia, spero con interpreti al seguito, lo dicano al compagno Tsipras che i tempi delle manovre di Palazzo D’Inverno sono passati e ora abbiamo bisogni dei piani quinquennali.

  • Il “No” greco ha coinvolto i nostri politici, sempre alla ricerca di qualcosa su cui sproloquiare per dare un senso alla loro esistenza: ecco un piccola antologia sul voto in Grecia.
    Matteo Salvini, dal Corriere della Sera (6 luglio 2015): “È un siluro di dimensioni ciclopiche. Un ceffone a tutti gli europirla che ci hanno portato alla fame”.
    Daniela Santanchè, su Twitter (5 luglio 2015): “L’Europa è finita, cara Merkel fatti un esame di coscienza”.
    Alfredo D’Attorre, parlamentare della minoranza Dem, in polemica con Renzi (5 luglio 2015): “Tsipras da solo ha fatto più di tutti i leader socialisti, Renzi e Hollande hanno fatto molte parole…”.
    Maurizio Gasparri, su Twitter (5 luglio 2015): “Al confronto con questo incapace Checcho Zalone è un campione” (segue fotina di Varoufakis). E sul gombloddo per la vittoria del No: “Sostengo da giorni che l’esito sia truccato, si spera in un miracolo, ma gli imbroglioni imbrogliano pure il voto”.
    Claudio Velardi, ex consigliere di D’Alema, oggi neo-renziano, su Twitter (5 luglio 2015):
    “Vincerà il Sì con un buon margine, anche oltre il 60%”.
    Matteo Salvini, su Facebook (5 luglio 2015): “NO. NO. NO. No all’Unione Sovietica Europea della disoccupazione e dell’immigrazione. Sì a una Nuova Europa, fondata sul lavoro e sul rispetto dei Popoli. E se Renzi non se ne rende conto, ruspa anche per lui!”.
    Beppe Grillo, da Atene, dopo la vittoria del No (5 luglio 2015): “Non sono venuto qui a crogiolarmi nella vittoria, ma godo internamente, godo internamente per tutta questa gente, che gioisce con il popolo greco. Noi vogliamo chiedere al popolo italiano se vuole restare nell’Euro: è un po’ più difficile come referendum perché bisognerebbe modificare un po’ la Costituzione, ma non è impossibile. Sull’uscita dell’Euro c’è terrorismo, create terrore, non sarebbe una disgrazia andarsene. Magari soffriremo tutti insieme un annetto, un annetto e mezzo…”.
    Antonio Razzi, a tema referendario (luglio 2015): “La Grecia s’è fatta li cazzi sua!”. “Aveva ragione Silvio nei confronti di Schulz!”. “Secondo lei, la Grecia dovrebbe farsi ‘un euro tutto suo’ e così pensare più ‘ali cazzi sua’? Grazie”. “Speriamo che a causa della Grecia lunedì non aumentino il prezzo delle banane…”. “Ma se l’Ue scarica la Grecia cosa ne pensa di un avvicinamento alla Corea del Nord?”. “Amico caro Tsipras, ma che te ne fotte a te. Fatti una Grecia tutta tua…”.
    Mario Borghezio, eurodeputato Lega Nord (5 luglio 2015): “La dittatura europea è stata sconfitta! Oggi noi leghisti ci sentiamo tutti greci, e da domani sventoleremo la bandiera greca sui banchi di Strasburgo”.
    Il selfie di Gianluca Vacca, parlamentare M5s (5 luglio 2015): “In partenza per Atene. #OXI alla troika fascista e terrorista, all’euro e all’austerità”.
    Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, su Twitter (3 luglio 2015): “Domenica sarò ad Atene a fianco del popolo greco per il NO al terrorismo finanziario!”.
    Giancarlo Magalli, su Facebook (2 luglio 2015): “La Grecia sta andando a puttane. E l’unico esperto, invece di dare consigli utili, tace. Chiuso nella sua villa di Arcore”.
    Giorgia Meloni, leader Fdi, su Twitter (1 luglio 2015): “Neanche Schettino è pratico di inchini come Renzi: non parla a Montecitorio della Grecia, ma vola dalla Merkel”.
    Matteo Salvini, La Zanzara su Radio 24 (29 giugno 2015): “Non solo in Grecia, io per dare un segnale ritirerei i soldi anche dalle banche italiane, per dare un segnale all’Europa”.
    Daniela Santanchè, intervistata da La Repubblica (30 giugno 2015): “Io sto con Tsipras. Stare con lui vuol dire stare con la democrazia… noi a differenza di Renzi combatteremo fino in fondo per non far morire i nostri concittadini, soffocati dalle tasse pur di compiacere i potenti della moneta unica e senz’anima!”.

    Che pena….

    • @ Tenerone
      Ma sei sicuro che ci siano solo due contendenti e tutti gli altri siano spettatori disinteressati?
      Ridurre tutto alla contesa Tsipras Merkel è una banalizzazione inaccettabile.
      Siamo di fronte ad una questione un pò più seria che non si può semplificare in questi termini, a meno che non vi sia interesse per la mera propaganda.
      Purtroppo il dibattito, anche il più serio e partecipato, è ridotto al livello dei talk show dei quali, guarda caso, protagonisti sono proprio quei politici capaci delle perle di saggezza riportate nell’intevento che precede.

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        Tenerone Dolcissimo

        Quando dico due contendenti mi riferisco:
        1) alla grecia da una parte, comprensiva di Zipras e dei governi precedenti, precedenti sia a lui sia all’intermezzo di quisling imposti dalla UE;
        2) all’apparato mafioso-burocratico-totalitario-comunistoide dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Europee , di cui la Merkel è solo un ingranaggio.

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            Tenerone Dolcissimo

            Peccato, mi sarebbe piaciuto leggere un ennesimo pippone tendente a dimostrare che i liberali sono cattivi perché vogliono eliminare tasse e regole, ma sono cattivi anche perché vogliono tasse e regole questo si spiega con l’influenza del pensiero debole occidentale, come informato da Deocrito, sulla filosofia di Locke che attraverso la scuola viennese ebbe modo di costruire i fondamenti dell’economia moderna come promossa da Adam Smith che è stato letto da Monti ma in un’ottica paradigmatica ed antisolidaristica come emerge daol confronto con Lukacs, ma quello del tardo periodo ….

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