Fascismo/antifascismo: una coppia concettuale ancora attuale?

So già che molti troveranno spiacevoli queste mie osservazioni, ma credo sia necessario porsi un problema: l’antifascismo (e, dunque, il fascismo) sono categorie ancora utili a capire il tempo presente ed orientare la lotta politica? Direi proprio di no.

In questo anno cade il centenario del “diciannovismo” anticamera immediata del fascismo, fra sei anni cadrà il centenario del manifesto antifascista di Croce, e già questa semplice constatazione dovrebbe suggerire qualche dubbio sulla attualità di queste categorie: ve l’immaginate se nel 1968 avessimo ragionato in termini di opposizione fra unificazione monarchica o mazziniana dell’Italia? O se nel 1945 ci si fosse posto il problema del nuovo ordinamento del paese in termini di legittimismo/ anti legittimismo? Un secolo sono ben cento anni (per chi non lo ricordasse) e in cento anni il Mondo cambia e le categorie di un tempo non sono più utili a capire il presente.

Partiamo da una domanda: c’è un pericolo fascista nell’anno di grazia 2019? Cioè, esiste la possibilità che si affermi un regime a partito unico, ordinamento corporativo, soppressione delle libertà di espressione, di sciopero, di organizzazione politica, repressione generalizzata di ogni dissenso, a totale chiusura nazionalistica? Credo che nessuna persona non affetta da arteriosclerosi galoppante si sentirebbe di sostenerlo. Anche Bolsonaro, che di suo è certamente un fior di fascistone, abbia in mente di realizzare un regime del genere e, se anche lo pensasse, non credo che ci sarebbero le più elementari condizioni internazionali che gli consentirebbero di farlo. Certo, questo non esclude nuove forme di autoritarismo, anche molto pericolose, ma, appunto, forme nuove che dobbiamo studiare per capire come contrastare: realizzare grandi concentrazioni mediatiche certamente limitano la libertà di stampa, ma non è come proibire i giornali di opposizione, marginalizzare il dissenso o usare brutalmente la polizia è lesivo delle libertà politiche, ma non è come mandare in campo di concentramento gli oppositori. Il che non significa che siamo di fronte a forme annacquate di fascismo, ma di fronte a regimi per certi versi più pericolosi, perché meno percepibili, comunque diversi.

Può anche darsi che Orban in Ungheria, Bolsonaro in Brasile o anche Salvini in Italia (posto che il suo successo diventi duraturo) riescano a realizzare regimi con singoli aspetti comparabili a quelli di un regime fascista, ma quello che verrebbe fuori non sarebbe un nuovo fascismo quanto, al massimo, una sua nefanda parodia. Non dico affatto che Fedesz, la Lega o il Front National siano migliori del fascismo (per certi versi come l’inqualificabile livello culturale, sono anche peggio) o che siano una sorta di parafascismo “moderato”, dico che sono diversi, come il fascismo, a sua volta, fu diverso dall’assolutismo monarchico. Ogni tempo ha la sua specifica forma di tirannia: il fascismo è una categoria del Novecento e noi non siamo più nel Novecento. Oggi lo strumento di dominio sociale è in primo luogo la moneta che condiziona, anzi disciplina, i comportamenti dei singoli e delle nazioni. E questo si associa a forme ideologiche specifiche: dove il fascismo fu massificante e distruttore delle libertà individuali, l’attuale ordinamento è iper individualista, per cui non c’è affatto bisogno di proibire i sindacati o le organizzazioni politiche antisistema, perché si sono poste le premesse per liquidare i comportamenti collettivi. Dove il fascismo era iper politico ed organizzava militarmente il consenso al regime, il regime attuale è ipo politico e scoraggia ogni forma di partecipazione politica. Dove il fascismo era fortemente ideologico, l’attuale ordinamento si nutre dell’ideologia dell’anti ideologia e si accompagna ad una diffusa e profonda regressione culturale. Dove il fascismo agiva repressivamente con la polizia segreta, la violenza ed il carcere, l’attuale ordinamento fa uso molto più parco di questi strumenti (che, comunque, al bisogno possono essere rispolverati) agisce piuttosto in termini di condizionamento psicologico. E potremmo proseguire con il catalogo delle differenze, ma soprattutto la stragrande maggioranza di questi nuovi movimenti (dalla Lega all’Ukip, dai Veri Finlandesi ai seguaci di Modi in India o di Netanyau in Israele e persino il Front National della Le Pen o il partito di Orban) non si riconoscono affatto nell’etichetta “fascista” che considerano solo come una aggressione degli avversari nei loro confronti. Per cui attaccare questi movimenti con l’accusa di essere fascisti non ha alcuna efficacia, è semplicemente innocuo. Pensare di convincere qualche loro elettore a cambiare voto perché gli si dimostri che quella forza politica odora di fascismo è cosa semplicemente fuori del Mondo.

Usare la categoria di fascismo per inquadrare questi movimenti è possibile solo a prezzo di slabbrare la categoria di fascismo per metterci dentro qualsiasi cosa non ci piace. Ma una categoria cosi indeterminata ed onnicomprensiva a che serve? Magari solo a confonderci le idee e non individuare il reale nemico dei nostri giorni.

E, di conseguenza, se il fascismo non esiste più come opzione storicamente presente, anche la categoria di antifascismo è da riporre nell’armadio del vestiti che non si usano più, magari con un po’ di naftalina per evitare che le tarme lo disintegrino.

D’altra parte forse dobbiamo ricordarci che l’anti fascismo è per sua natura non una categoria positiva, ma una categoria negativa, un’ anti categoria. Non esiste un antifascismo ma diversi antifascismi che trovarono occasionalmente un punto di mediazione, ma l’antifascismo cattolico, quello liberale, quello socialista, quello comunista eccetera restarono ciascuno più o meno simile a sé stesso, salvo una inevitabile contaminazione reciproca e salvo l’incrollabile convinzione comunista che l’unico vero antifascismo fosse il proprio. Ma l’antifascismo è sempre rimasto una confederazione di anime diverse irriducibili l’una all’altra.

Capisco che per molti l’antifascismo abbia un contenuto positivo, ad esempio, spesso si dice che la nostra Costituzione si fonda sull’antifascismo ed è giusto dirlo, ma nel senso di un fondamento storico che individuava nell’associazione di libertà politiche e diritti sociali la pietra angolare del nuovo ordinamento sorto sulle ceneri del fascismo. E sin qui siamo d’accordo ed è la bandiera sotto la quale ci siamo schierati nel referendum di tre anni fa, ma oggi la minaccia a quel sistema di valori non viene da una improbabile minaccia fascista, ma dal neo liberismo.

Mi ha fatto sorridere l’affermazione di chi, a proposito del salone del libro di Torino, ha lanciato alte grida contro la presenza dell’editore di Casa Pound sostenendo “Non ci si siede a parlare con i fascisti”. Con i fascisti no e con i neo liberisti si? Posto che la forma di opposizione cui ricorrere sia sempre e comunque il “non parlo con…”.

Se oggi puoi consentirti il lusso di rifiutare ogni confronto con i fascisti è proprio perché non rappresentano niente, ma negli anni trenta il Pci, giustamente, ordinò ai suoi militanti di entrare nei sindacati e nelle organizzazioni universitarie del regime per fare lavoro politico. Magari con un po’ troppe concessioni all’avversario (la riabilitazione del programma di Sansepolcro, il sostegno alle avventure espansioniste verso l’est Europa eccetera) ma pur sempre giustamente perché lì era possibile fare una sorta di entrismo e, infatti, la seconda generazione dei quadri e dei dirigenti comunisti negli anni successivi (Ingrao, Alicata, Boldrini, eccetera) veniva proprio dalle organizzazioni fasciste che, peraltro, organizzavano tutti gli italiani. Dunque lasciamo perdere il “con te non parlo” se non per dire ai fascisti “con te non parlo perché non esisti”.

E veniamo al punto del chi è il nemico di oggi: il neo liberismo con le sue istituzioni (Fmi, Bm, agenzie di rating, Bce eccetera) ed i suoi esponenti (da Tramp a Macron, dalla Merkel agli stessi Bolsonaro, Salvini ed Orban che, molto più che per il loro preteso fascismo, sono da avversare per la loro concretissima adesione al neo liberismo).

Il guaio è che la sinistra non ha capito niente del neo liberismo (la cui analisi è ritenuta una sorta di vezzo intellettuale per economisti o al massimo filosofi) e che non è mai assunto concretamente come avversario.

L’antifascismo finisce con l’assolvere ad una funzione ipnotica che conferma i residui militanti di sinistra sulla loro identità, ma politicamente non serve a nulla. A volte ho l’impressione che certi antifascisti, pur di mantenere in vita l’antifascismo, sarebbero disposti a fondare un partito fascista.

Insomma, cari amici e compagni: meno antifascismo (che non serve quasi più a niente) e più antiliberismo, se vogliamo restare vivi.

Aldo Giannuli


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (23)

  • Mi parli di nuovi fascismi, nuove e più pericolose forme di totalitarismo, e non citi neanche per sbaglio la UE, che ne è una rappresentazione quasi perfetta?
    Spari contro il neoliberismo e, per limitarci agli attori di casa nostra, mi citi solo Salvini? Certo, Salvini e il suo partito sono senz’altro liberisti, ma una parola sul PD (e soci) che dalla sua nascita è il più radicale sostenitore della UE e delle politiche liberiste (spesso più della Lega)?

    “la sinistra non ha capito niente” e questo articolo lo dimostra.

    • Eccone un altro che ha letto poco.
      Cominciamo dalle basi: mai sentito tal Cesare Goldmann?

      Dopodiché caro prof, qui abbiamo un ministro che con fascisti dichiarati fa cortei, selfie, libri, foto coi loro giubbotti, etc etc.
      Che non tornerà il ventennio non è in discussione; che questi cani rognosi siano pericolosi comunque sia mi pare purtroppo conclamato. Chiedere ai recenti lamati, picchiati, etc.

  • @ilBuonPeppe
    Beh, direi che sulle pagine di questo blog le perversioni liberiste del Partito democratico siano state più volte sviscerate e ampiamente. Non è che l’ovvio vada proprio sempre ribadito, eh.
    Professor Giannuli, posto che una nuova instaurazione di regimi fascisti così come si sono storicamente dati negli anni venti/trenta non ha fondamento concreto, credo però che sia fattuale che oggi si stia diffondendo un pensiero di matrice fascista (o fascistoide) che, innestandosi sulla dominante egemonia culturale neo-liberista che finge di contrastare, può solo che rendere il quadro ancora più orrendo.
    Non avremo mai un governo di Casa Pound, ma è probabilissimo invece un governo Lega-Fratelli d’Italia sotto il quale il pensiero dei fascisti del terzo millennio possa malauguratamente fiorire con tutto ciò che di negativo comporta per il vivere civile. E quindi, sì, l’antifascismo (quantomeno quello in cui si possono riconoscere i marxisti) oggi non può che essere lotta contro il neo-liberismo e studio del medesimo per capirne i contorni e tentare di abbatterlo. E lotta contro il neofascismo (che comunque, in termini di contributo alla delinquenza comune, in Italia è fenomeno tutt’altro che trascurabile) e studio del medesimo, per far saltare i punti di sutura con il neo-liberismo, ricacciare i fasci nelle fogne della storia e concentrare tutti gli sforzi contro il neoliberismo.

  • La scuola pubblica ci mette del suo sfornando ogni anno migliaia di freschi diplomati idioti rimasti ideologicamente fermi al ’45.

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    Tenerone Dolcissimo

    dove il fascismo fu massificante e distruttore delle libertà individuali, l’attuale ordinamento è iper individualista, per cui non c’è affatto bisogno di proibire i sindacati o le organizzazioni politiche antisistema, perché si sono poste le premesse per liquidare i comportamenti collettivi.
    ——–
    Vero. Ma solamente in parte.
    L’attuale dittatura neofeudale (*) ricorre e si pasce anche di azioni collettive.
    Vedansi Greta e il codazzo di gretini oppure le marce dei collaborazionisti in appoggio alle truppe di invasione tipo Sala a Milano o la più recente «IO ACCOLGO».
    (*) e non neoliberale o neo liberista

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    Giorgio Monestarolo

    Caro Giannuli, d’accordo, ma con dei disitnguo. Nelle nostre periferie c’è stato e c’è tuttora un problema di agibilità politica. La presenza di movimenti neofascisti, elettoralmente insignificanti ma dal punto di vista militante un poco meno, è spesso una minaccia, anche fisica (come disomostrano i recenti casi dei ragazzi del cinema America a Roma). Quindi, se vuoi riferirti alla analisi politica generale, puoi avere ragione, soprattutto nel provocare quei compagni con la ragione pigra a darsi da fare comprensione dei fenomeni nuovi; dal punto di vista sociale invece il contrasto a una certa antropologia fascista rimane importante, come rimane imposrtante presidiare piazze e curve degli stadi, perchè spesso basta poco veleno a distruggere interi corsi d’acqua.

  • Bene ho capito chi è il nemico oggi.
    Ma non ho capito chi è l’amico.
    Esiste una qualsiasi organizzazione o gruppo di potere o movimento che possiamo sostenere per combattere il neo-liberismo?

    O forse questo articolo vuole dire proprio questo: smettetela di combattere i fantasmi e fondate qualcosa che sia anti-neo-liberista anziché antifascista, perché ora non esiste.

  • Da qualche mese abbiamo riaperto,un circolo. ANPI,a bitonto,consapevoli che non si puo ,semplicemete gridare al fascismo,per contrastare,l’avanzata della lega,ma che essa contiene,una miscela,di xenofobismo,autoritarismo,cinismo,che sta
    formando,un,sentire collettivo,che si tramuta

    in aggressioni,a chi indossa a magljette del cinema america,o al nord africano,che vuole scusa,perche offeso,o alle coppie gay,che offendono con la loro presenza la famiglia tradizionale,a chi corre ad armarsi,in attesa di dover farsi giustizia da se.per innterpretare questi fenomeni,e,ancora valida la categoria,del fascismo.convengo con lei,che non possa essere esaustiva,come unica,categoria per analizzare,il fenomeno ,dell’ascesa delle destre,nel mondo,che aderiscono al neo liberismo,e da esso accomunate,L’unificazione del mondo sotto l’egida della cocacola,dei blu gins si e compiuta gia da molti anni,si e perfezionata,con amazon,e simili,che la repubblica pop cinese e all’interno,di questo,modello economico pur dichiarandosi comunista.il liberismo a stravinto,mai mi sarei immaginato un mecdonalds a saigon,il liberismo a sedotto con i consumi e le merci.ma le contrddizzioni,all’interno del capitalismo globale stanno esplodendo,penso alla guerra dei dazi,ma anche,ma anche dei risorgenti nazionalismi,che mal si conciliano con il nuovo ordine liberista mondiale,fondato sulle multinazioli,che operano a livello planetario.per tornare in argomento credo che per capire molti fenomeni contemporanei,la categoria del fascismo sia ancora utile,va aggiornata,ma non e desueta.noi nel profondo sud ,siamo meravigliati nell’esserci svegliati,una mattina,ed aver trovato l’ivasor,solo che non era sceso dalle valli padane,non era alle porte,era tra le porte,delle nostre citta,un mistero che solo i posteri diraderanno,la lega che a costruito le sue fortune politiche,al grido di roma ladrona,e teniamoci per noi le nostre tasse,e a rotoli questi terroni,papponi e puzzoni questa lega antimeridionalista,chee si appresta,a varare l’autonomia differenziata,per realizzare il suo proposito antimeridinalista,al sud a sconfinato conquistando cagliari alghero e potenza.urge un cambio di paradigma,noi vogliamo rimettere in campo la questione meridionale quale antitodo,al fascioleghismo.l’anpi di bitonto ba

  • Concordo; leggevo il pezzo e mi dicevo:
    io conosco chi usa oggi quei mezzi repressivi.

    Poi lei li ha citati,uno per uno.
    Spero che altri lettori capiscano la lezione.

    Mi rimangono due sole precisazioni:
    Assieme a Macron e Merkel ci metterei anche Renzi; seppure la sua rilevanza rispetto ai due non é misurabile.
    Salvini, probabilmente, non ha chiare idee di politica economica, ma, si appoggia a Borghi e Bagnai, keynesiani; quindi, esattamente il contrario del neo-liberismo.

  • Dall’ombrellone di una sperduta spiaggia del Mediterraneo al Presidente Emanuel Macron
    Illustre Signor Presidente, non avrei mai immaginato che tu fossi così sensibile ai problemi dei francesi che sono scesi in piazza, da prendere un aereo e volare a Tokio per una Renault, (di cui discretamente non hai rivelato il tipo) e giacchè ti trovi, dici quattro chiacchiere con premier giapponese, Abe. Si può dire che sei il presidente meccanico, che vola ovunque c’è bisogno del soccorso stradale ! Bravo !!!
    Se a me si rompesse la macchina, cosa mai successa, potrei aspettare le calende greche prima di vedere Conte o Mattarella scendere dal cielo con la chiave inglese in mano per riparare l’auto.
    Giacchè ci siamo, dimmi un paio di cose, ma in italiano, senza far finta di non capirlo, al più in inglese. Se in Francia ti fanno lo shampoo perchè all’estero parli inglese, stai tranquillo: il nome tuo nessun saprà. Altro che la Turandot, tu sei un presidente da nessun dorma !!!
    Presidente, tu che di meccanica te ne intendi, la macchina ha superato i 40.000 km. Devo cambiare le candele o possono durare? Il concessionario per il tagliando vuole una cifra per la quale mi tocca fare prima un leasing. Ho chiesto di avere ricambi italiani ed il prezzo è salito. Devo chiedere ricambi francesi, tanto quelli cinesi sono cinesi .. ?
    Dimenticavo. Dimmi, la prossima volta che vedo una macchina francese al lato della strada, posso fare il tuo nome per il soccorso stradale rapido ?
    Solo i tuoi detrattori possono dire che sei volato in Giappone per trattare ad alto livello politico la vicenda della fusione FCA Renault-Nissan, alla faccia del liberismo di convenienza.
    … ma nella macchina presidenziale il gilet giallo lo hai? Attento, in Italia ti fanno la multa se non lo porti.
    Quasi quasi, la macchina da tagliandare la porto da te, che tanto solerte ti sei dimostrato. Fammi sapere, prima che mi finiscano le ferie. Devo venire all’officina meccanica Eliseo?
    Grazie, caro Presidente, sei un asso, molto meglio dell’Asse Parigi-Berlino, o di un semiasse.
    Go Macron !

  • ACME NEWS
    Chiusa l’ultima fabbrica.
    Una folla inferocita di liberisti d’assalto partita dalla Bankstiglia, composta dai posi-europeisti edonisti, dai dollareros di Sor Ros e da un pugno di aggueritissimi ex Libertatores esuli a Parigi, ha implacabilmente supeculato in Borsa sul titolo dell’ultima fabbrica rimasta a produrre ruote meccaniche dentate.
    Gli interi primo e secondo turno lavorativo, senza colpo sparare, sono stati fatti prigionieri e tassati con aliquote non consentitite dalla Convenzione di Ginevra. Il vessillo della RSU è caduto nelle mani dei dollareros, i quali lo hanno mostrato come trofeo di guerra, durante una conferenza stampa, oranizzata sul luogo dello scontro.
    I lavoratori catturati sono stati fatti salire su dei camion e avviati al campo di rieducazione finaziario politico, Fantozzi 3.
    I quadri intermedi sono stati pesantemente interrogati dalla sicurezza segreta liberista, alla ricerca dei sindacalisti sfuggiti alla cattura e dei quali non vi è traccia.
    Sulla vicenda è intervenuto il Commissariato della Croce Rossa per il Sud Europa, il quale si è sincerato circa le condizioni umane di trattamento dei prigionieri, mediante una visita alla Sala Borsa del Fantozzi 3.

  • Tutto giusto. Con l’eccezioncina che la ex- ex- ex- sinistra ex-rossa, oggi rosa fucsia, ha capito tutto di liberismo e neofascismo, e utilizza il mito del secondo per tenersi stretto il gregge residuo mentre si vende sistematicamente al primo, di cui è ormai divenuta il comitato di amministrazione permanente e privilegiato.

    Ehhh, ma quando dai 5 stelle si ricomincia a transitare in direzione PD e satellitame annesso, certe cose non si possono dire a voce troppo alta…

  • Lasciando da parte l’irrisolvibile polemica sulla UE (io sono convinto che siano infinitamente più liberisti gli Stati Nazionali dell’UE, perché l’Europa ha in potenza gli strumenti per intraprendere una politica antiliberista, gli Stati Nazionali no, e quindi si apprestano a leccare qualsiasi briciola: Irlanda e Paesi Bassi in testa), penso che ci sia un tratto che accomuni i vecchi fascismi e le nuove destre: lo scollegamento fra il pensiero della Sinistra e il sentimento popolare. Così come il pacifismo dovette risultare odioso ai reduci della I Guerra Mondiale, che in cambio del sacrificio delle trincee avrebbero voluto riconoscimenti tangibili e anche simbolici, e non insulti e prediche moralistiche, così oggi non ha retto la battaglia in difesa dei migranti in base ad astratti “diritti umani” che a quanto pare non si applicano a chi deve vivere con 400 euro di pensione. La sinistra si è vergognata di dire che i migranti sono una risorsa indispensabile per tenere in piedi una società di vecchi (che volgarità! che cinismo!). Lo avesse fatto con brutale franchezza, anche i problemi del costo dell’integrazione, dei diritti e la stessa questione della cittadinanza si sarebbero posti in modo ben diverso.

  • ACME NEWS
    Breaking news
    Nella notte il 99° Reparto dei Bankster Aviotrasportati ha dato l’assalto finale alle ultime sacche di resistenza degli operai del turno di notte, intenti alla produzione di beni durevoli di una linea di montaggio, di cui non è stata resa nota la località.
    Le maestranze sono state radunate sul piazzale della fabbrica e, dopo un sommario processo collettivo, sono stati espropriati delle loro case, fustigati e inviati nelle piantagioni di banane del Presidente.
    Il portavoce del Presidente ha assicurato che l’asta telematica per l’aggiudicazione della mano d’opera è stata regolare e condotta secondo i più alti standard internazionali dell’ISO 9009.

  • ACME NEWS
    L’OMS, su segnalazione del Ministero della Salute, sta svolgendo, in collaborazione con le strutture del SSN, i primi accertamenti per arginare il dilagare di una ancora non perfettamente definita Sindrome da Lassite acuta trottante, propagatasi in un sito web di cui per motivi di riservatazza non è stata data indicazione.
    I sintomi più frequenti rilevati tra la popolazione interessata sono: astenia politica, letargia intellettuale, disinteresse sociale, perdita delle capacità critiche, diminuzione della prassia fine digitale, apatia storica, stipsi.
    Tranne l’ultimo sintomo, sulla cui cura i medici sono fiduciosi, le misure di profilassi pubbliche, messe in atto dalle autorità sanitarie, rischiano di essere insufficienti per arginare il contagio. Ad aggravare la situazione, potrebbero intervenire le alte temperature e il previsto esodo estivo.
    In serata, dopo il telegiornale di mezza sera, è atteso un messaggio a reti unificate del Presidente su questioni di scottante attualità politico-sanitaria.
    Il prossimo bollettino sanitario di aggiornamento sarà emanato su questo canale nel mese di luglio

  • Sono d’accordo con l’articolo, solo una precisazione.
    Il “manifesto antifascista di Croce” non esiste, è una falsificazione giornalistica. Esiste la “Lettera degli intellettuali non fascisti”, pubblicata allora dall’organo del PNF, con titolo a 9 colonne.
    C’è differenza tra “non fascista” e “antifascista”. E Croce, ricordiamolo, ha dato la fiducia al governo Mussolini fin dopo il delitto Matteotti. Perché il fascismo non “prese il potere”, ma ce lo misero le classi dominanti dell’epoca (monarchici, liberali, conservatori, ecc. ecc.).
    BTW, neanche il nazismo (o più correttamente, Hitler, perché la prima strage che fece Hitler – la notte dei lunghi coltelli – ebbe come obbiettivo proprio il movimento nazional-socialista) neanche lui “prese il potere”, ma fu “messo la potere” previo accordo coi “poteri forti”: Wermacht e Industriali. Accordo messo in piedi da Von Papen (già cancelliere destituito da poco) in cambio della promessa della nomina a vice cancelliere. Fascismo e Nazismo (intesi come regimi, non come movimenti) sono entrambe creature dell’establishment.

  • “non si riconoscono affatto nell’etichetta “fascista” ”
    Ah beh, questo chiude ogni discussione. Oste, anche se ha una fedina penale lunga così per avvelenamento di vino al metanolo, com’è il vino?

  • Splendido, inattaccabile, professore! Ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, due caratterische fondamentali o principi basilari del fascismo sensu stricto che a volte vengono sfuggite: “Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato…”. Ciò detto, sembra abbastanza chiaro, per alcuni persino troppo ario, che questo macchiettino di Salvini non è neanche degno di lustrare le scarpe del duce Benito, neppure quelle da ginnastica del suo balilla moschettiere in questo sito, il nostro saputo Lorenzo…

  • Questa non é la mia Europa. E’ l’Europa di Macron & Merkel, per fottere noi. E’ l’Europa che stritola le minoranze politiche.
    E questa sarebbe democrazia ???

  • Parigi. Lo sconcerto corre lungo la schiena degli storici. Scoperta, durante i lavori di derattizazione, una botola spazio-temporale nel pavimento della Saletta degli Specchi Ipocriti di Versailles. L’esplorazione e la mappatura degli stretti cuniculi è stata affidata alla Sovraintendenza delle Opere Rubate all’Estero del Louvre. Nel corso dei lavori sono stati riportati alla luce oggetti di inestimabile valore, come la macchina degli schiaffi, diversi moschetti fascisti per sparare a salve, l’elenco dei lustrascarpe di palazzo, rigorosamente italiani, le ricevute di pagamento a favore di un tal Benito Pelato e una cassetta contenente alla rinfusa buonisti, prodini, salviniani, immigrazionisti, legionoristi, nonchè un doppio carteggio classificato “segreto” con un ignoto Partenopeo e con un altrettanto sconosciuto Siculu.
    Sul posto si è prontamente recata la guardia presidenziale, la quale ha sequestrato tutto il materiale e avocato a se le indagini storiche, sotto la guida del Commissario Capo Benalla.

  • Se volete comprendere il fascismo leggete tutto Renzo De Felice e la Sinistra fascista di parlato (MULINO).
    Il fascismo oggi c’è ma non in Italia, nella Siria ba’asista di Assad (lo ha dichiarato il presidente siriano) e nella linea persiana di Ahmadinejad.

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