Elezioni a Milano: che si sta profilando?

Manca una manciata di mesi alle elezioni amministrative e ”grande è la confusione sotto il cielo”. Al momento l’unico candidato in pista è Passera che si presenta bene, ha idee brillanti, vaste e ramificate relazioni nella Milano che conta, ma che è il classico generale senza esercito, almeno per ora.

L’ho sentito in una cena di presentazione dove c’era un centinaio di persone del tipo che potete immaginare e mi ha fatto l’impressione di un manager intelligente e fantasioso ma assolutamente negato per la politica. Le voci dicono che abbia tentato un approccio con Cl (per il tramite del suo addetto stampa) ma che la cosa, per ora, non abbia dato risultati. Per ora ha il vantaggio di essere solo a correre e qualcosa gli frutterà, ma a meno di ribaltoni nel centro destra, direi che, se resta solo, farà fatica a fare il tre o quattro per cento. Il che significa che andrà a schiantarsi e la sua corsa come possibile inquilino di Palazzo Chigi finisce qui.

Centro destra: a quanto pare l’accordo (se si fa) sarebbe ristretto a Fi, Lega e FdI, il che già non è una base di partenza entusiasmante. Il guaio peggiore è la difficoltà di trovare un nome. Sembrava che l’accordo cadesse su Del Debbio gradito sia a Salvini che a Berlusconi, ma l’interessato semplicemente non prende in considerazione l’ipotesi: ha già un lavoro che gli piace molto di più e che gli rende il quadruplo di quello che riceverebbe come sindaco di Milano, non è un gran lavoratore e per quella carica ci vuole una resistenza al lavoro da guinness dei primati. Per cui direi che semplicemente non se ne parla più. Si era affacciata una candidatura Albertini ma i suoi giri di valzer con Monti hanno lasciato il segno: niente da fare. La Moratti? Pare che non ci stia. Né Salini né Berlusconi sono disposti a metterci la faccia. Insomma si fanno nomi di Carneadi sindaci di qualche paese della provincia: robetta a prezzi di saldi.

Al contrario pare che Area Popolare (Ncd+ Udc) stiano già cercando di accucciarsi ai piedi del Pd. A meno che… a meno che Berlusconi non rompa con Salvini, stanco delle sue bizze e non lanci un candidato-ponte verso i centristi (come Lupi, ma un colpo a sorpresa potrebbe essere Passera che potrebbe anche funzionare).

Pd: il cuore del caos. Di fatto, si sta profilando un braccio di ferro fra Renzi ed i milanesi, diviso fra loro, ma concordi per respingere l’invasione di campo del segretario nazionale che non sopporta nessuno dei locali. A livello locale ci sono Fiano (il favorito dai sondaggi) e Majorino, fra i quali cerca di sgomitare Caputo, mentre Renzi vorrebbe un nome altisonante fuori partito come Sala (che però rischia di avere problemi una volta finito l’Expo), Calabresi (direttore della Stampa) o il solito sogno di De Bortoli, però pare che nessuno sia interessato così come sono andati a vuoto i tentativi di convincere Pisapia a tornare indietro.

Intanto sono state fissate le primarie: 7 febbraio, il che è un suicidio. Cioè, sino all’epoca il Pd lascerà agli altri campo libero, preferendo dilaniarsi all’interno, poi, arrivati sfiniti alla scelta del candidato, non avranno un minuto per riposarsi e dovranno ributtarsi nella campagna elettorale. Nonostante il livello degli altri, se si impegnano, mi sa che riescono a pardere.

Cosa Rossa e dintorni landiniani: elettroencefalogramma piatto. È possibile che sperino nella vittoria di Majorino per tuffarsi, more solito, fra le braccia del Pd, altrimenti troveranno qualche candidatura last minute ed andranno da soli ed, ovviamente si schianteranno. Forse potrebbero avere un risultato dignitoso candidando Civati che è il più nuovo della compagnia ed ha una base milanese. Ma figuriamoci se ci stanno pensando,  con le rivalità personali che ci sono.

Da ultimo il M5s che non ha ancora scelto ma dal quale potrebbe venire qualcosa di inaspettato o, per lo meno, mi sembra di sentirne o brontolii dal sottosuolo.

Be, se il quadro è questo che si profila, a a meno di sorprese, c’è poco da stare allegri. Io una idea ce l’avrei: perché non chiediamo la cittadinanza di Ulan Bator che, poi, non deve essere tanto male?

Aldo Giannuli

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Comments (9)

  • Calabresi figlio di Luigi il commissario, sindaco di Milano? Ma il canagliume di sinistra dove lo mette?La sinistra intera non lo consentirebbe, scatterebbe come ai bei tempi andati un safari metropolitano, con relativa caccia al fascista. Milano vive sotto ricatto perenne del suo passato,è la città del pregiudicato per rapina mano armata e contrabbando l’anarchico Valpreda, che fu scarcerato dopo una mobilitazione di massa degli oltranzisti di sinistra, in seguito ad una legge varata dal parlamento a furor i popolo,nonostante l’anarchico candidato al parlamento per il “Manifesto” fosse risultato clamorosamente trombato. Fu Ignorato il riconoscimento del teste Cornelio Rolandi, la contro inchiesta della rivista “Controinformazione”, l’assoluzione non per estraneità alla strage,ma per insufficienza delle prove, nonostante la condanna delle spergiure zie care, egli rimane'”agnello sacrificale”. Un apripista dei “fontanologhi” dell’epoca dei massimi livelli, paragonabile alla non compianta Camilla Cederna, o all’ex antisemita Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa in un suo recente libro, ha scritto che la coppia Freda Ventura, non c’entrano nulla con la strage della BNA.Un silenzio assordante è sceso, come sempre sui libri di Pansa , troppi scheletri nell’armadio della sinistra milanese, per consentire che un Calabresi figlio di un martire innocente, possa divenire sindaco di Milano.

    • Un camerata che difende Calabresi (figlio)? Il principale di Gramellini???

      Ma allora lei è piddino sotto sotto! Certo che il PD renziano trova alleati insospettabili…

      Ps: il mio mongolo è un po’ arrugginito ma ci possiamo lavorare.

      • Gramellini chi? Io difendo la verità.Certo che il quotidiano torinese che nel passato ha visto un militante di Lotta Continua,, come direttore, può permettersi pure costui. Piuttosto mi aspettavo un commento sul libro di Pansa e la sua recente conclusione al riguardo della coppia Freda Ventura.Un “fontanologo” del calibro di Pansa,giunto alla clamorosa conclusione circa le responsabilità sulla strage della BNA non può passare sotto silenzio.A meno che non ci si renda complici, di quel clima psicologico terroristico, che imperava a Milano nei famigerati “anni di piombo”. Anni in cui vigeva l’obbligo di indagare solo a destra,all’insegna di “niente nemici a sinistra”. Oppure si faceva la fine di Calabresi con una pala nelle cervella. Basterà ricordare che gli anarchici “iconoclasti” del circolo di Valpreda e compagni, arrestati per l’attentato alla Fiera di Milano del 25 aprile 1969, furono scarcerati, grazie alla autorevole testimonianza a loro favore di Giangiacomo Feltrinelli, Un nome una garanzia.Un editore che godeva della protezione di qualche “toga rossa” milanese, che negò agli inquirenti di perquisire la sua abitazione, che distava poche decine di metri dalla seconda banca, ove venne ritrovata una seconda bomba inesplosa.
        Post Scriptum. Sicuro che sia il suo monologo ad essere arrugginito? Esistono in commercio degli ottimi agenti esterni per preservare il materiale ferroso.Sempre che non sia qualcosa altro ad essere arrugginito. Mi stia bene e si curi.

  • Aldo pensi che il prossimo sindaco sarà debole nelle sue funzioni e capacità? Mi sa che la partita la giocano NCD e PD, sempre che il PD o la LEGA non riescano a fare il botto, maggioranza assoluta. Penso che nel prossimo mese faranno il giochino Mattarella come deve essere il sindaco?-:

  • Discussione senza nessun interesse. Qualsiasi persona sia il prossimo sindaco di Milano, seguirà nel solco di tutti gli altri, Pisapia compreso intendiamoci, cioè si guarderà bene dal toccare gli interessi e gli equilibri dei veri poteri che controllano quella città dal dopoguerra ad oggi, in poche parole il capitale industriale e finanziario-immobiliare.

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    Mario UmbertoMorini

    Io sono curioso. Sono curioso di comprendere bene la griglia di partenza. In una città estranea a sé stessa come Milano sarà davvero interessante scoprire cosa sarà.
    Può capitare che la montagna NON partorisca un topolino?

  • Mi accontento di chiedere la cittadinanza a Reggio Calabria visto i bei chiari di luna che si profilano all’orizzonte per le prossime elezioni romane

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