Contro la “sinistra” elitaria.

Fra gli effetti positivi ed imprevisti del referendum sulla Brexit c’è un certo effetto di “cartina di tornasole” che ci rivela quel che pensa effettivamente una certa sinistra, che in Italia possiamo identificare nel  Pd e nei suoi alleati.

Ha iniziato un alleato come Monti (quello che Renzi, in un momento di baruffa, si lasciò andare e definì “illuminato”, ecco… appunto) che ha rimproverato Cameron del delitto di lesa maestà per aver dato la parola al popolo con il referendum, un vero “abuso di democrazia” (parole testuali dell’illuminato uomo politico e statista).

Poi ci si è aggiunto anche Giorgio Napolitano, altro illuminato progressista, che ha sentenziato che su argomenti così complessi non si può interpellare il popolo che evidentemente non ha gli strumenti per capire. In effetti la stessa cosa si può dire della Costituzione, del nucleare, del codice penale o civile, della responsabilità dei magistrati, e, in fondo anche divorzio, aborto o, diciamola tutta, anche decidere fra Repubblica e Monarchia non sono temi semplici alla portata del popolo bue.  Magari questo lo pensò, nel giugno 1946, Umberto II di Savoia e, si sa, il sangue non è acqua.

Poi è giunto il verbo dell’eccelso storico e politologo Roberto Saviano che, dall’alto dei suoi studi, ha decretato che quelli che hanno votato Brexit sono tutti fascisti e nazisti! E Saviano è una delle teste più lucide dell’intellettualità di sinistra, anche se dovrebbe perdere ancora un po’ di capelli per giungere alla lucidità integrale.

Poi la Melandri ha ritwittato con simpatia la massima di un tale: “Ma perché anziché negare il voto nei primi 18 anni non lo togliamo negli ultimi 18 di vita?”. Giusto, solo che c’è un problema: fissare il termine a quo calcolare i 18 ultimi, visto che la gente si ostina a morire a casaccio nelle età più disparate. Certo, si potrebbe fissare per legge il “fine vita” (e l’evoluzione ideologica del Pd va in questa direzione “giovanilistica”), però non credo converrebbe tanto all’on Giovanna Melandri che, insomma, proprio una ragazzina non è più ma solo una ex bella donna. Potremmo proseguire con gli esempi.

Sta venendo fuori tutta l’anima ferocemente classista, elitaria, antipopolare di questa sinistra dei salotti.

Io appartengo ad un’altra sinistra, che sa perfettamente di dover affrontare le sfide del mondo della globalizzazione, ma che non dimentica il Psi che organizzava le scuole di alfabetizzazione per insegnare agli operai a legge e scrivere per conquistare quel diritto di voto che questi oggi vorrebbero togliere; che non dimentica il “cafone” Peppino Di Vittorio, che un titolo di studio non lo prese mai ma che insegnò ai braccianti a non togliersi il cappello davanti ai “signori” e che a questi intellettuali di “sinistra” avrebbe potuto insegnare molte cose; che non dimentica le scuole delle repubbliche partigiane come quella organizzata nell’Ossola da Gisella Floreanini; non dimentica intellettuali dome Umberto Terracini, Antonio Gramsci, Concetto Marchesi, Vittorio Foa, che erano veri grandi intellettuali (non come questi cialtroni della gauche caviar) che non nutrivano nessuna spocchia intellettuale e la vita l’hanno spesa per emancipare culturalmente, economicamente e politicamente le classi popolari.

La mia sinistra non ignora i problemi dell’oggi, ma non si piega all’idea che la migliore sinistra è … la destra elitaria e classista.

Lo confesso, questa sinistra al chachemire, la sinistra delle terrazze romane , ebbene si, mi fa schifo non solo politicamente, ma più ancora moralmente ed umanamente, perché la “sinistra” neoliberista ed elitaria non esiste: è solo una ignobile truffa. Il Pd? E’ più spregevole della Lega e dell’Ukip, credetemi.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (82)

  • caro Giannuli, ti conosco e ti leggo da tempo, non concordo sempre con ciò che scrivi, ma in questo articolo mi riconosco pienamente, e ci tengo a dirlo.

    • essere in disaccordo su qualche punto , anche importante, è normalissimo e non deve far scandalo, l’importante è ritrovarsi nel riconoscimento del nemico di classe

  • Peccato non abbia citato Vendola, credo la massima espressione di questa categoria. Perché più e meglio degli altri ha saputo giocare con i valori della sinistra conservando sempre un recesso dorato ed esclusivo in cui ritirarsi. Non potrò dimenticare la terribile telefonata con Archina’ che, pur non condannandolo affatto ad alcuna correità, esprime icasticamente il senso di quella politica cinica a doppio scarto per cui la narrazione ad uso propaganda è una cosa, la realpolitik un’altra. Concetto che porta in grembo il disprezzo profondo per le classi popolari che non possono capire, non possono progredire e vanno pascolate come un gregge. Arrogandosi anche il diritto di decidere per loro il confine tra un presente lavorativo e un futuro di malattia e morte. Spero che almeno ora, nell’aulico mondo di affetti e agio in cui si è ritirato, possa ritrovare coincidenza tra pensiero e azione. Intanto si è portato via con sé un pezzo (forse l’ultimo) di credibilità della sinistra.

  • No no,
    ha ragione Monti quando dice che bisogna diffidare delle scelte che esprime il popolo bue.
    Proprio perchè è il popolo bue a sceglie questi politici che affermano, giustamente, che le scelte fatte dal popolo bue sono pericolose.

  • Ha ragione prof. Anche io moralmente: “preferisco un nemico sincero a gran parte degli “amici” che ho conosciuto”.
    Vale per la vita… e anche per la politica.

  • Questo post non fa una piega.
    Però bisogna anche dire che gli stessi Di Vittorio, Terracini, Picelli (quello della difesa di Parma) erano in minoranza tra la classe dirigente socialista dell’epoca. Il socialismo riformista e la socialdemocrazia non ci hanno mai capito nulla di come affrontare gli autoritarismi, di fatto favorendoli (anche la Germania pre nazista ne è un esempio).
    Non è che ci sia stata chissà quale mutazione genetica che ha portato da Di Vittorio a Napolitano, è che ora il classismo è dominante più che in altre epoche storiche.

    Ciò che dovrebbe preoccupare invece, è come il discorso di quella democrazia portato avanti da certo socialismo libertario (ora va di moda chiamarla democrazia diretta) sia ora in mano alla destra ed estrema destra. Di come la manipolazione di quei gruppi politici sia arrivata a far credere che sono loro a difendere gli interessi degli sfruttati, (attraverso il discorso mistificante del popolo) quando nella realtà rappresentano gli sfruttatori.

  • Caro Professore, sono molto d’accordo con Lei sui contenuti ma soprattutto apprezzo la sua schiettezza. D’altronde si tratta della stessa “sinistra” che ha innalzato agli altari della grande letteratura un libro abbastanza mediocre come Gomorra. Una “sinistra” pseudo intellettuale che dimostra di non avere grande spessore culturale.

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    Tenerone Dolcissimo

    Un articolo molto lucido e che mi rimanda agli anni del liceo, quando i comunisti in cachemire mi chiedevano come mai io, unico figlio di operai della classe e forse della scuola, fossi di destra.

      • Esatto! Il fatto che sta “gente” non ci rappresenta non significa che dobbiamo cedere il passo. La pazienza è una virtù rivoluzionaria, serve UNA sinistra di classe proprio perché l’elite che occupa abusivamente quello spazio politico si è spostata a destra.

        DI NUOVO OFF TOPIC:
        Prof ritiene ci siano analogie tra la banda del Brabante e la Uno bianca?
        Quanto il terrorismo è funzionale al potere nella logica di “destabilizzare e così stabilizzare il Paese”? Ho come l’impressione che l’elite auspichi la nascita di “folli” assassini (non ultimi i casi: Orlando e Jo Cox). Lei che ne pensa? Se ha scritto qualcosa in merito può postare il link?
        Grazie.

        • tutti pensammo a dun nesso fra Brabante e uno bianca al tempo dei fatto da qualche parte debvo avere una relazione della Commissione Stragi in proposito

          • A propositi della Uno Bianca. L’ex poliziotto ed ex magistrato di “mani pulite” Antonio Di Pietro, scrisse che dietro tale banda di poliziotti delinquenti vi era solo la…targa.Comunque non sempre vi è una matrice politica dietro la delinquenza comune.Naturalmente la solita sinistra al caviale occulta il passato partigiano di Pietro Cavallero, di Pietro Pacciani.ed altri,Fa tendenza ed è politicamente corretta la versione da dare in pasto ai beoti di turno, quella alla moda.Sulla strategia della tensione ha scritto un libro interessante Massimiliano Griner. dal titolo eloquente “Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione”.

    • Eppure quella sinistra in cachemire non è andata lontano dal trascinare il Paese in una spietata guerra civile che avrebbe restituito a tutti la dignità del dolore e della disperazione. Su questo occorre riflettere.

  • Professore buongiorno!
    Da kash-mir (cachemire) a kash-mar (cauchemar) il passo è stato breve. E nell’incubo ci sono piombati fino al collo. Ben gli sta. Del resto, quello che scrivi non solo è giusto, ma dovrebbe essere parte costitutiva di quella nebulosa chiamata “sinistra”. Qui storicamente perse la battaglia politica con una burocrazia sempre più sclerotizzata sui suoi scranni e fu ridotta a minoranza. Altrove, fu ridotta invece a strategia o, peggio ancora, a tattica, vedasi Cina, dove le campagne per rettificare lo stile del partito (dangfeng), lo stile di studio (xuefeng) e lo stile di cultura (wenfeng) furono usate per indurre un po’ di terrore fra quadri intermedi e locali e, soprattutto, far fuori un po’ di pezzi grossi che si opponevano al Grande Timoniere. Anche oggi, per inciso, le moderne misure “vintage” introdotte da Xi “contro la corruzione” e “per uno stile dei quadri corretto” sono dirette al “feng”, letteralmente “vento”, in senso lato “stile”, quindi “stile di lavoro, di studio, ecc.”. E il vento, come tutti sanno, da Est a Ovest, cambia molto in fretta.
    Nel mezzo, comunque, c’è chi ci crede e ne fa metodo, modo di vivere e di vedere il mondo. Come Thomas Sankara, un altro esempio che aggiungerei volentieri al tuo già ricco Pantheon, presidente del Burkina Faso che andava in giro in Renault, senza che glielo imponesse nessuna, temporanea “come il vento”, direttiva del partito.
    Un caro saluto.
    Paolo Selmi

  • Professor Giannuli, resisto a fatica alla tentazione di fare un commento ironico (ero sul punto di scrivere cose del tipo “Finalmente il Prof. si è svegliato”, ovviamente con intenti scherzosi e non offensivi), perchè il tema che Lei ha sollevato è più serio di quanto immagina. Mi attengo alla regola di essere sintetico, per cui espongo brevemente il mio pensiero: la sinistra che Lei ha esemplificato nel suo articolo, descrivendola come quella autentica, ovvero quella del primo PSI, dei Di Vittorio, dei Gramsci, ha cominciato a morire non nei giorni della Brexit, bensì negli anni sessanta, quando le correnti americane della New Left hanno apportato uno stravolgimento in quella che era stata la cultura di sinistra fino a quel momento, immettendole il liberalismo dei costumi e portandola ad allontanasi, in maniera lenta ma irreversibile, dagli assunti marxisti in materia di economia e sociologia. Un processo di stravolgimento che ha avuto il suo culmine con il Maggio parigino, evento che solo chi ne ha una conoscenza superficiale può ritenere spontaneo, essendo, in realtà, opera di agenti dell’OAS infiltrati a Nanterre e alla Sorbona per creare il caos ed uccidere politicamente De Gaulle. Non creda che stia andando fuori tema, Professore, in realtà questo è il nocciolo della questione, che non approfondisco solo per limiti di spazio. Ci sarebbe, poi, da fare un ulteriore discorso su quali siano le definizioni più corrette da dare della sinistra, su quali siano le differenze tra socialismo e liberalismo sociale, sull’alleanza che si è creata nei succitati anni sessanta tra la destra del capitale e la sinistra dei costumi, ma questo è un discorso che lascio fare a Lei, con la convinzione che saprà scriverci su un articolo di quelli che solo Lei sa scrivere, come quello, davvero ottimo, di oggi. Buona giornata.

  • Salve prof, cosa ne pensa della breve i tervista a girare d estaing sul corriere Riardo il ritorno all’Europa dei fondatori e alla condivisione di fiscalità e debito pubblico ?

  • Prof dopo aver letto questo art, mi auguro che lei sia riuscito a vedere il nuovo lavoro di guizzanti , dove e Mario, per farsi anche due risate su quest’argomento 🙂

  • Un’altra perla delle sue.
    Con tutto il rispetto che ho per l’intelligenza, ovunque sia schierata, mi rammarico di dover ascrivere alla sinistra elitaria pure Luca Sofri. Pur leggendolo volentieri, sulla brexit sta scrivendo cose odiose…

  • Marxisti, Leninisti, Stalinisti, Trotskisti, Gramsciani, Bakunisti, ecc., ecc, e per finire ci aggiungerei anche Cani Sciolti.
    Mi spiace ma non riesco proprio più a condividere le istanze ideali dei “veri socialisti”.
    La storia, passata e presente, dovrebbe averci insegnato che ciò che riesce meglio alla Sinistra, sotto qualsiasi cielo, è il frantumarsi in una miriade di posizioni elitarie, che si distinguono per il modo in cui spaccano il capello in quattro e per la convinzione in ciascuno di loro di essere l’unico portatore dello “autentico pensiero socialista”.
    Al dunque, sempre si nota l’aperto disprezzo nei confronti degli altri, più ancora che nei confronti degli avversari e persino dei cosiddetti “qualunquisti”.
    Personalmente, ne ho avuto abbastanza: non ne voglio più sapere di idee e ideologie, di destra o di sinistra che siano, buone solo come copertura per fancazzisti e carrieristi sulla pelle degli altri.

  • La sinistra dopo il ’68 è passata dal marxismo alla Scuola di Francoforte, da Marx ad Adorno, dalla lotta per il miglioramento della condizione degli operai a quella per i diritti civili.
    Forse perchè con il ’68 i figli dei borghesi sono entrati in massa nei partiti di sinistra portando le loro esigenze e i loro bisogni oppure perchè la classe operaia si è ridotta numericamente.
    Comunque il campo dei diritti civili piace anche alla grande finanza, che mira ad una società di consumatori compulsivi, che gode di piena libertà civile e sessuale, ma lascia ad una ristretta elite di “illuminati”, scelti per cooptazione e non per elezione, la gestione della politica e dell’economia.
    Non dimentichiamo, poi, che la sinistra italiana, appiattita fino all’ultimo sul marxismo e non sul socialismo riformista di stampo nordeuropeo, aveva bisogno di trovare una legittimazione che le permettesse di sopravvivere nel nuovo sistema neoliberista; legittimazione che poteva venire solo dalle multinazionali, dai centri finanziari e dai politici a loro collegati.
    Da ultimo non bisogna trascurare il ruolo sempre più importante dei media nella lotta politica; dal momento che tv e giornali sono direttamente o indirettamente controllati dalle mega banche di Wall Street e della City, i politici di sinistra, se volevano avere uno spazio mediatico a disposizione, dovevano piegarsi al nuovo pensiero unico ultraliberista, come dimostrano i casi Blair e Clinton.
    Studi recenti hanno dimostrato come, negli Stati in cui la finanza ha soppiantato l’economia reale, la lotta politica si riduce spesso a partiti, ufficialmente di destra o di sinistra, ma in realtà intercambiabili, con l’eliminazione dell’estrema destra o sinistra, tranne nei casi in cui questi possano essere utili per avvicinare l’elettorato moderato ai partiti maggiori.

    • Sei di sinistra e ti piace il “socialismo riformista di stampo nordeuropeo”? In tal caso dovresti essere contento perché quel “socialismo” è il traguardo proposto da D’Alema al suo Pds: è un socialismo imperialista, liberale e guerrafondaio, che oggi piazza un suo esponente (Stoltenberg) al vertce della Nato per guidare la seconda crociata contro la Russia…e il Pd (tutto il Pd) lo applaude. Un tempo li chiamavamo socialfascisti, qualifica forse esagerata e inopportuna, ma alla luce dei fatti di oggi, mica tanto!

  • Condivido ogni singola parola di questo post. Ma ormai è chiaro a molti che la cartina di tornasole per capire qual’è la reale posizione circa le classi popolari, a cui io appartengo, è una cosa molto pratica: la posizione verso l’euro. La sua qual è? Grazie

      • ottima risposta professore, non è caduto nella trappola di chi vede l’euro come l’alfa e l’omega dei nostri guai escludendo ogni analisi di tipo sistemico. L’euro è l’effetto non la causa caro Alberto. Mi saluti Bagnai e i suoi amici leghisti Alberto

  • Mi ricordo quando Berlusconi fu costretto dall’europa a dimettersi ed io (di sinistra) dissi a mia madre (di destra) ” bene, ora dobbiamo sbarazzarci del PD ed avremo finito!”
    Ragazzi questi sono veramente INVOTABILI ! Essere di sinistra e votare PD significa votare per il proprio avversario; a sto punto voto la Meloni, almeno lei che è d destra te lo dice in faccia! Hehehhehe

  • Più reazioni sul Brexit: “È stato il trionfo delle emozioni negative”. Felipe González, condottiero di Carlos Slim e “socialista europeista”.

  • Per la sinistra intellettuale italiana è sempre valido il lucido giudizio di Gramsci: “in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, cioè dalla nazione e sono invece legati a una tradizione di casta, che non è mai stata rotta da un forte movimento popolare o nazionale dal basso: la tradizione è libresca e astratta e l’intellettuale tipico moderno si sente più legato ad Annibal Caro o a Ippolito Pindemonte che a un contadino pugliese o siciliano”.
    Caro Antonieddu quanto servirebbe oggi una testa come la tua.

  • Io invece ricordo una “sinistra” , quella di Paolo Cinanni, che già dai dempi di Benito cominciava ad assaporare il beneficio del tradimento e che poi si fece 5 legislature …
    Ma forse il Prof. è troppo giovane….

  • L’ allusione che fa su Napolitano e Umberto II ha fondamenti? Lo chiedo perchè la figura (per quello che mi riguarda detestabile) di Napolitano mi interessa. Se ha scritto qualcosa a proposito della sua storia e sue radici, potrebbe postare il link?

  • Questa posizione, Giannuli, le fa onore. Spero che costituisca un definitivo superamento dell’appoggio verso la sinistra istituzionale (e le sue giunte) qualche volta trapelato sul forum.

    Mi auguro anche che l’unica sinistra non istituzionale esistente, quella M5S, non tradisca le sue aspettative. Su questo punto le speranze sono fiebili. La sinistra è ormai totalmente integrata al sistema, si vedano i contorcimenti in chiave moderata di Podemos o l’impegno del Labour per il Remain.

  • bel commento. d’accordissimo. soprattutto il passaggio relativo all’educazione.

    nei giorni scorsi ero in UK – ho letto di tutto, a proposito della Brexit.
    non ci si può lamentare se il 52% dei votanti esprime un voto “poco consapevole” (nella definizione più gentile) o “becero e con la bava alla bocca” (altro commento, meno gentile), se insomma ci son masse povere e ignoranti.
    compito di una democrazia dovrebbe essere far sì che le “masse povere e ignoranti” escano da questa situazione.
    scuola (pubblica), educazione civica, informazione corretta – ma su queste cose chi sta investendo? temo nessuno.

  • Credo che una buona parte del problema della lotta si classe oggi stia nel fatto che non solo non si riesca più ad identificare il nemico, ma anche l’amico. Ho sentito proletari dar contro alla scelta di brexit e inneggiare all’europa unita e viceversa. C’è un caos di informazioni divergenti, idee contrapposte che convivono in uno stesso schieramento politico. Oggi un imprenditore può essere più a sinistra di un suo operaio. Per non parlare di quella vastissima zona grigia di giovani trentenni che non hanno nessuna ideologia di riferimento e navigano a vista su un mare di temi scollegati tra loro e privi di qualunque principio o valore che possa anche solo lontanamente dirsi di sinistra. Il nemico vero sembra essere irreale, collocato in un universo ciberfinanziario  che noi poveracci nemmeno possiamo pensare di avvicinare. Per non parlare della massa anonima di inmigrati: chi sono, cosa pensano e cosa vogliono lo sa solo Dio. Consiglierei Cosmopolis di de lillo come libro estivo.

  • Non mi sembra che la posizione di Roberto Saviano sia stata riportata correttamente. Forse sarebbe stato meglio non affidarsi ad una fonte di seconda mano.

  • Caro Professore,

    mi perdoni la domanda che esula dal suo post…che ne pensa della questione “DeScalzi – ENI – giglio magico ecc?”

    La manina dei servizi mi sembra piu’ che palese…ma a che scopo questa operazione? Da parte di chi?

    Forse davvero solo lei puo’ dire qualcosa di sensato in merito.

    La ringrazio molto

    Edoardo

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        Tenerone Dolcissimo

        Mi associo a Edoardo. E’ su bufale come queste (solo in Italia c’e’ la corruzione) è stata costruita la guerra economica all’Italia, il filo rosso che porta da Matteotti a Regeni passando per mussolini e mattei e pasolini e gardini e ippolito

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    Tiziana Gervasinni

    Finalmente un bagno di sana capacità di osservazione e analisi, un pensiero oggettivo e realistico; è un autentico refrigerio per l’anima. Di questi tempi,poi…

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    Tenerone Dolcissimo

    Caro Giannuli, da osservatore esterno la domanda sorge spontanea: Non pensi che forse quella sinistra elitaria è la VERA SINISTRA e tu sei un abusivo?

    • be gli esempi storici che ho indicato (altobelli, Di Vittorio, Terracini, Foa…) dimostra che gli abusivi sono gli altri

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    Tenerone Dolcissimo

    Non mi sembra che questi intellettuali -di cui io rispetto in particolare Marchesi per la sua difesa della serietà degli studi- abbiano mai contato molto.
    Le redini del partito e di ogni movimento comunista sono sempre state in altre mani

  • Si, questa pseudo sinistra mi fa schifo, ma la lista Prof. è molta più lunga,nella lista metterei anche TUTTI quelli che si sono vantati per il sostegno al governo Monti e oggi parlano delle periferie e dei bisogni delle persone,(sono ancora li dentro al PD) tutti quelli che prima di decidere devono fare il punto,l’analisi,una riflessione approfondita,un direttivo,un attivo,un congresso per poi decidere un bel niente.
    Ma forse il punto non è questo, basta non votarli ( anche se si spostano in continuazione ) Prof. mi sa indicare una sinistra attuale su cui “contare”? citare quelli del passato a cosa serve?

  • Caro Giannuli, potrei anche condividere la tua analisi, ma sei partito da un errore di fondo: tu consideri sinistra il PD. e questa tua errata valutazione inficia tutto il commento. Per quanto riguarda Giovanna Melandri, è solo una copiona, perché già Beppe Grillo diversi anni fa aveva proposto di impedire di votare agli ultra sessantenni (lui ne aveva già più di 60 ma non ha mai rivendicato di essersi astenuto, anzi).

    • veramenteio non penso che il Pd sia di sinistra ma che ne occupi lo spazio abusivamente e chesi peresenti come sinistra, quel che è insipportabile

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    Giuseppe Parascandolo

    Sono stato militante di Lotta Continua. In buona sostanza, un cugino di Avanguardia Operaia. Le osservazioni che fai, permettimi il tu, altrimenti con il lei, si ricade nello snobismo elitario, le faccio da una vita. Figurati che, nel 1999, Massimo D’Alema, allora Presidente del Consiglio, venne a chiudere la campagna elettorale delle elezioni Europee qui a Salerno e, quando si permise di dire: la mia guerra, parlando della “guerra umanitaria” nel kosovo, gli strillai, almeno un quindicina di volte, interrompendo il suo cominzio, ad intervallli regolari, col classico slogan che nel ’68, quel movimento, faceva agli Statunitensi…D’Alemaaaaa….GO HOME!!! Ho detto tutto…. avrebbe apostrofato,il grande Peppino De Filipppo. Per inciso, ho studiato Economia Politica all’Universita’ di Salerno.

  • Salve, e’ la prima volta che partecipo ad una discussione come questa. Mi scuserete se ” non mi sento sesta tra cotanto ingegno”, ma da tempo mi frullano tante domande in testa.
    Sono,affascinata è interessata dai vostri argomenti, ma alla fine mi viene sempre in mente che si tratta di sovrastutturazioni dell’omo sapiens sapiens a fronte di un darwinismo sociale e non. Per questo sono molto scettica rispetto alla speranza o meglio alle opportunità’ che sia giustizia al mondo. Rita Levi Montelcini sosteneva che la presenza della amigdala nell’uomo faceva sì che la aggressività’ rimaneva ancora parte integrante della natura dell’uomo e che non consentiva una diversa evoluzione.
    Quello che mi colpisce, a me profana di tanti discorsi e non lo dico in senso spregiativo, e’ il fatto che chi sa non mette in fila i fatti e i soggetti con nome e cognome per far capire alla gente comune come me che cosa veramente accade. Ad esempio chi ha sostenuto l’ascesa di Renzi? Fare nomi e cognomi, raccontare gli eventi, non quelli raccontati dai media. Quali, nomi e cognomi, sono gli speculatori, cosa fanno? Concretamente? Come nasce la manipolazione delle masse, chi lo fa? Nomi e cognomi? Con quali azioni concrete?
    Ci si rende, peraltro, conto che ciò che ti viene “raccontato” è verosimile e non reale e forse per questa colossale e complessa presa in giro la gente non crede più a nulla, ma nello stesso tempo rimane prigioniera dentro questa rete così difficile da districare.
    Penso , inoltre, come diceva Mario Monicelli, che la speranza è una cosa infame ed ora viene sbandierata più che mai. Un altro oppio per i popoli.

    • mi fa piacere il suo intervento e la invito a tornare di nuovo. Noi umilmente cerchiamo di mettere insieme alcuni fatti per provare a capire quel che accade. Sull’ascesa di Renzi un poò di cose le ho dette in articfoli sparsi da un annetto in qua

  • Grazie per lo spazio concesso.
    Attualmente ho la sensazione che non ci sia più un posto dove poter ” urlare”, tutta l’amarezza e lo sconforto , perché nessuno ti ascolta. Tenga presente che mi sono sempre impegnata socialmente, ho lavorato sodo; non sono una che si lamenta e basta.
    Cercherò i suoi,articoli,su Renzi.
    Grazie

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