Caso Bankitalia: il regalo alle banche è il meno

Il decreto relativo a Bankitalia è passato nella disinformazione generale. Cerchiamo prima di tutto di capire cosa prevede, partendo da un brevissimo excursus storico (ci scusi il lettore già informato, che può saltare a piè pari queste righe). La Banca d’Italia è una banca di diritto pubblico che, per tutto il periodo repubblicano, ha avuto un consiglio di amministrazione espressione delle banche del paese, ma questo aveva molti contrappesi: il consiglio aveva (ed ha ancora) poteri molto limitati, Bankitalia aveva un rapporto di dipendenza dal Ministero del Tesoro, le quote non erano commerciabili e le tre principali banche (Credit, Bancoroma e Comit) erano di proprietà dell’Iri. Di fatto, il potere reale dell’Istituto si concentrava nelle mani del Governatore nominato a vita dal Capo dello Stato (sino alla riforma del 2005, che ha definito la durata temporale dell’incarico) ed assistito dall’apparato tecnocratico della banca, mentre al consiglio di amministrazione, sia prima che dopo la riforma del 2005, restavano poteri abbastanza marginali.

A partire dal 1981 le cose sono iniziate a cambiare, mentre si facevano velocemente strada gli indirizzi monetaristi della scuola di Chicago, l’allora Ministro del Tesoro Andreatta, con un colpo di mano, avviò il “divorzio” fra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia che acquisiva una sua marcata autonomia definitivamente sancita nel 1992 quando il ministro Guido Carli stabilì che la decisione sul tasso di sconto diventava competenza esclusiva del Governatore.

Negli anni novanta, le tre banche Iri vennero privatizzate.  E questo iniziò a produrre una serie di effetti a catena.

La Banca d’Italia ha funzione di vigilanza sulla correttezza delle banche, per cui dovrebbe indagare sui comportamenti di suoi azionisti, il che era una contraddizione della normativa precedente, ma essa era meno stridente sinché le banche sono state pubbliche (e, come tali, assoggettate, almeno in teoria, ai controlli del Tesoro).

Il mutamento maggiore fu prodotto dal processo di concentrazione bancaria degli anni novanta e primi duemila, per cui, mentre prima l’azionariato era molto più frammentato, la fusione di molti istituti portò Intesa San Paolo a possedere il 30,3% ed Unicredit il 22,1% cui si aggiungono le Assicurazioni Generali con il 6,3%. Quindi, tre soggetti totalizzano il 58,7%, il che, per quanto limitati siano restati i poteri del consiglio di amministrazione, è cosa ben diversa dal passato.

Questo per quanto riguarda il passato. Veniamo al riassetto appena deciso:

a- viene autorizzato l’aumento di capitale della banca (rimasto a quota 300.000 milioni di lire, fissata con la legge del 1936 e poi trasformata in 156.000 euro) sino a a
7,5 miliardi di euro, utilizzando le riserve statutarie;

b- viene deliberata la riorganizzazione del pacchetto azionario, per cui nessuno potrà superare il tetto del 3%; le quote eccedenti saranno acquisite dalla stessa Banca d’Italia che le deterrebbe per un massimo di tre anni per poi ricollocarle sul mercato;

c- i sottoscrittori delle quote messe sul mercato potranno essere banche ed imprese assicurative con sede nella Ue, fondazioni bancarie, enti ed istituti di previdenza e assicurazione con sede in Italia e fondi pensione;

d- il Consiglio superiore della Banca d’Italia «valuterà la professionalità e la onorabilità dei soggetti entranti e delle relative compagini, con un diritto di veto».

L’italianità è salvaguardata dall’obbligo per i soci di mantenere per i soci la sede legale in Italia e nel caso questa condizione venga meno occorrerà vendere la propria quota di partecipazione.

Chi ci guadagna?

In primo luogo, le banche che ci ricavano una sostanziosa rivalutazione del proprio asset, il che, in vista degli adeguamenti richiesti da Basilea III non è affatto una cosa di scarso peso, ma per la quale la Bundesbank ha ripetutamente arricciato il naso (“S24” 6 dicembre 2013 p. 10) ed anche la Bce non si mostrata del tutto persuasa. Staremo a vedere gli sviluppi.

In effetti, la valutazione di Bankitalia a 156.000 Euro potrebbe apparire assolutamente sottostimata (c’è stato chi si spingeva a dire che il suo valore reale si aggirerebbe di 25 miliardi) ma questo, sin qui, non ha avuto alcuna importanza, perché le azioni non sono state commerciabili  e la fissazione del valore era puramente discrezionale. Per di più, la remunerazione delle azioni era limitata solo ai dividenti di alcune attività dell’istituto –che non comprendevano il signoraggio- per cui si trattava di pochi spiccioli.

Ora, con la rivalutazione, stanti le norme vigenti, la remunerazione annua per le banche sale alla rispettabile cifra di 400 milioni di euro, che non è una cifra da capogiro, ma sono pur sempre soldi. Non tanti, però, da rendere particolarmente appetibile questo investimento finanziario, stanti anche i limiti persistenti ai poteri degli azionisti. E, infatti, il punto più delicato riguarda la ristrutturazione del pacchetto azionario. Stanti così le cose, Unicredit, Intesa e Generali devono mettere sul tavolo circa il 49% delle azioni possedute, vale a dire quasi la maggioranza assoluta. Sin qui le azioni non erano commerciabili, ma con il decreto lo diventano, il che pone, prima di tutto il problema di quel che faranno i tre gruppi principali: a chi le cederanno?

La soluzione prevista dal decreto è che le incameri, per ora, la stessa Bankitalia, che entro tre anni le ricollocherà. Però non è affatto chiaro se la cedibilità delle azioni possedute debba necessariamente passare per la banca o l’offerta possa rivolgersi direttamente al mercato. E non è un particolare da poco, perché questo avrà un riflesso tanto sul prezzo di compravendita quanto sugli assetti futuri della Banca.

Sul piano del prezzo, nel caso di acquisto da parte della Banca, non c’è dubbio che il pacchetto dovrebbe essere acquistato a prezzo pieno, per cui si tratterebbe di un più che cospicuo regalo a Unicredit, Comit e Generali. Poi, bisogna vedere quando Bankitalia dovesse ricollocare sul mercato le azioni a che prezzo questo avverrà. E c’è un precedente non incoraggiante, quello della Northern Rock, nazionalizzata dal governo inglese nell’autunno del 2008 e poi rivenduta, nel novembre di tre anni dopo (gli accordi internazionali non consentivano di protrarre ulteriormente il “parcheggio” presso il Ministero del Tesoro di Sua Maestà) ma con una perdita di circa 400 milioni di sterline-.

Agli eventuali investitori interessati, non resterà che aspettare la scadenza, quando Bankitalia dovrà cedere comunque le azioni, per comperare al prezzo più vantaggioso. Ed in questo gioco c’è solo da sbizzarirsi a pensare a chi vi si potrà inserire, al coperto di opportune architetture finanziarie: uno degli attuali possessori eccedentari, banche straniere collegate, fondi sovrani o forse il soggetto più liquido di tutti in questa fase: la borghesia mafiosa. Certo, il Consiglio superiore di palazzo Koch può sempre esercitare il suo diritto di veto, ma non è detto che abbia sentore dell’eventuale operazione nel tempo necessario. Ed, ovviamente, se qualcuno ha interesse alla cosa, il progetto sarà stato studiato opportunamente da tempo e resterà solo da metterlo in atto.

Ma, e siamo all’ultimo e più penoso capitolo della vicenda, non è scritto da nessuna parte (anche perché la Costituzione non parla affatto della Banca centrale e non pone limiti di sorta) che gli attuali limiti sull’ “italianità”, limiti ai poteri degli azionisti, l’uso della riserva aurea ecc. non possano essere superati da una nuova normativa. Anzi, è abbastanza logico attendersi qualche altro appassionante sviluppo della storia. E questo ci porta alla questione molto delicata della riserva aurea: quella italiana è la quarta del Mondo, dopo Usa, Germania e Fmi ed ammonta a 2.400 tonnellate. Questione della quale si parla poco e si sa pochissimo (la riserva c’è ancora? Depositata dove? Data in garanzia ed in che percentuale?), ogni tanto qualcuno come Alberto Quadrio Curzio (“S24” 5 settembre 2013) fa proposte sul come investirla, ma il discorso cade nel vuoto. E dire che siamo in un momento in cui, a causa dell’iper offerta di liquidità di questi anni, l’oro è oggetto di forti ondate speculative che lo fanno ballare dal massimo di 1.920 dollari l’oncia a 1.325 in poco più di due anni. Ed a soffrirne sono soprattutto le banche centrali (“Affari e Finanza” “Repubblica” 11 novembre 2013 p.53), ma bisogna considerare che, nello stesso tempo, per effetto del Tapering della Fed, è previsto un sensibile recupero nel prossimo biennio.

Dunque, non sarebbe male se il Ministro Saccomanni (tanto apprezzato dal Presidente Napolitano) riferisse in Parlamento sulla situazione della riserva aurea e su come si intenda garantirne il possesso dello Stato Italiano.

Anche perché, qui il problema più importante è un altro: per caso non è che si stiano ponendo le premesse per impedire il ritorno alla sovranità monetaria nazionale anche in caso di collasso dell’Eurozona? Qualcuno sta lavorando per il Re di Prussia?

Cari amici del Pd, mi sento di dirvelo di cuore: siete dei veri delinquenti. Peggiori di Berlusconi.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (60)

  • Professore grazie per l’esaustiva e chiarissima spiegazione.
    Peccato non l’abbia inviata qualche giorno fa’ ai deputati SEL ed in particolare alla Boldrini.
    O magari sono solo naive e i cari compagni sapevano esattamente cosa stava accadendo. L’improvvisa apparizione di una norma salva SEL nei prossimi giorni nella discussione della legge elettorale chiarira’ i dubbi

  • Caro Aldo,
    Grazie per essere, finalmente , intervenuto con chiarezza ( il messaggio finale è sinteticamente esplicito).
    Ora bisogna agire. esistono ancora spazi di manovra per vanificare l ‘operazione e la consapevolezza ora raggiunta dalle persone “di buona volonta’ ” mi pare sia enormemente superiore a quella di solo un mese fa ( e grazie a due portavoce 5stelle: molinari e barbanti, da cosenza – riconosciamo i meriti ai terrun). Di co persone di buona volontà , perchè nella vicenda partiti e movimenti non sono uniformemente convinti, se non differentemente collusi con “lo straniero”.
    basta pensare che alla camera è intervenuto per conto dell’ex “partito della classe operaia” matteo colannino . ma anche nel fronte Forza Italia sono intervenuti a mantenere il numero legale una 30na di deputati.
    E nel 5stelle? Grillo e Casaleggio NIENTE!

  • gentile dottor giannuli,
    l’articolo non mi è chiaro.
    sicuramente per un mio deficit culturale in fatto di finanza e di credito; ma non capisco una cosa:
    perchè al pd sarebbero delinquenti?
    non mi turba l’eventuale delinquenza piddina
    (per quella politica non ci sono più dubbi….), mi piacerebbe però capirlo per bene e non fidandomi solo di un accusa che a me, al momento, mi appare ancora assai generica.

    cordiali saluti

    alberto

  • professore, il problema è proprio questo:il re di Prussia. Il grande impero della dittatura finanziaria requisisce l’oro che abbiamo in cassaforte in quanto i quattrini li rivuole indietro. Un tempo c’era Mussolini che chiedeva oro per la patria, oggi la kaiser che sta lavorando per affermare la sua potenza

  • ringrazio per la chiarezza, nonostante l’argomento possa apparire un po’ ostico se non si è dentro la materia. Ma quello che più mi da fastidio è che sento (tv, giornali, radio) giornalisti e quelli che io chiamo nongiornlisti che raccontano la loro versione sulla questione creando solo confusione e disinformazione, sembra quasi venga fatto apposta.

  • Sig. Giannuli, le vorrei chiedere un chiarimento: sulla base di quali norme la remunerazione annua delle banche salirà a 400 milioni di euro? In teoria la capitalizzazione delle riserve non dovrebbe inficiare sui dividendi, ma non so se vi sono altre norme di cui non sono al corrente.
    Un appunto sul prezzo dell’oro: nel prossimo biennio gli analisti si aspettano che il tapering abbassi il prezzo dell’oro, non che lo alzi – che è d’altronde la consequenza macro naturale.

    Saluti,
    Robert

  • Signor Giannuli, tutto bene a parte le frasi sul rapporto tra quotazioni dell’oro e tapering, che è inverso a quanto da lei prospettato. Permetta di dirle che avete assolutamente bisogno di maggiore potenza di fuoco dal punto di vista delle competenze per permettere la praticabilità di certe battaglie. E PER PIACERE chieda a Grillo un maggiore pluralismo negli interventi sulla legge elettorale. La saluto e la ringrazio per il suo impegno civile.
    Diego

  • Questo ulteriore intervento del prof.Esposito , fornisce chiarimenti sul capo d imputazione portato avanti da Aldo e introduce la figura del correo Saccomanni.
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/1/31/DL-BANKITALIA-Saccomanni-e-le-balle-del-ministero/462738/

    Non ne condivido la conclusione ” ma ormai hoc iure utimur” .
    Ancora abbiamo da agire . de jure (… E de facto). le leggi possono essere cambiata e contrastata con altre norme, ne deve essere verificata la legittimità a livello europeo e costituzionale, può forse essere soggetta ad abrogatzione referendaria.
    A tal fine un richiamo al seguente testo di Calamandrei , che si è rivoltato nella tombe ascoltatndo i delinquenti cantare Bella Ciao.
    http://www.socialismoesinistra.it/web/index.php/politica/i-nostri-documenti/575-il-governo-deve-rispettare-la-costituzione-difendiamola
    Che poi debbano leggerlo anche i deputati 5 stelle e grillo, oltre che noi: nessun dubbio.

  • PS : quando hanno eliminito l indicizzazione sulle pensioni oltre 1400 euro, una mia zia disse : per fortuna che la mia è di solo 800 euro!

    Quindi sembra che alcuni interventori sono ben riconoscenti ai deputati PD che hanno dato via gratis l’oro dato che ( grazie o meno al tapering) varrà forse di meno!
    PS banca d Italia possiede anche immobili, divise estere e persino la maggiore società agricola italiana (di cui era stata annunciata la cessione, ma non se ne sa niente). Al passivo esistono anche Le banconote in euro, pro quota nazionale ( debito irredimibile).

  • Fluido, chiaro e appassionato: OTTIMO articolo.

    Grazie a @gianfranco d’atri per aver citato Calamandrei: ieri è oggi. E’ stato già tutto scritto e discusso: dobbiamo esserne degni.

    @diego
    “Permetta di dirle che avete assolutamente bisogno di maggiore potenza di fuoco dal punto di vista delle competenze”

    Felice nel condividere l’idea che la Resistenza non può essere condotta da demagoghi carismatici ma esclusivamente da intellettuali di spessore: tecnica, cultura ed umanità.

    Grillo e Casaleggio sono maestri della comunicazioni (quindi anche facilmente strumentalizzabi?) ma nella maniera più assoluta culturalmente inadeguati. In particolare il loro apparente ritorno al dettato è completamente scorrelato dell’effettiva esperienza della genesi costitutiva: l’ignoranza manifesta di entrambi in fatti di politica economica è disarmante.

    Tanta passionalità del Movimento deve essere coesamente condotta da chi ha cultura e competenze.

    (E’ mostruoso che durante una guerra economica l’apparente “resistenza” non abbia un macroeconomista di riferimento: un esercito senza generale? Che va a farsi far le consulenze dallo stesso neoliberista teutonico? Quelli che stanno massacrando i tuoi figli sul Piave? O vanno da quelli anglosassoni: quelli che i crucchi te li hanno spinti in casa. Perché, sino ad ora, questo è successo e questo è prevalentemente passato dal blog).

  • “[La Costituzione:] Questo è il programma su cui i partiti democratici possono trovarsi d’accordo:”

    Bhe… direi che questa è la risposta più autorevole a chi ha dubbi su cosa significhe una coesione sociale, un fronte unito anti-€uropeista, antiliberista, antiglobalista e antifascista.

  • si, però l’articolo manca di una proposta utile (cosa fare con quie soldi, ora che esistono, e poi ci lamentiamo dei grillini che fanno gazzarra, almeno forniamo argomenti di dibattito, se leggono la pagina). la ricapitalizzazione non è in sé una manovra errata, a patto che quel patrimonio venga utilizzato per opere pubbliche(che avrebbero dimostrato un interesse verso la cosa pubblica da parte dei contraenti). la manovra autorizzata dal nostro parlamento non pone vincoli di tal genere ed è questo che mi sorprende:-( nessuno ha la capacità di mediare un fine utile, che non sia un ritocco dei bilanci )-:. non hanno più bisogno di poltrone dove accomodare amici e parenti, ormai si passa direttamente all’incasso.

  • Normalmente mi astengo nelle discussioni dove non ho la preparazione adeguata come in questo caso, ma non rinuncio mai a cercare di capire, soprattutto quando ci sono delle affermazioni contraddittorie o prive di spiegazioni. Ammesso (e non concesso per nulla) che al coperto di opportune
    “architetture finanziarie” possano accaparrarsi le quote di Bankitalia banche straniere e finanche la “borghesia mafiosa” domando: a quale fine?
    Normalmente si entra in un ente perché c’è un ritorno economico oppure un ritorno in tema di “potere”. Chiedo: se con la nuova norma è stato posto un tetto che prima non c’era all’ammontare massimo dei dividendi, se la % massima che ogni soggetto può detenere è un modesto 3%, se come sappiamo bene la Banca d’Italia è e resta un ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO e, quindi,i soci proprietari delle azioni NON HANNO ALCUN POTERE sulla governance dell’istituto e sulla gestione delle attività istituzionali della Banca, mi può spiegare tutto questo interesse a diventare azionisti della Banca d’Italia?

    • Anna: in primo luogo avere comunque uno zamoino in Bankitalia è sempre una cosa interessante, in secondo luogo se legge bene il mio artivolo capirà che io non sono affatto convinto che le cose resteranno come sono e che la normativa cambierà.

  • Scusi, ma secondo lei: le dicono tranquillamente dove si trova la riserva aurea???
    È come fare un appello in tv ai boss mafiosi, chiedendogli dove si nascondono!!
    Molte di quanto scritto sono pure supposizioni.. Ha pensato mai di poterci fare un film?? basterebbero semplicemente meno ladri.
    ps. Vista dall’estero (dato che ora vivo in germania) la situazione italiana si sta pian piano rivalutando e il M5S, dato che non ha fatto un cazzo per contribuire, fa casino e basta.
    ps 2 . I deputati del M5S sono ladri (o lo stanno diventando) esattamente come gli altri (vedi questione portaborse (una vera e propria parentopoli (ma se sono così bravini e attenti alle spese, i portaborse a cosa gli servono??))..

    • Ag: goldentino: quindi sencondo lei lo Stato non è in grado di proteggere militarmente un posto qualsiasi da un assalto di mafiosi. Mai sentito parlare di Fort Knox? Ma cosa sta dicendo?
      Le valutazioni sui deputati 5 stelle sono sue gratuite ipotesi cui non fornisce alcun supporto.
      Si accorge di dire un sacco di sciocchezze?

  • @Aldo:
    – non mi è chiaro da dove venga la tua affermazione che i dividendi pagati passeranno dai circa 70 milioni all’anno attuali a 400 milioni. Quello dei 400 milioni non è un tetto massimo? (tra l’altro per quello che ho capito io il tetto è del 6% del capitale ovvero 450 milioni, non 400 milioni). In tal caso non capisco perchè dobbiamo aspettarci che vengano pagati i più alti dividendi possibili, dato che oggi vengono pagati dividendi ben inferiori al tetto massimo (che se capisco bene è circa il 4% delle riserve, ovvero 560 milioni di euro. se così fosse il tetto sarebbe stato abbassato!!). Puoi spiegarti meglio per favore?

    – La parte sull’assalto alle riserve auree etc. mi sembra più adatta ad un “cappuccino, brioche e intelligence” 🙂

    Grazie
    Tommaso

    • sto chiudendo un libro ed ho poscissimo tempo, per cui mi accorgo di spiegare male il mio pensiero (anche a proposito di Tapering e poro dove mi si fa una giusta osservazione, ma dovrei spiegare meglio cosa volevo dire) per i conti, non ho tempo di riportarli e ti romando a Maurizio Sgroi “Le tre scimmiette sagge che vogliono giocare con il capitale di Bankitalia” “Il Foglio” 28 ottobre 2013

  • @Aldo: ho letto l’articolo e penso che faccia confusione anche lui, prima fa i calcoli giusti e mostra che i dividendi distribuiti in passato erano ben lungi dall’essere vicini ai tetti fissati per legge (nel 2012 è stato distribuito lo 0.5% delle riserve complessive quando per legge il tetto era del 4%) e poi stima gli utili distribuiti in futuro come se si distribuisse il massimo consentito dalla legge… qualcosa non torna!
    L’idea che mi sto facendo io è che la cosa peggiore della faccenda è che si metta in atto una gabola contabile per prendere i soldi per coprire l’annullamento della rata IMU da dove non si sarebbero potuti prendere direttamente (ovvero dalle riserve della banca centrale) il che è comunque preoccupante, come sempre quando uno stato cerca di mettere le mani sulla banca centrale per tappare i propri buchi di finanza pubblica (Sud America arriviamo!!).
    Non ho ancora capito bene tutto per quel che riguarda il “regalo alle banche” invece, ho letto da qualche parte che queste erano state autorizzate a rivalutare le quote a bilancio già nel 2001 da Tremonti, non si capisce bene secondo quali criteri per cui non so bene quali siano gli effetti di questa mossa sui loro bilanci oggi. Ciò detto, se questi effetti ci fossero comunque e fossero rilevanti non sarei per nulla sorpreso, anche alla luce del fatto che sappiamo tutti fin troppo bene che razza di commistioni tra mondo politico e mondo bancario ci siano nel nostro paese.

  • sicuramente la conoscenza del bilancio di banca d itala e della sua governance aiuterebbe a conorendere la rilevanza della attività.
    I dati macro ,perô, sono sufficienti rendere un idea: attivo e passivo pari a circa 600 mld, fra cui banconote ( quota di spettanza degli euro) circa 150 mld ( passivo che produce il reddito da signoraggio) e oro ( oggi vale circa 70) e altri titoli e valute .
    Utile 2012 circa 6 mld ( variamente impiegato, e in parte tassato).
    Inoltre svolge attività di controllo sul sistema bancario (le grandi banche sono già state affidate ad un nuovo organismo europeo).
    SE fosse collocata in borsa, faremmo a gara per acquistare quote a – totale- 7.5 mld e chi ne assume il controllo con, in teoria , 4 mld dirige un panzer da 600 mld !
    I delinquenti che l hanno messa in venduta ( rectius regalata agli attuali quotisti, liberalizzando la circolazione delle quote) si sono almeno resi conto, o sono anche stupidi? E quindi , come risultato: sono peticolosissimi !!!!

    PS : non siamo piu ai tempi di tangentopoli, e quindi nessuno pensa chei politici si muovano sulla base di considerazioni venali e personali,.ma fate il seguente esercizio.
    a quanto ammonterebbe una tangente per ottenere una concessione da 10, 20, …..100mld ?
    Ah! Il valore di banca d Italia determinato dal Governo, su indicazione della stessa, 7,5 mld è sbagliato!

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    Federico Gustavo Pizzetti

    Caro Aldo, mi sembra che la evidente disomogeneità di contenuti del decreto (Bankitalia e IMU) nasconda, se ho capito bene alcune cose lette in giro, in realtà un legame fra le due operazioni perchè le banche verserebbero all’erario le tasse sulle operazioni di vendita (plusvalenza) e questo gettito andrebbe a coprire la mancata seconda rata dell’IMU. Ho capito bene?

  • Caro aldo, e tutti,
    Il dettagli dei conti e della gestione ( anno dopo anno) è complesso.
    la gestione, fin qui, è stata cmq quella di un istituto considerato pubblico ( e anomalmente detenuto da soggetti privati: la legge 2006 ne aveva imposto la cessione delle quote a soggetti pubblici, e dal 2009 stavamo sollevando iil problema del rispetto di una legge ).
    Dividendi e tassazione favorevole e altro erano decisi in una ottica pubblica ( inclusi gliemolumenti del governatore etc!) .
    Ora e privatizzata e resa di mercato: l evoluzione non è obbligata e quindi, in teoria si potrebbe avere 40 soci di buona volontà, dividendi distribuiti ben al di sotto del limite, altri utili destinati volontariamente alla riduzione del debito pubblico, tassazione piena etc….
    E soprattutto vigilanza bancaria svolta con estrema severità anche contro gli interessi dei soci!
    e quindi , a quel punto, vi sarà un ulteriore decreto approvato dai PD ( come detto dai 5 stelle al ministro sulla dichiarazioen che il DL non e un regalo alle banche): da oggi gli asini volano !

  • @Aldo: sulla questione del regalo alle banche etc. i miei dubbi si concretizzano, infatti mi pare di capire che ad esempio MPS registrerà una minusvalenza in quanto aveva già rivalutato gli assets a valori maggiori di quelli ora imposti dal decreto (ma che sorpresa! MPS verso sempre più luminosi orizzonti…).
    Le cifre (non ho controllato su documenti ufficiali, le ho lette riportate altrove ma chi ha tempo e voglia può andare a controllare) dovrebbero essere queste: Valore a bilancio 2011 €794.969.000, bilancio 2012 €432.048.000, valore da decreto €187.500.000.
    Quindi immagino il risultato varierà un po’ da banca a banca (Intesa pare plusvalenza lorda di 2,3 mld).

    @Gianfranco: mi sembra che tu stia facendo confusione, gli azionisti NON HANNO ASSOLUTAMENTE il controllo di BdI, il valore del capitale stimato in 7.5 miliardi mi sembra piuttosto sensato ed è stato ottenuto scontando ad un tasso appropriato a dei titoli risk-free (circa all’ 1% se non sbaglio) quelli che ci si attende essere i dividendi futuri dei titoli. Tali previsioni sui dividendi sono state ottenute partendo da quelli distribuiti in passato (circa 70 milioni l’anno) e ipotizzando un trend di crescita degli stessi intorno al 5% l’anno (se mi ricordo bene), che non so quanto sia giustificato e quanto sia invece utile a racimolare abbastanza tasse per coprire la rata IMU. I dettagli credo siano qui http://www.bancaditalia.it/media/notizie/aggiornam_quote_capitale_BdI/Valore_quote_capitale_BI.pdf

  • aggiornamento: il tasso di crescita previsto per i dividendi è semplicemente il tasso di crescita medio degli ultimi 5 anni. Inoltre dal documento che ho postato sopra si capisce che 7.5 miliardi è il tetto del range di valori ipotizzati dal comitato di esperti, un range che ha al contrario un valore minimo di 5 miliardi.
    Quindi mi chiedo: i 7 miliardi di cui si parla sono un valore definitivo o ancora suscettibile di modifica? Se definitivo sono sempre più dell’idea che si cercasse solo disperatamente una copertura per annullare la rata IMU… molto italiano.

  • Ottimo articolo professore, tanto più valido in quanto di una persona inquadrata “a sinistra”, dal quale io spero possa nascere un rigetto, una riscossa di tutto il mondo della sinistra caduto, dagli anni ’80, sotto il plagio e la ingerenza del mondo finanziario.
    Lamento solo, mi perdoni, alcune generalizzazioni,pur formalmente corrette, che possonorò pe confondere i lettori poco competenti e quindi nascondere una penosa realtà: il carattere privato, seppur mascherato della Banche Centrali, Banca d’Italia compresa. Questa specificità privata era stata in qualche modo compensata e ridotta attraverso la Legge del 1936 (che purtroppo lei non ha citato), Legge che ha tenuto anche nel dopoguerra, fino agli inizi degli anni ’80, quando i banksters (leggere: il mondo bancario dell’Alta finanza, veri e propri gangsters) è riuscito a smantellarla. Dire che la Banca d’Italia è un Ente di diritto pubblico, confonde le idee e sembra quasi voler significare che si tratti di una banca pubblica. In realtà non è così. Anche il bagno di un grande Bar, può essere di diritto pubblico, nel senso che tutti hanno diritto ad accedervi, ma ciò non toglie che la proprietà e il guadagno vanno ai proprietario privato anche se mascherato da partecipazioni statali. Per la Banca d’Italia è la stessa cosa. Dire che le tre famose banche che avevano a suo tempo la maggioranza delle azioni della Banca d’Italia, erano dell’Iri, procura un’altra confusione, perché quelle Banche facevano sì parte dell’Iri, ma avevano una fortissima, determinante, presenza del privato. Ma se già al tempo la Banca d’Italia poteva dirsi, di fatto, privata, pur con tutti i limiti e gli obblighi previsti dalla Legge del 1936, oggi possiamo anche cancellare quel “di fatto” e oltretutto aggiungerci la dittatura imposta dalla BCE alla quale viene subordinata. ,
    Professore, siamo in piana dittatura imposta dai banksters ai sistemi economici e finanziari delle Nazioni, e questo significa che ogni bilancio di Stato deve essere finalizzato a pagare il debito pubblico ovvero lo strozzinaggio , l’usura imposta agli Stati, oramai privati della loro sovranità nazionale. Non ci sara’ più un centesimo per il lavoro, la sanità, le pensioni, le infrastrutture. anzi….
    Professore, e termino, io mi auguro che a sinistra possa aversi una presa di coscienza di questo gravissimo problema. Oggi vedo che ci sono personaggi e gruppi di Destra, che blaterano di signoraggio, di Banche, ecc. Non consentiamo che monopolizzino questi argomenti seri. Lei è un profondo conoscitore di Servizi segreti, e sa benissimo come questi servizi abbiano sempre manipolato le destre e alcuni suoi famigerati rappresentanti. Fargli fare ore campagne su questi problemi, significa invalidare in partenza, una sacrosanta reazione del popolo contro i banksters mettendo tutto nelle mani delle varie “Albe dorate”. Ed è proprio quello che sta succedendo.

  • Vorrei riportare quanto ho letto in giro per il web.
    Secondo questa fonte di cui adesso non ricordo il link, la questione centrale per cui si sono affrettati a questo intervento legislativo sulla BdI non è principalmente finalizzata ad un regalo alle banche, quanto al fatto che è la prima volta che si modifica in modo esplicito ed univoco quanto stabilito nel ’36.
    In particolare, salterebbe il reuqisito allora posto che gli azionisti della BdI siano banche a maggioranza pubblica.
    Malgrado gli ulteriori passaggi nel frattempo intervenuti, è solo con la legge ora approvata che si abroga il requisito della maggioranza pubblica, eliminando così ogni possibile equivoco ed appiglio giuridico al nuovo assetto legale.

  • @Maurizio Barozzi: potresti per favore spiegare meglio a me e agli altri lettori scarsamente competenti in che senso la BdI è privata? L’ultima volta che ho controllato mi risultava che gli azionisti (principalmente privati) abbiano pressochè come unico potere quello di eleggere il consiglio superiore della banca, che ha alcuni poteri per quanto riguarda l’ ordinaria amministrazione ma nessuna influenza in materia di politica monetaria o per quanto riguarda qualsiasi altro compito fondamentale di BdI (vigilanza, supervisione, consulenze, interventi in altri organi quali FMI o Banca Mondiale etc…). Credevo proprio che tutti questi compiti passassero dal direttorio (governatore, direttore generale e vicedirettori generali), che è interamente di nomina pubblica. E’ chiaro che mi è sfuggito qualcosa, ma non riesco a capire dove…dato che ti vedo informato potresti per favore aiutarmi ad uscire dall’ignoranza? Non aver paura di entrare nei dettagli, sono un po’ lento ma mi applico e più sarai preciso maggiori saranno le speranze che io finisca per capirci qualcosa. Grazie!

  • @Tommaso e ad altri.
    Un blog non è il luogo adatto ad un approfondimento scientifico ed analitico.
    Spero che lo si possa fare nel seguito. Ogni informazione rischia di fare confusione se apodittica, purtroppo.
    Segnalo cmq: Caroge, MOS, Fondiaria avevano senza legittimità già rivalutato le quote, ognuna a modo suo , senza che banca Italia che ne controlla i bilanci intervenisse . La valutazione d aziende è una disciplina, non è stata applicata nel caso, tant è che gli esperti nominati NON hanno firmato la valutazione ( diversa sotto il vecchio statuto e vigente il nuovo).
    La governance di Bancitalia, ora, è molto aperta: il controllo parte di qualcuno è possibile e credo che sia lo scopo. Potrebbe emergere anche una sorta di autoreferenzialità indipendente da tutto , ma lo vedo difficile.

  • Professore la ringrazio della risposta, ma non mi basta come spiegazione, soprattutto nella parte in cui lei supporrebbe modifiche future peggiorative. Se proprio si vuole parlare di scenari futuri bisogna dire quali di questi si paventano.

    Comunque, ho letto un articolo molto istruttivo sull’uffingtonpost della Prof.ssa Elisabetta Addis.

    Solo il fatto che la Bundesbank, come ben sappiamo, abbia protestato qualche dubbio che non sia questo male assoluto mi viene.

  • “Cari amici del Pd, mi sento di dirvelo di cuore: siete dei veri delinquenti. Peggiori di Berlusconi”
    La sua conclusione riassume in modo perfetto gli ultimi 20 anni della nostra storia.

  • Xgianfranco d’atri
    finché le risposte sono circostanziate e nel merito, portando a fare chiarezza dell’argomento sono auspicabili :D. la comprenssione dell’ente bacna d’italia è fondamentale ai fini della discusione perché la maggior parte della protesta, sulla natura della legge che verrà approvata, vige su chi governa il direttorio della banca e quali compiti e responsabilità hanno i diversi membri della banca e chi usufruisce di eventuali dividendi, sarebbe interessante sapere quali sarranno i futuri compiti dell’ente. Se la legge modifica l’attuale ordinamento va chiarito come, se non lo modifica la protesta mi sembra sbagliata nel merito e nella forma.

  • Le quote saranno transitoriamente acquistate da bankital direttamente , via soldi, quindi l artificio contabile diventa posta monetaria, ed eventuali problemi sono sanati. Coloro che hanno progettato l operazione ( non I PDini !) hanno un livello – da docente, devo apprezzare le capacità – strategico superiore.
    E’ stato avviato un processo, i singoli passi sono drastici ma apparentemente piccole furbate ( e i dubbi di tanti sulla gravità , o il valore venale immediato – solo 7 mld, sic!- tentano a far passare).
    Scusate gli esempi banali: ma quando comprate qualcosa, apprezzate sempre la merce che acquistate, e magari dite: ma non è troppo basso il prezzo?
    PS. Ringrazio tutti per l attenzione di levello,e pls Anna, fornisci la referenza di Addis.?

  • In questo mio intervento cerco di richiamare l attenzione sul tema più generale delle motivazioni alla base dei comportamenti dei gruppi “al potere”, a prgscindere dalle etichette.
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/2/2/FINANZA-2-Se-il-Dl-Bankitalia-smaschera-la-cleptocrazia-italiana/463060/

    Dopo banca d italia ( ma siamo in tempo ancora a fermare) , sono già in pre razione le nomine pubbliche ( spartite) ed altri meccanismi .

  • Prof. Giannuli,
    lei nella risposta mi dice che “la Buba protesta per l’artificio contabile che “risana” i buchi delle banche italiane con un tratto di penna”.
    Sono completamente d’accordo con il “tratto di penna” e con “l’artificio”, ma mi permetto di far notare che tali definizioni sono del tutto inconciliabile con il messaggio “regalo alle banche di sette o quattro miliardi”. Infatti, quelle quote non valgono niente, come non valevano niente prima, semplicemente perché non sono commerciabili e perché le banche non potranno mai disporne concretamente, se non sulla carta.
    Ora, aldilà del fatto che le banche tedesche con altri artifizi, che nessuno osa contestargli, nascondono una situazione bancaria ancor peggior di quelle italiane, mi convinco sempre di più che, invece, questa rivalutazione sia stata una legittima difesa verso le regole di austerità imposte dall’Europa ed è per questo che la BK non ne sia stata per nulla felice.
    E mi permetto di aggiungere che i soggetti politici che tuonano contro l’Europa dovrebbero, invece, apprezzare quest’operazione (ma si sa la politica per convenienze di bottega non ama troppo la verità), anche perché questa rivalutazione che va ad accrescere sulla carta il patrimonio delle banche, potrebbe consentire ad esse di prestare a imprese e privati più di quanto gli fosse consentito prima poiché, come noto, il valore dei prestiti erogabili dalle banche è in funzione del loro patrimonio.
    E’ chiaramente virtuale questo accrescimento e, quindi, senz’altro fuori da ogni logica, ma queste sono le assurdità che l’Europa ci continua ad imporre e contro le quali dovremmo alzare la voce.
    In uno dei miei post precedenti avevo posto una domanda alla quale, non me ne voglia, lei non aveva dato una risposta esaustiva. Ebbene, nella mia caparbia ricerca, credo che i miei interrogativi pian piano stiano trovando qualche risposta e non vanno nella direzione dello slogan “regalo alle banche di miliardi”.

    • Anna: e invece il regalo c’è ma mi faccia finire il libro e ne riparliamno, però intanto legga bene i due (tutti due) pezzi che ho scritto in cui giò si spiega il regalo. Tenga presenti anche i tempi, i test sono amaggio per i regali occorerà attendere sino a dicembre….

  • ‘come sempre quando uno stato cerca di mettere le mani sulla banca centrale per tappare i propri buchi di finanza pubblica’

    un altro che ha capito tutto …ma la sa signor tommaso che l’italia ha stanziato oltre 50miliardi di eurotti per il mes per ‘salvare’ grecia spagna e portogallo?
    ma lo sa che che da 15 anni lo stato italiano fa avanzo primario e che dall’entrata nell’euro il debito pubblico (insomma il rapporto debito pil ) era perfino diminutio fino al 2008 e che successivamente è peggiorato solo a causa della recessione …
    (ovvero dalla dimunuzione del pil) recessione peggiorata da monti (come candidamente confessato dalla stesso l’anno scorso) a causa del vincolo alla politica economica europea

    Poi certo se consideriamo la banca d’italia pubblica i suoi conti non sono messi bene
    ma a causa dei debiti dei saldi ‘targetII’ del settore privato…(non di quello pubblico…)

  • e mi scuso per il tono ma non ne posso piu’
    e ripeto non ne posso piu’ di sentire accusare lo stato (il settore pubblico) quando la sua piu’ grande colpa è quella di essersi ritirato troppo di avere subito troppe privatizzazioni predatorie e potere di interdizione in economia …proprio ora che i volonterosi privatizzatori vogliono terminare l’operazione con una altra e difinitiva tornata di privatizzazioni
    queste si in stile argentina pre fallimento!

  • @anna
    Grazie per la segnalazione.
    In un mio articolo avevo lanciato la sfida a scrivere a favore della Legge.
    Ora ho uno sfidante.
    Ho letto gli argomenti e sono prima facie assurdi: giustificano il furto a fin di bene ( nell ipotesi “natalizia” dello spirito del governo orientato al bene).
    Si basa su una premessa numericamente errata : dare 7,5 mld di banca d Italia alle banche che ne restituirebbero 3,5 mld allo stato. Non è veo, la tassazione e dell ordine di 800mln.
    Ignora completamente il cambio di governance e ogni impatto sul futuro.
    Aggiungo, infine, che la Addis collabora stabilmente con l Huffington , che appartiene al gruppo Espresso, che appartiene alla famiglia Debenedetti che……
    La stampa ha svolto un ruolo rilevante nell ignorare fino alla “caciara”, ora deve assumere un ruolo di “fumo”.
    Spero di dialogare con la Addis, ma non so se l Hffington mi ospiterà. Stay tuned.

  • @Anna, telegraficamente riguardo alla tua frase “quelle quote non valgono niente, come non valevano niente prima, semplicemente perché non sono commerciabili e perché le banche non potranno mai disporne concretamente, se non sulla carta.”: (i) contestualmente alla rivalutazione del capitale di BdI le quote sono state rese commerciabili (ii) anche se non lo fossero (e lo sono) è centrale il tetto imposto al possesso di tali quote, che è il 3% del capitale. Chi ne possiede di più è costretto a vendere ed è molto probabile che tali eccessi di quote saranno “temporaneamente” riacquistati da BdI al prezzo rivalutato. Questi sono molto concreti bigliettoni che migrano dalle casse della banca centrale a quelle di banca Intesa e Unicredit.

  • Continuo ahimè a non vedere il regalo alle banche: se ci riferiamo al fatto che le loro quote recentemente rivalutate (da una base di 156 mila euro a 7.5 miliardi) verranno acquistate dalla stessa banca, non mi pare un ragalo: è un acquisto; un acquisto per giunta che non avviene sul libero mercato a un prezzo fissato dagli operatori, bensì a un prezzo a tavolino che non ha nulla a che vedere col valore reale di Bankitalia (un discorso valido per qualunque istituzione finanziaria: il valore patrimoniale e il valore quotato in borsa c’entrano come i cavoli a colazione, controllare sul MIB).
    L’altro potenziale “regalo” per le banche è che questa rivalutazione sia una boccata d’ossigeno per quello che riguarda i criteri di Basilea III, ma lì non ci vedo nulla di male: significa che possono prestare di più, che in teoria dovrebbe essere uno stimolo per l’economia. Se poi vogliamo intavolare una discussione sul perché questo discorso non si applica all’Italia, possiamo anche farlo – ma non mi pare che Bankitalia abbia colpe al riguardo.

  • Risposta ufficiale di BankItalia alle nostre contestazioni ( ad una legge dello Stato, xchè risponde banca d Italia?
    Spero che gli estensori abbiano già consetguito la laurea, altrimenti , con tutta la buona volontà, difficile accettare questo come livello delle risposte ad un esame.

    http://www.bancaditalia.it/media/chiarimenti/QuoteIncontroStampa_030214.pdf

    La controffensiva è partita: per chi ancora è incredulo si aprono le porte di scrivere all ufficio stampa ( o telefonare) . Chiedete.

  • per la cronaca (visto che si dice mai) in tutti gli stati civili e sviluppati la banca centrale garantisce e con l’accasione acquisisce i titoli del debito dello stato (a parte l’eurozona) insomma fa politica monetaria…se si capisse cosa significa politicamente ‘la stabilita’ e la moneta tenuta scarsa dalla bce sarebbe bel passo avanti …

  • @Tommaso, spiegare perché la Bdl dietro un corpus di statuti e regolamenti che gli danno una apparenza di una banca di Stato di diritto pubblico, in realtà finisce per essere “privata”, nel senso che è un potere privato a dettare legge e ad usufruire di vantaggi (anche se sono di carattere diverso da quelli classici relativi agli utili di una SPA) . Il discorso però è alquanto complicato e necessita di una esaustiva spiegazione articolata in vari sotto spiegazioni. In questo momento sono impegnato in una lunga ricerca storica che mi sta portando via tutto il tempo e non posso elaborare per benino una spiegazione esauriente. Del resto oggi come oggi dopo le ultime Leggi, il sottofondo privato della BdI è oramai evidente, ma lo era anche prima sebbene molto più nascosto, e il particolare che sia un Ente di Diritto pubblico, come dal Regio decreto del 1936 (quando fino ad allora era una vera e propria società per azioni ) non inficia il suo nascosto carattere “privato”, ma solo il fatto che ha regole di funzionamento diverse da quelle delle specificità private, escludendo anche la possibilità di fallimento.
    Dal 1998 infatti fa parte del SEBEC (sistema europeo delle banche centrali, tutte sotto controllo privato), a cui si aggiunge la Legge del 2005 che praticamente fa entrare, anche in modo legittimo e diretto e non più nascosto il capitale privato. Le sue più importanti funzioni monetarie poi, sono State assunte dalla Bce, altra Banca Centrale in mano ai capitali privati e, oltretutto, a dispetto del carattere europeo, anche extraeuropei.
    Ma non sono tanto le quote di partecipazione al capitale della BdI, anche se oggi superano il 94 percento di proprietà di banche e assicurazioni private, a farla diventare “di fatto” una società privata, e neppure la classica ripartizione degli utili, che non è la stessa di una vera azienda privata, ma sono certi ordinamenti dello Stato e delle sue Istituzioni, le particolarità del mercato azionario, del liberismo, che consentono al capitale privato di esercitare la sua ingerenza e questo nonostante che il potere dei soci privati sembri limitato all’approvazione del bilancio ed alla nomina del Consiglio Superiore.
    In realtà vi è tutto un gioco, a “scatole cinesi”, che consente a “chi di dovere” di controllare anche al di fuori delle decisioni del Governatore, I veri fili di commando e tramutarli in vantaggi per il Sistema bancario privato.
    Ma per capite questo bisognerebbe descrivere come funziona la catena “vera”, non quella apparente. di comando dietro la quale si nasconde il privato nelle economie liberiste. Dovremmo parlare dei Consiglio di Amministrazione delle società per azioni, nominati dall’Azionariato, il quale a suo volta nomina Presidenti, direttori generali e Amministratori delegati. Una catena dove sembrerebbe che sia l’Azionariato a dettare legge, ma anche questo è vero solo in parte, perché in quell’Azionariato ci sono delle specificità che consentano ad “un particolare” azionariato, e solo ad esso, di comandare mentre il resto è solo “coreografia”. Ma ripeto non sono cose da poter descrivere facilmente. Mi dia retta lasci perdere gli Statuti, i regolamenti, gli apparenti fini a cui sembrano destinati i fondi e guadagni della Banca d’Italia, perché sono tutti specchietti per le allodole. Lo Stato, i politici, quando c’è la partecipazione del Tesoro o di altri Enti di Stato, hanno voce in capitolo per nomine di comodo di Presidenti e direttori generali, tali da accontentare un certo clientelismo, ma chi fa i veri “affari” sono altri.
    Le dice niente che, per esempio, il Governatore della BdI, viene si nominato su proposta del Presidente del consiglio, previa delibera del consiglio dei ministri, ma solo dopo aver sentito il parere del Consiglio Superiore della BdI e nessun Premier nominerà mai un Governatore inviso al Consiglio Superiore. Ed ecco qui uno di quei meccanismi nascosti, che consente, al Consiglio Superiore, organismo nominato anche dai privati della BdI, di essere determinate.
    Il sistema delle Banche centrali, apparentemente Enti di Stato, in realtà veri colossi “privati”, che dettano legge sul sistema dell’emissione monetaria, e sui tassi dì’interesse, prese corpo nel 1910 con il Federal System act presentato dal senatore Nelson Aldrich, su mandato di un gruppo di pirati bancari (Morgan, Rockefeller e il sempre dietro le quinte Rothschild, con i Warburg suoi fiduciari) che riuscirono a creare e quindi, con un vero e proprio colpo di mano, nel natale del 1913, ad imporre una banca centrale privata, la Federal Reserve agli Stati Uniti. Una banca non solo privata, con il dominio sulla emissione monetaria e il conseguente lucro di usura, ma dove i suoi veri controllori e proprietari, usufruiscono di Azioni di tipo “A” segrete ed hanno il vero potere rispetto all’azionariato conosciuto . In pochi anni il Federal Reserve System fu imposto o si estese a quasi tuto il mondo, adeguando tutti i paesi a questo sistema di rapina e di usura. La stesa URSS sotto Stalin, pur avendo la sua banca centrale di Stato, la Gosbank, non intaccò affatto lo spirito del Federal Reserve System tanto che accetto nel sua azionariato il capitale privato americano, in particolare quello del petroliere Hammer, a capo di una cordata di ricchi possidenti, con il quale finanziò i suoi piani quinquennali e soprattutto l’imponente armamento sovietico a cui Stalin devolveva annualmente una cifra spaventosa che nessun stato del mondo si sognava di eguagliare.
    Chiunque ha tentato di intaccare questo “Sistema” è finito male.
    Hitler solo nel giugno del 1939 riusci, dopo non pochi sforzi, ad imporre una vera nazionalizzazione della banca centrale tedesca, ma per farlo dovette superare forti resistenze del banchiere Schact che pur gli aveva permesso di finanziare il riamo tedesco, costringendolo alle dimissioni. . Schacht, era un massone, legato al mondo bancario internazionale. A Norimberga poi venne salvato dai suoi confratelli e non venne impiccato.
    Appena mi sarò liberato della mia incombenza “storica” cercherò di mettere tutto in un discorso comprensibile e dettagliato, avvalendomi anche di esperti di questi argomenti, ma ci vorrà un intero saggio.
    Del resto oggi anche certi farabutti, chiamati debunkers che pretendono di trattare questi argomenti, sconvenienti per il potere, come se fossero quelli degli omini verdi o degli Ufo, stanno ammainando bandiera, dopo aver passato anni a voler far credere che la BdI è un Ente di Stato in tutto e per tutto, ma sono stati spiazzati dagli stessi dirigenti di Stato che in più di una occasione hanno dovuto ammettere l’ingerenza e certi scopi “privati” della BdI.
    I debunkers o cacciatori di bufale, sono gli stessi farabutti che volevano far credere che 19 disastrati terroristi arabi, piloti da baraccone, avrebbero commesso tutti quegli attentati l’11 Settembre 2011 e che due torri di acciaio collassarono simmetricamente solo per un urto con gli aeroplani e un relativamente mediorecre incendio, mentre un terzo edificio il WTC7 collassò disintegrandosi senza neppure essere stato colpito. Ma anche qui stanno ammainando bandiera visto che negli stessi Stati Uniti, stanno uscendo sempre più prove evidenti dell’”auto attentato”.

  • Sempre chiaro e puntuale; perfetta la descrizione dei sepolcri imbiancati del PD (a proposito, quosque tandem?). Nel merito: leggo più sopra altri commenti affermare che la stretta monetaria U.S.A. determinerebbe una perdita di valore dell’oro, diversamente da quanto descritto nel pezzo. Ragionevolmente, invece, l’effetto dovrebbe essere quello ipotizzato, per via della prevedibile fly to quality da parte dei capitali in fuga dai paesi emergenti (che cominciano a vedere i sorci verdi).

  • @Tommaso, la ringrazio del ringraziamento, ma in realtà io le ho potuto spiegare poco o nulla, anche perchè, in è tutto un problema, quello della Banca D’Italia, non tanto “privata”, è forse incorretto definirla tale, quanto strumentalizzata e asservita al “privato”, che è molto difficile spiegare, perchè in effetti, statuti e regolamenti sembrerebbero mostrare il contrario. Occorrerebbe allora, più che altro, spiegare in che modo, come, con quali artifici, la Banca d’Italia viene strumentalizzata e utilizzata dal privato. Dovremmo partire dal fatto che gli Istituti Bancari, BdI compresa, si chiamano Istituti, ma non lo sono, mentre invece per esempio l’Inps lo è. Dovremmo poi fare la storia della BdI, dettagliare cosa accadde quando prima della guerra il suo azionariato era composto da banche irizzate e da Casse di risparmio che rispondevano agli Enti locali e ai Podestà di riferimento, tutte banche poi, che nel dopoguerra divennero private, di fatto, o di diritto, in modo nascosto o palese, quindi parlare di un certo G.B. Montini, che operò da giovane in Italia, per conto del cardinale Spielmann, ovvero per la massoneria finanziara americana e predispose tutto per la successione del sistema bancario italiano dopo il fascismo. Poi doremmo parlare di Pellegrini Giampiero, ministro delle finanze durante la RSI, che per poter aveve mano libera nella gestione della BdI la dovette commissariare. Quindi dell’accordo DC – Pci, dove Togliatti, De Gaspari e il Vaticano si spartirono l’eredità del potere in Italia e la Dc ottenne il controllo del mondo Bancario. Infine di come dietro le nomine a questi istituti ci sia tutto un gioco di “grembiulini” che preparano la strada agli uomini giusti. Il presidente della repubblica, poi ratifica, il presidente del consiglio nomina, ma in effetti costoro non conoscono pregi e difetti dei singoli Governatori e Direttori generali nominati, se non appunto per via dei “grembiulini”.
    Vede Tommaso, io per dieci anni ho lavorato nell’Edilizia, dove ho imparato come il padronato privato, in accordo con i sindacati, acquisivano appalti, a volte programmavano scioperi ad entrambi convenienti, per avanzamenti lavori e ritardi inevitabili da giustificare, come il tutto si svolgeva all’ombra del potere politico, eterogeneo e diviso, ma tutto compenetrato nel clientelismo. Poi ho lavorato 20 anni in una grande riassicurazione, formalmente di proprietà del Tesoro e i cui azionisti erano un pool di compagnie assicurative, private e non, tra le quali spiccava l’INA, assicurazione che avrebbe dovuto essere di Stato. Il tutto regolato dalla Legge del 1922 che istituiva la riassicurazione a garanzia dei clienti. Orbene detto così, statuti e regolamenti alla mano, a a credenza di personale e dirigenti della mia riassicurazione, tutti credevano che il potere vero fosse concentrato nelle mani degli azionisti, tra le quali il Tesoro aveva la maggioranza, che si riunivano periodicamente per eleggere il Consiglio di Amministrazione il quale poi , a sua volta, nominava Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale per realizzare una proprietà in buona parte pubblica ma a gestione privata. Ma non era proprio così. Il potere vero e quindi la strumentalizzazione di questa riassicurazione era spartito tra il potere politico, che aveva l’agio di nominare alcune figure accontentando un certo clientelismo, ma soprattutto di grosse Assicurazioni private le qui aggiravano e destreggiavano in vari modi, tra statuti e regolamenti, senza compiere atti illegali, ma manipolando il giro dei pacchetti azionari. Il tutto dietro abili maneggi massonici che non mancano mai.

  • Pietra facilmente rimuovibile : il comunicato di bditalia è disinformativo, utilizza il metodo dialettico di porsi le domande, e non risponder a quelle altrui.
    Non èz sottoscritto da nessun, con nome e cognome, xchè esistono professionalità in bdItalia che non intendono perdere la faccia .
    Si continua a spacciare per valutazione avallata da esperti , alcune paginette sintetiche NON firmate da Sironi, gallo, papademos.

  • Seguirò attentamente il suo sito.Voglio capire bene il senso delle leggi.So che non si può essere completamente imparziali, e non sempre legalità è = a giustizia. Mi pare però di capire che lei sia un cultore della verità .Grazie

  • Scusi professore se scrivo qui sulla legge elettorale, ma le voglio segnalare che nel testo che lei ha pubblicato sul blog di Beppe Grillo “proporzionale puro o corretto?” c’è un errore di calcolo (l’altra discussione sulla legge elettorale qui suo suo blog è oramai chiusa ai commenti). Quando parla del “metodo del divisore” e scrive “Dopodiché il quinto quoziente è A” in realtà il quinto è di D ed il sesto di A.

    Le segnalo anche che, che la domanda così posta manca di un elemento essenziale (almeno per me). Sarei tentato di dire proporzionale puro, ma SOLTANTO se dopo si sceglierà di far confrontare le prime due forze in un ballottaggio per il governo, dando un PREMIO DI MAGGIORANZA a chi vince. Questa è una ulteriore possibilità di correggere il proporzionale che però non è presente nelle ipotesi e avrebbe comunque l’effetto di restringere gli spazi alle opposizioni e dare più seggi per la governabilità.

    E’ fondamentale per la democrazia avere un secondo turno, (da eliminare solo se una forza politica prende più del 50% dei voti al primo turno) perché si permette di far scegliere il governo del paese anche a chi al primo turno non ha votato per i primi due schieramenti e in quelle due settimane di campagna elettorale si parlerà “solo” del governo della nazione. Questa, secondo me, è la vera democrazia 1) proporzionale 2) secondo turno con ballottaggio per l’acquisizione del premio di maggioranza per la governabilità. 3) eventuali sbarramenti bassissimi per permettere comunque il pluralismo delle idee. Grazie

  • Mi risulta troppo difficile capire il sistema elettorale maggioritario o proporzionale; infatti dovrei leggermi tutto e mi ci vogliono due o tre ore di lettura; io condivido le vostre idee, ma potreste essere più sintetici e quindi approdare ad una votazione che sia efficace per la governabilità del paese, con a capo il M5S. Insomma sono a vostra disposizione e se potreste coivolgerci di più, però senza infingimenti che potrebbero essere pesanti per l’sodo elettorale , IL QUALE DEVE ESSERE A TUTTO VANTAGGIO DEL M5S

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