Cade l’accusa di terrorismo ai no Tav: ottima notizia, però…

La sesta sezione della Cassazione ha fatto cadere l’accusa di “condotta con finalità di terrorismo” per il lancio di alcune bottiglie molotov contro i cantieri della Tav, a seguito del quale qualche macchinario andò distrutto, mentre non ci fu alcun danno alle persone, che lavoravano nella galleria, cui il fuoco si propagò casualmente. L’accusa era tanto spropositata che la Cassazione, che pure non è un covo di pericolosi anarco insurrezionalisti, ha dovuto riconoscerne l’infondatezza e stabilire che il reato vada ridefinito più realisticamente. Ovviamente siamo soddisfatti di questo risultato per i quattro accusati che, speriamo, vengano trattati con equità e clemenza, sia in considerazione della loro giovane età, sia delle particolari condizioni in cui viene a trovarsi la lotta in Val di Susa, di fronte all’assoluta sordità delle istituzioni e delle forze politiche verso le istanze della popolazione locale. Bene, però il discorso non finisce qui, perché resta che quattro cittadini, a seguito di questo sproposito giuridico, sono stati sottoposti ad un regime detentivo di massima sicurezza, con misure afflittive del tutto sproporzionate al fatto.

E, per di più, dovranno affrontare un giudizio penale in condizioni di svantaggio psicologico, perché già la derubricazione del reato parrà una misura di clemenza, per cui sarà più difficile ottenere quelle attenuanti di quanto sarebbe stato in diverse condizioni di partenza. E qui i problemi sono due: la norma ed i suoi utilizzatori.

L’ art. 270 sexies Codice Penale. Condotte con finalità  di terrorismo, venne aggiunto (dall’art. 15, Dl 27 luglio 2005, n. 144, (convertito, con modificazioni, con L. 31 luglio 2005, n. 155) nel clima certamente non sereno seguito al terribile attentato dell’11 settembre 2001 e testualmente recita:

<< 1. Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia >>

Si noti in carattere eccessivamente vago e imprecisato della fattispecie penale: neppure si esplicita che sia necessario l’uso della violenza (che resta sottintesa), ma, molto genericamente, si parla di una “condotta che… “ e si specifica, che essa è applicabile anche nel caso in cui il fine sia quello di “costringere i poteri pubblici… a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto”, quasi che le righe precedenti non coprissero con sufficiente ampiezza l’area dei comportamenti da sanzionare con tanto rigore. Cosa vuol, dire “qualsiasi atto”? Se un gruppo di cittadini cerca di impedire lo sgombero di case occupate, magari alzando barricate, certamente fa un reato, ma si può parlare di terrorismo per questo? E se il tentativo di indurre i pubblici poteri a recedere da una decisione fosse fatto con frode, potremmo parlare di terrorismo? La norma è così dilatabile che non si comprende bene dove debba arrestarsi.

E’ comprensibile (ma solo sino ad un certo punto) che, di fronte alla minaccia del terrorismo internazionale, il legislatore possa essersi fatto prendere la mano, ma oggi, ad un decennio da quei fatti e con una minaccia tanto ridimensionata, dobbiamo continuare a tenerci una norma così pericolosamente fluida? Questi sono i danni delle “norme di eccezione” che entrano nell’ordinamento per una emergenza e poi ci restano anche quando l’emergenza è passata. E questo, fra l’altro, contribuisce a plasmare la mentalità dei magistrati indirizzandoli verso un uso non garantista del diritto penale (come si in questo paese ce ne fosse bisogno, con la magistratura che ci ritroviamo!).

E, infatti, negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una tendenza della magistratura inquirente ad alzare il tiro, beninteso, quando si tratta di conflittualità sociale, mentre l’atteggiamento è ben più esastico per i reati finanziari o degli appartenenti ai corpi di polizia, nel qual caso passano in cavalleria addirittura gli omicidi. Ormai si contesta il reato di devastazione e saccheggio anche se qualcuno sfascia una vetrina o un altro tira giù un segnale stradale e le imputazioni per reati gravissimo sono seminate come noccioline. Neppure ci si pone il problema della commisurazione dell’atto rispetto ai possibili effetti. L’inquirente dei No Tav ha ragionato in questo modo: “il lancio delle molotov era finalizzato a bloccare i lavori della linea ferroviaria decisa. Dunque, era rivolto a costringere i poteri pubblici a non attuare un proprio progetto e, pertanto, siamo negli estremi previsti dall’art. 270 sexies”. In tutto questo ragionamento, non si prende neppure in considerazione se il gesto in questione fosse idoneo ad ottenere l’effetto in questione. Insomma, se cerco di fare una rapina in banca armato di temperino, magari le mie intenzioni sono quelle, ma appare scarsamente realistico che la cosa possa sortire l’effetto voluto ed è probabile che qualcuno mi prenda per matto più che per rapinatore. L’intenzione soggettiva non è criterio di per sé sufficiente a caratterizzare il reato. Tanto più, quando poi l’intenzione soggettiva (nel caso specifico, gli imputati, pur ammettendo le proprie responsabilità e l’intenzione di boicottare i lavori, hanno decisamente negato di voler arrecare danno alle persone e, peraltro, l’estensione dell’incendio alla galleria è stato casuale e non prevedibile) non viene minimamente tenuta in considerazione quando si tratti di contestare l’eventuale danno a persone.

Questo atteggiamento della magistratura, non è una tendenza solo italiana (si pensi al comportamento della magistratura inglese nel 2011 nei confronti della rivolta giovanile di quella estate), ma qui mi pare che stiamo facendo gli straordinari. Ha ragione il mio amico Turi Palidda quando sottolinea come il tempo della crisi spinga a comportamenti repressivi anche al di là della legalità. La spropositata accusa di terrorismo ai giovani No Tav  è figlia di questa cultura giuridica e di questa funzione repressiva spinta al parossismo.

Qualche tempo fa scrissi un articolo (che non piacque a diversi cultori del mito del “giudice buono”) per sottolineare quale sia la funzione cardine della magistratura nei processi di globalizzazione: sul versante civilistico attraverso l’assunzione die principi della lex mercatoria e su quello penale attraverso l’emergenzialismo contro i conflitti sociali.

E dunque, al di là dei singoli casi, si rende necessaria ed urgente una presa di coscienza dei termini reali del problema della giustizia penale. Ma, per fare questo, è necessario, prima di tutto, sbarazzarsi delle mitologie giustizialiste di questi anni, di chi ha visto nella magistratura il baluardo della Costituzione, dove c’era semplicemente uno scontro fra diverse fazioni del potere.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (8)

  • Il libro “Bombardate Roma!” di M. Franzinelli, appena uscito, mostra in maniera cogente che le lettere, pubblicate da Guareschi, con le quali De Gasperi avrebbe invitato gli Alleati a bombardare Roma, erano un falso. Franzinelli critica, come frutto di una “impronta complottistico-dietrologica”, le posizioni di chi, come Giannuli, ha considerato autentiche le lettere. Il caso risale al 1954; l’analisi di Franzinelli è arrivata 60 anni dopo. Accettando la ricostruzione di Franzinelli, credo ci sia ancora molto da commentare su questa che a me pare un’altra “destabilizzazione per stabilizzare”; mi riprometto di scriverne. La magistratura non fece chiarezza, ma proseguì lo svolgimento di quella che oggi Franzinelli mostra essere stata una trama preordinata. Un intrigo che a mio modesto parere non è stato ancora del tutto sviscerato, né collocato nel suo ambito storico e politico autentico.

    Le responsabilità furono tutte scaricate sull’unico che non aveva la rogna, Guareschi, che fu colpito con la stessa violenza voluttuosa con la quale il disonesto si vendica in maniera formalmente legale del galantuomo, cogliendolo in castagna dopo averlo fatto cadere in un tranello. Lo scambiarsi di posto, il far passare chi non è come loro per ciò che loro sono, e mettersi dalla parte di quella “legalità” che disprezzano e calpestano, è la mira costante dei ruffiani; che sono il tipo umano più trascurato e più comune della nostra classe dirigente, selezionata in modo da purificarla da soggetti come Guareschi.

    Ha ragione Giannuli quando dice che bisogna sbarazzarsi delle “mitologie” sulla magistratura, e considerare il suo ruolo di forza di potere; oggi, il ruolo della magistratura nell’ambito dei processi di globalizzazione, dove la guerra è per i soldi prima che per territori. Lo mostrano il caso TAV, e anche il caso Stamina:

    http://menici60d15.wordpress.com/2014/05/04/stamina-come-esca-per-le-frodi-della-medicina-ufficiale/

    http://menici60d15.wordpress.com/2012/02/23/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito/

    Ai Notav, e a chi è oggetto delle operazioni poliziesche e repressive che la magistratura favorisce con azioni o omissioni, ricordo come nel perseguire intenti buoni ci si debba guardare dal farsi attirare in imboscate dagli scellerati di professione dei quali il trono si circonda. E ricordo una riflessione di Guareschi in carcere:

    “…Io mi sento come chi sta nella stiva di una nave che affonda. Se anziché essere “ai ferri” io mi trovassi sul ponte, niente muterebbe nella sostanza. […]. O si cambia l’equipaggio e si chiude la falla, o la barca andrà a fondo”.

  • professore, è superfluo dire che condivido anche le virgole di quanto scrive, ma quando rileggo il testo dell’articolo di legge da lei citato la fantasia esplode in direzioni ostinate e contrarie.
    Se prendessimo alla lettera quelle parole, allora ogni persona o gruppo che abbia terrorizzato il popolo costringendolo a compiere azioni altrimenti non intraprese sarebbe tacciabile e imputabile di terrorismo. Bene. C’erano le armi di saddam? Era una minaccia il povero Abu Omar, sequestrato, torturato e vilipeso dalla grazia di Napolitano e dalla giustizia contumace? Rischiamo davvero di essere tagliati fuori se potenziamo la linea ferroviaria corrente al posto del TAV? Rischiamo davvero di affossare l’Italia votando m5s (come dice renzi) o evitando di privatizzarci anche le mutande? E via dicendo…

    Tornando al tema specifico, volevo anche ricordare che lo scrittore Erri de Luca rischia un imputazione non dissimile per aver semplicemente detto che la TAV va “sabotata”. Termine, peraltro, interpretabile in senso molto lato, ma per ora pare che i giudici si siano fermati alle prime righe della voce sul dizionario…

  • Menicio60; noto che citi un argomento che mi sta a cuore, cioè ricordare alle “anime belle”,tipo Berlusconi che versano lacrime sui poveri ragazzi americani morti per la nostra libertà, che il bombardamento di Roma avvenuto nell’estate del 1943, vide i “liberatori” statunitensi scaricare 4000 bombe (per una valore di 1060 tonnellate di esplosivo) sui romani, provocando tremila morti e undicimila feriti.Naturalmente nessun mausoleo stile Fosse Ardeatine, nessuna commemorazione delle vittime,nessuna estradizione dei colpevoli, nessun processo agli aviatori assassini,nesssun accanimento nei confronti delle loro salme al momento dei loro funerali.Per quanto riguarda Franzinelli, è il classico storico di regime, il cui scopo principale è quello di stroncare sul nascere, ogni tentativo di revisione storiografica.Spendere soldi per acquistare i suoi libri sono soldi buttati, prediligo lo storico inglese David Irving, finito in galera, per aver scritto dei libri, cosa che per Franzinelli non avverrà mai, dico mai!Ma voi tutti pensate veramente che gli antifascisti del 1943 (detriti di tutte le loggie,residuati di tutte le cellule) in cuor loro non fossero contenti di tali bombardamenti, che accellerarono il tracollo del fascismo?Ogni bomba caduta sulla penisola,provocò in loro un orgasmo! Concludo rammentando che furono molti di più gli italiani morti per mano dei bombardamenti terroristici angloamericani, che quelli vittime delle legittime rappresaglie tedesche.

  • @ Germano Germani. I bombardamenti di obiettivi civili e gli eventuali tradimenti sono una cosa, le presunte lettere un’altra. Articolare le due cose è impegnativo. Es. le lettere con gli inviti vaticani a bombardare Roma sono datate gennaio 1944; nel febbraio 1944 gli Alleati ridussero in macerie, con un bombardamento aereo che non aveva motivazioni tattiche dicono gli esperti, l’abbazia di Monte Cassino.

    Di Franzinelli mi colpì, anche per la qualità storiografica, “Un dramma partigano “, sulla storia dell’assassinio in terra bresciana del ten. colonnello Raffaele Menici. Non credo che i suoi libri siano soldi sprecati, come non lo sono i libri del prof. Giannuli, anche se non bisogna giurare sulle parole di nessun maestro.

  • @Menici&Germano
    Io spesso apprezzo l’off-topic, ma qui forse si esagera. Potreste dire che i bombardamenti sui civili durante (tutte) le guerre sono una forma di terrorismo direttamente legata al messaggio “fate un colpo di stato e noi smetteremo” e allora vi seguo sia sul tema “come definire il terrorismo” sia sulla violenza gratuita e perdonata ai governi.
    Per il resto, francamente, quando c’è una guerra di solito il più pulito ha la rogna ma nel caso specifico da voi rivangato del bombardamento di Roma non capisco dove porti il vostro ragionamento. Churchill probabilmente voleva punire l’Italia che aveva violato l’accordo con l’uk e chiese agli usa (che già ci avevano pensato) di usare la mano pesante. I bombardamenti ci furono ovunque, anche a torino, lettere o non lettere di de gasperi o di paperon de paperoni. E a Dresda, lì sì che fu un mattatoio n.5. Era una guerra e per di più iniziata da noi e coi nostri amichetti teutonici e giapponesi alla conquista del mondo. Il fascismo italiano fu il primo a bombardare coi gas una popolazione in etiopia, non dimenticatelo. Per concludere in particolare a Germano: l’argomento del piacere provato dal partigiano è risibile e denota un livore fuori dalla realtà. Io non posso garantire per tutti, ovvio, ma fra quelli che ho conosciuto ho osservato sia odio (ancora) per la germania, sia risentimento per gli usa, per le vittime o soltanto la paura provata al suono degli allarmi e degli aerei. Reazioni tipiche di ogni creatura spaventata e inerme (come le vittime dei disumani e volontari eccidi nazisti). Reazioni che io non posso capire fino in fondo. Ma nemmeno tu.

  • @ davidem. Sì, si esagera e si va nell’off-topic se dal “rema” che ho presentato, la condanna di Guareschi per diffamazione, si passa ai bombardamenti, e ci si dilunga su questi, fino a prendere il posto del “tema”; che è e resta l’insufficiente consapevolezza di come “l’azione giudiziaria in Italia non rispetti il Tempo ma obbedisca ai tempi”, così che i magistrati “mentre coi loro interminabili procedimenti non rispettano il Tempo, quello della vita delle persone, ossequiano la Storia, conformando ad essa la loro azione” (http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/13/rispetto-della-storia-nellazione-giudiziaria/).

  • Menicio, per quanto riguarda lo storico da te citato, io reputo il caso di adottare il criterio selettivo degli anarchici, vale a dire che secondo loro, bisogna leggere solo i libri definiti ufficialmente “pericolosi”.Io istintivamente diffido degli storici ufficiali, degli storici che non escono dal seminato,di coloro i quali fanno parte delle note cerchie accademiche, che vengono insigniti di premi letterali autoreferenziali, che vengono pubblicati delle più note case editrici, che riempiono gli scaffali delle librerie, che vengono intervistati in televisione e invitati alle pubbliche conferenze. Ci sono in Italia pochi coraggiosi docenti, anche universitari (come gli undici professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo)che vanno contro corrente, di cui una nota lobby di potere ha chiesto, in taluni casi, anche la perizia psichiatrica (come coi dissidenti in URSS) oppure la rimozione dalle cattedre d’insegnamento,per aver scritto dei libri…Ecco un valido criterio per operare dei distinguo e spendere dei soldi per acquistare dei libri validi.Leggere i libri degli storici che rischiano la galera, dei docenti che rischiano la rimozione dalla cattedra,sono questi libri che valgono la pena di essere acquistati e letti.La carta dei libri degli altri storici di regime, ti esorto a usarla per avvolgerci il pesce acquistato al mercato.

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