Berlusconi ha ordinato la morte di Gheddafi?

Cappuccino, brioche e intelligence n° 39

Secondo indiscrezioni di una “fonte diplomatica autorevole vicina agli ambienti della sicurezza” raccolte dal “Fatto”, nel pieno della crisi libica del 2011, l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiese ai servizi segreti guidati allora da Gianni De Gennaro, di uccidere Gheddafi. La notizia è stata duramente smentita da Buonaiuti. Molto più cauto è stato l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Non venivano certo a raccontarlo a me, ma è possibile. Berlusconi era preoccupato di trovarsi lui stesso in difficoltà perché considerato troppo vicino al leader libico”. Che, come difesa del leader della coalizione di centro destra, non è davvero un granché.

La notizia in sé è piuttosto scarna, ha una datazione incerta e non offre molti elementi da riscontrare, inoltre la fonte non è identificabile e non si portano elementi a supporto. Per cui è difficile dire quanto sia fondata. Però ha una sua decisa plausibilità, se inserita nel contesto generale della vicenda.

Alla fine degli anni novanta, i tempi del Gheddafi “terrorista” e nemico numero uno dell’Occidente (quando gli americani tentavano di ucciderlo con dei raid aerei) erano già passati da un pezzo ed i riconoscimenti internazionali fioccavano. Ancora pochissimo tempo prima della fine, il 2 febbraio 2009 Gheddafi era eletto presidente dell’Unione africana. Poi, il 3 marzo 2009, il libico Ali Treki era eletto presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu.

Già qualche anno prima, in occasione della crisi che sfociò nella seconda guerra del Golfo (2003), su proposta di Berlusconi (stando a quanto hanno documentato i radicali in una loro inchiesta) veniva individuato come “ambasciatore ufficioso” della coalition of the willing presso il modo arabo, alla vigilia del summit della Lega araba di Sharm el-Sheik dei primi di marzo del 2003.

Peraltro, l’Italia è storicamente amica della Libia gheddafiana, fin da quando aiutò Muhammar nel suo colpo di stato contro la monarchia filo inglese di re Idriss. E l’Eni ne trasse grande beneficio, diventando il primo operatore occidentale in Libia. Prima della crisi, il nostro ente petrolifero ne ricavava una produzione pari a 280.000 barili di greggio e gas al giorno, sugli 1,8 milioni di barili di olio equivalente complessivi.

Con l’avvento di Berlusconi, Gheddafi trovò un corrispondente italiano particolarmente disponibile con il quale si sviluppò una intesa molto forte, nutrita anche  da una corrente di simpatia personale, che sfociava in episodi imbarazzanti come per il viaggio del 2009, quando Berluscoi si esibì in un baciamano a Gheddafi, cui fu consentito di piantare nel bel mezzo del parco di Villa Pamphili la tenda beduina nella quale soggiornò.

E gli apprezzamenti –a volte sperticati- di Berlusconi per Gheddafi proseguirono sino alla fine del 2010. Poi vennero la rivolta e la guerra cui Berlusconi si rassegnò molto malvolentieri a partecipare, non potendo resistere alle pressioni interne ed esterne in questo senso. A Tripoli la presero malissimo giudicando la cosa un tradimento e Muhammar rivolse diverse esplicite minacce, tanto all’Italia in generale, quanto in particolare a Berlusconi. Il 30 luglio, quando ormai Gheddafi era sulla via della sconfitta definitiva, il Corriere della Sera riportò uno “sfogo” attribuito allo stesso Berlusconi che avrebbe confidato di sentirsi “in pericolo di vita”, e di temere non solo per se stesso, ma anche per “i miei figli”. L’allora Presidente del Consiglio smentì la cosa come fantasiosa, ma non è affatto da escludere che il dittatore libico disponesse ancora dei mezzi e degli uomini per compiere un attentato a distanza. E non è neppure da escludere che dalla Libia potessero anche arrivare notizie sgradevoli e molto pericolose per un Berlusconi che stava fatalmente avviandosi alla caduta. Pertanto, l’ipotesi che Berlusconi (a marzo o anche più tardi) possa aver pensato a far sopprimere il suo ex amico, non è assolutamente fuori dalla realtà.

E, d’altro canto, non era neppure l’unico a desiderarlo, visto che anche Sarkozy aveva da temere, ad esempio a proposito dei finanziamenti ricevuto per la sua prima campagna elettorale. D’altra parte, come si sa, la morte di Gheddafi è avvolta in un mistero particolarmente fitto e tutto lascia intendere che sia stato ucciso a freddo dopo la cattura (come si sa, anche il Cnt ha aperto una inchiesta sul caso).

Dunque, è possibilissimo che qualche Capo di Stato o di Governo possa stare dietro la morte violenta dell’uomo e questo capo di Governo potrebbe benissimo essere quello italiano o, quantomeno, è possibile che egli si sia espresso in questo senso, anche se poi magari qualche altro è arrivato prima.

Detto questo, resta da trovare le prove di tutto questo. Ma credo che non sarà affatto cosa facile.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (7)

  • buonasera signor giannulli ,mi stavo rileggendo tutti gli investimenti che il governo libico già dagli anni 80 attraverso il loro fondo sovrano ha fatto in europa e particolarmente in italia ,però ,facciamo qualche nome .fiat .unicredit ,eni ,mediobanca ,finmeccanica,yuventus,olcese ,retelit,da qui non mi risulta che il gruppo di berlusconi a parte le pubblicità,sia mai stato un partecipe degli investimenti dei fondi ,lafico e lia ,daltro canto mi pare che il potente quotidiano francese .le monde ,in una sua inchiesta pare abbia scoperchiato le ipocrisie di sarkosi destinataria di un cospicuo finanziamento di svariti milioni di euro per lA SUA CAMPAGNA ELETTORALE ,PER NON PARLARE DEL INVESTIMENTO IN UNICREDIT CHE CAUSò L ALLONTANAMENTO E NON SENSA POLEMICA DI PROFUMO ,LIQUIDATO CON UNA CIFRETTA DI 60 70 MILIONI DI EURO ,POI COME SAPPIAMO E STATO PROMOSSO AD DELLA PIU GRANDE BANCA TRUFFALDINA ITALIANA DI CUI NON SI SENTE PIU PARLARE ,E CI SAREBBE POI LA QUESTIONE TAMOIL E QUI TIRIAMO IN CAUSA L OLANDA DI CUI SI DICE SIA LA PROPRIETARIA COSA CHE AL MOMENTO NON RISULTA ,ESSENDO STATA CEDUTA NEGLI ANNI FINE OTTANTA DAL BANCHIERE ROGER TAMRAZ AL GOVERNO LIBICO,TAMRAZ BANCHIERE DI DUBBIA MORALITA SI DICE ESSERE IN CONTATTO CON UNA MIRIADE DI PERSONAGGI DI IMPORTANZA MONDIALE ,NONCHE INDAGATO MA MAI CONDANNATO PER BANCAROTTA ,MA TORNANDO AL OLANDA ,QUI SALTERà POI FUORI CHE SI DICE MA NON SI DICE ,CHE UN SACCO DI PROVENTI DEL GUADAGNO DELLA TAMOIL CHE FATTURA ATTUALMENTE DAI 20 AI 30 MILIARDI DI EURO FINISCANO NELLE TASCHE DI DUE IMPORTANTI FAMIGLIE REALI ,SI QUELLE FAMIGLIE REALI CHE HANNO NEI LORO RE I FONDATORI DEL WWF,LEI SIGNOR GIANNULLI CONOSCERà DI SICURO AURORA BOLLETTINO DI IMFORMAZIONE INTERNAZIONALE ,BE PUO DARSI CHE NELLE SUE SERATE IN ITALIA IL COLONNELLO ABBIA PARTECIPATO A QUALCHE BUNGA BUNGA ,E AVESSE PER SBAGLIO COL TELEFONINO FOTOGRAFATO LA NIPOTE DI MUBARAK CHE FACEVA SESSO CON IL PRESIDENTE ,MA NON MI SEMBRA CHE LA MORTE DI GHEDDAFI SIA ATTRIBUIBILE A BERLUSCONI CI SONO PERSONAGGI MOLTO PIU IMPORTANTI CHE HANNO GIOITO ALLA MORTE DEL RAIS

    • caro Candia
      per un personaggio come Gheddafi c’è sempre la fila per chi lo accoppa prima ed io mi limito a ritenere credibile l’indicrezione del Foglio (che peraltro, dico priva di riscontri o dettagli verificabili), poi anche se questa notizia fosse vera non è detto che gli 007 italiani siano arrivato prima degli altri
      Vai a sapere chi “Ha cogliuto buono o’ tiro” per dirla con una nota canzone napoletana
      Infatti concludo dicendo che sarà molto difficile avere le prove…

  • Ma andiamo, professore. Queste sono disinformazioni. Chi ha fatto uccidere Gheddafi sarà semmai chi ha promosso l’aggressione alla Libia. Di Berlusconi mandante non c’era proprio bisogno.

  • il catechismo della chiesa cattolica al paragrafo 2266 dice: “difedendere il bene comune della società esige che si ponga l’aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo l’insegnamento tradizionale della Chesa ha riconosciuto fondato il diritto e il DOVERE della legittima autorità pubblica di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto, senza escludere, in casi di estrema gravità, la pena di morte”. Non so se è più aggressore al bene della società Gheddafi o Berlusconi.

  • ma di ghe ddafi stiamo parlando? argomenti più seri no? qua abbiamo un berlusconi a 7 anni, un governo a 3 mesi, un’alleanza sel m5s a ragusa, la vittoria schiacciante di renato accorinti a messina, che mi rende per la prima volta orgoglioso della mia città e dei miei concittadini (perlomeno 47000 di essi). gheddafi non lo sapremo mai chi lo ha ucciso, quindi consiglio di concentrare i sospetti sul maggiordomo

  • Anche io penso che data la scarsa importanza del nostro Belpaese nel quadro internazionale, sia difficile che Berlusconi sia stato il mandante del linciaggio e conseguente assassinio di Gheddafi; al massimo avrà avuto una convergenza di interessi all’eliminazione del Colonnello con personaggi più importanti di lui, vedi Sarkozy, Obama o Cameron che probabilmente lo hanno preceduto. Al signor Agnoletto ricordo che le guerre di aggressione con finti pretesti umanitari sono esse stesse un crimine contro l’umanità che ovviamente, visto che il sistema della giustizia internazionale non esiste ma è solo un gioco di forze delle potenze più influenti nel mondo, nessun tribunale penale internazionale si sognerà mai di perseguire.
    La cosiddetta operazione di polizia internazionale, altro che neolingua di Orwell, non era altro che l’ennesima criminale guerra di aggressione ad un paese riottoso a farsi inqudrare nei criminali interessi dei Padroni del Mondo.

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