Agli amici in buona fede che votano Pd.

La politica esige spirito di parte, questo è ovvio, e siamo tutti un po’ partigiani e un po’ tifosi, portati ad essere indulgenti con la propria parte e severi con gli avversari, a ingigantire la pagliuzza nell’occhio altrui ed ignorare la trave nel proprio. Va bene: ci sta. Ma ci sono limiti oltre i quali la partigianeria sfocia nell’autolesionismo e questa tornata elettorale è il banco di prova.

Ovviamente non mi rivolgo a chi sa perfettamente cosa è l’attuale Pd ed è contento che sia così. Mi rivolgo a quelli in buona fede che pensano ancora che il Pd sia un partito, se non di sinistra, di centro-sinistra, che magari si accorgono che sta andando a destra, ma che pensano si tratti di una sbandata momentanea, soprattutto a quelli che continuano a pensare (o a illudersi) che il Pd incarni la tradizione della battaglia per la “questione morale” e per un diverso e preferibile modello di civiltà. E so che non sono pochi.

Ed allora, ditemi sinceramente: chi può pensare che, sotto questo profilo, la vittoria della coalizione Piddino-camorrista di De Luca possa essere un episodio auspicabile?

Sarebbe la vittoria del più spregiudicato trasformismo, il trionfo dell’impresentabilità, la celebrazione del peggiore cinismo morale. Insomma: il capo di questa coalizione è un condannato in primo grado e perciò stesso ineleggibile (quantomeno per ora); sono un garantista e penso che anche De Luca abbia diritto alla presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva, ma in sede politica le cose si valutano con un metro diverso: bisogna avere la sensibilità di non presentarsi alle elezioni sino a quando non si sia chiarita la propria posizione. Il rappresentante istituzionale non deve avere ombre, qui, altro che ombra: c’è una condanna in primo grado! Il fatto stesso che De Luca non abbia avuto la sensibilità di capirlo e farsi da parte, me lo presenta molto male.

Proseguiamo: la sua coalizione include candidati di cui il segretario nazionale del partito (dico il segretario nazionale) dice che gli fanno schifo. Con che stomaco si può votare una cosa del genere? Ma, mi direte, altrimenti vincerebbe Caldoro. Va bene, vincerà Caldoro, pazienza! Non è stato il peggiore dei governatori e, se ha i suoi impresentabili, però ne ha un po’ meno dell’altro; comunque sarebbe la continuità di qualcosa che c’era, non sarebbe una novità peggiorativa. Votare De Luca significa dire: “E’ così che si vince, dobbiamo ripetere l’esperimento e non ci importa nulla dei profili morali”. Ora, è possibile che ci sia chi non trovi motivo di imbarazzo a promuovere alleanze con pregiudicati, ndranghetisti, mafiosi,  fascisti, tangentisti, spacciatori, macrò, biscazzieri ed appestati vari. Sarete serviti: se De Luca vince le liste del Pd di tutta Italia somiglieranno sempre più ad associazioni a delinquere. Per carità: tutti i gusti son gusti, ma se qualche altro magari sogna un Pd in grado di tornare indietro da questo degrado, di darsi una ripulita, non può fare altro che negare il suo voto a De Luca.

Molti mi diranno, ma io non voto in Campania, sono in un’altra regione. Giusto. Però se, in una regione importante e delicata come la Campania, dove c’è bisogno più che altrove di pulizia morale e di legalità, un partito presenta una lista come quella, non è solo un fatto locale, ma nazionale e qualche bacchettata sulle dita la merita dappertutto. In fondo, anche la Dc non era fatta solo da Gava, Lima, Ciancimino ecc. però noi (scusate ho una certa età) la attaccavamo in tutta Italia per non sapersi liberare di certe situazioni. Perché per il Pd non dovrebbe valere questa sana regola?

E poi non si tratta solo della Campania. Prendiamo la Puglia: liste di partito e fiancheggiatrici zeppe di fascisti dichiarati, forzitalioti  transumanti, parenti di malavitosi, persone con carichi pendenti… E i risultati si vedono: spunta il caso di un candidato che fa apertamente offerte di denaro per avere il voto (ed è anche un po’ tirchio, aggiungo) al punto che si apre una inchiesta per voto di scambio.

Siamo disposti a dimenticare le disavventure ittiche del candidato Presidente (va bene: può succedere e, alla fine, se la cosa non è di buon gusto, non è neppure un reato), ma ve la sentite di votare per una coalizione del genere?

Ma, mi direte, il Sud è sempre il Sud… situazione difficile… Io abito altrove.

Va bene. Allora parliamo della Liguria: candidata Presidente indagata per reati contro la Pubblica amministrazione, ma, soprattutto, che ha prevalso alle primarie grazie ai voti di quelli di Forza Italia e grazie ai brogli denunciati da Cofferati ed ignorati dalla Direzione Nazionale. Ve la sentite di votare una cosa così?

In Marche ed in Umbria le cose non sono a questi livelli, ma non manca qualche “cavallo zoppo” neanche in quelle scuderie, e ci sarebbe molto da ridire (sul piano politico, sia chiaro) su come quelle due regioni sono state amministrate e sull’immobilità sociale e politica in cui giacciono, ma qui andremmo sul difficile e sull’opinabile.

Restiamo al pian terreno: quello della decenza. Vi rendete conto che il Pd (e prima il Pds o i Ds) non hanno mai presentato liste così sconce?

Non vi sembra venuto il momento di intimare un’alt –ed in tutta Italia- a questa galoppante degenerazione?

Può darsi –io non ne sono persuaso- che il Pd sia ancora in tempo a ripulirsi e tornare al suo ruolo di partito di sinistra, di sicuro questo non avverrà se non dovesse subire la meritata sconfitta in questa occasione. Di questo passo, cari amici iscritti ed elettori del Pd, finirete per trovarvi Messina Denaro come Presidente e Alessandra Mussolini come segretario e verrete ancora a dirmi che “è nel partito che si fanno le battaglie… il peso della tradizione… ecce cc”

Pensateci. Almeno un minuto prima di votare, pensateci.

Aldo Giannuli

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Comments (11)

  • A proposito delle Marche…
    Spacca, presidente uscente della coalizione PD, si ripresenta per il terzo mandato con Forza Italia. E per non farsi mancare niente è indagato per peculato insieme a gran parte del consiglio regionale, tra cui il presidente Solazzi (PD), e al segretario regionale PD.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-04-16/marche-governatore-spacca-passa-centrosinistra-centrodestra-ma-non-tutti-appoggiano-163800.shtml?uuid=ABkW7dQD
    http://www.repubblica.it/politica/2015/02/11/news/fondi_marche_concorso_in_peculato_e_truffa_66_indagati_nell_inchiesta_procura_ancona-107075816/

  • Ci sono tante brave persone che votano Pd perché lo ritengono ancora un partito di centro-sinistra che può dare seguito anche a una politica basata sulla legalità? Può darsi, Gianulli, e bene fa a cercare di sensibilizzarle. Temo però che sarà inutile. Se ancor oggi, nel 2015, una persona di sinistra vota Pd in buona fede, i casi non possono essere che due: o è un perfetto idiota socio-politico, che non ha la minima idea di cosa sia la sinistra o la vede dove non c’è, mostrando una preoccupante dissociazione dalla realtà; o è un caso psichico di identitarismo patologico: gente che vota Pd perché prima votava Pci e non riesce a tollerare l’idea di vivere senza il “partitone” e di dover mettere in discussione le scelte fatte nel passato. Questa è gente che non capisce e che, se comincia a capire, si costruisce un mondo immaginario per non dover fare i conti con la realtà. Lasciamo poi perdere i farabutti, quelli che sanno benissimo che il Pd di sinistra non ha nulla da anni, ma mentono, magari anche a se stessi, pur di tenersi stretto una poltrona o un posto di lavoro nel partito, alla Cgil, all’Anpi o alle Coop.

  • Professore, posto che non sia certamente auspicabile l’elezione di personaggi impresentabili, per onestà intellettuale forse dovremmo ammettere la grande pericolosità del metodo per la presentazione di quei nomi alla stampa…Saviano fa oggi su Repubblica un’analisi lucida e condivisibile sul metodo con cui è stata tirata fuori qla lista. Spaventosamente pericoloso!!! http://m.repubblica.it/mobile/r/speciali/politica/elezioni-regionali-edizione2015/2015/05/30/news/impresentabili_un_rimedio_grottesco_a_scelte_sbagliate-115623345/?ref=m%7Chome%7Criapertura2%7Cpos_1

  • purtroppo la classe politica piddina è stata favorita dalmovuimento 5 stelle che ha fatto un’opposizione talmente assurda che la gente ha preferito votare renzi anche senza che gli piacesse piuttosto che affidarsi al poco rassicurante moviemnto 5 stelle, che in 10 anni oltre a grillo non è stato in grado di offrire una classe dirigente alternativa. e abbiamo quindi di maio che sembra la copia carbone di renzi, oppure di battista, che faceva il catechismo con la nipotina di almirante marianna madia.
    capire quali sono stati i propri errori e i regali all’avversario fatti dalla propria classe politica non andrebbe considerato come un cospargimento di cenere sul capo o una contrizione imposta dall’esterno, ma come l’unico modo di non fare sempre gli stessi errori e gli stessi regali a renzi.

  • Mah… non dimentichiamo che l’Italia è il paese di Vanna Marchi. Ha rivotato Silvio, voterà Renzi… il nonno di un mio amico diceva che alla gente è più facile metterla nel culo che in testa.

  • Ci stiamo avvicinando al giro di boa: il momento in cui l’elettorato passivo e quello attivo coincidono. Più si riduce il numero dei votanti più quella delle elezioni diventa un sistema omeostatico, cioè autoreferenziale, nel quale chi vota e chi viene votato sono le stesse persone che si sostengono vicenda. In un sistema siffatto la buona fede non esiste.

  • Sono pienamente d’accordo con Lei, Prof. Giannuli, e tuttavia ho il timore che tanti cittadini (ggente), specie quì in Liguria, voterà con il pilota automatico inserito, dando il voto al PD, con l’erronea idea di votare comunque per un partito di centro-sinistra o sinistra-centro, non rendendosi conto della mutazione genetica ormai compiuta da qualche lustro, anche se i mezzi d’informazione , e Berlusconi in primis, continuano a chiamare di sinistra un partito che tale non lo è più. Pertanto, anche io auspico una batosta, una débâcle al PD, da farlo un po’ rinsavire rispetto ai suoi programmi di Governo e alle prospettive per il nostro Paese : di porcate ne han già fatte troppe : Jobs act, sostituzione del Senato elettivo con un Senato di nominati, tentativo di manomissione dell’art. 138 della Costituzione, adesione piena e convinta a miossioni internazionali di guerra spacciate per interventi umanitari, e poi questo partito ormai è stato scalato da personaggi la cui storia è arcisconsciuta ai più , ecc ecc. : ce n’è abbastanza.

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