A proposito di abuso pubblico della storia: una strada per Almirante?

A proposito di abuso pubblico della storia: una strada per Almirante?

Il consiglio della zona 8 di Milano (quella in cui abito) sta discutemndo della proposta di dedicare una strada a Giorgio Almirante. Ovvia la protesta della sinistra,  ed ovvia anche la mia adesione alla protesta: ho già detto che sono contrario ad una toponomastica celebrativa e preferirei che si adottasse un criterio della rilevanza storica privo di valutazioni encomiastiche, ma sino a quando il criterio è quello valutativo laudatorio direi che la proposta è semplicemente indecente.
Quello, però, che mi colpisce è il tranquillo silenzio con cui la cosa sta passando. Dove sono gli storici, gli opinionisti, i magistrati che hanno espresso il loro autorevole parere  contro l’intestazione di una strada a Craxi. Dove è il popolo viola che ha manifestato a piazza Cordusio? Piero Ricca che fa? E Di Pietro non ha nulla da dire?

Insomma, a quanto pare, aver preso delle tangenti è cosa più grave che
1- aver collaborato a testate razziste come “Tevere” e “Difesa della Razza”,
2- aver firmato il manifesto in difesa della razza,
3- essere stato un gerarca della Repubblica Sociale,
4- aver partecipato in prima persona alla repressione antipartigiana sino a firmare in prima persona un manifesto che comminava la pena di morte contro i disertori dell’esercito repubblichino,
5- aver fondato un partito come il Msi
6- aver proposto, ancora negli anni ottanta, la reintroduzione della pena di morte
7- aver preannunciato con notevole precisione la strage dell’Italicus (agosto 1974) salvo poi non saper dire da chi si era appreso la notizia.
Basta o dobbiamo continuare?
Ci sarebbe di che arrossire, vi pare?

Il punto è che del giudizio storico su Craxi non interessava a nessuno, ma era una questione tutta riferita alla politica odierna e lo dice anche l’ampiezza degli sfavorevoli a Craxi rilevata nei sondaggi: dal 55 al 65%.
Quel che significa che dentro non c’erano solo simpatizzanti di sinistra, ma anche una bella fetta di destra. Anche nel ceto politico lo schieramento anticraxiano era molto variegato.
Per cui non è difficile immaginare che i pareri erano di questo tipo:
a- un gruppo di ex Pci (sia Pd che Rifondazione) che non perdona a Craxi non le tangenti, ma l’aver stroncato la politica della solidarietà nazionale, rendendo definitivo il declino del Pci
b- un’area che definiremo “neo giustizialista” (elettori dell’Idv ma anche del Pd) che pensava che questo fosse funzionale a delegittimare la magistratura nel momento dello scontro più acuto con Berlusconi che, peraltro sarebbe una creatura di Craxi e il suo erede testamentario (insomma: si scrive Craxi ma si legge Berlusconi)
c- un’area di destra (ex An, sostanzialmente) che odia in Craxi non il percettore di tangenti ma l’esponente socialista che ha sempre operato contro i regimi fascisti di Grecia, Spagna e Portogallo e che usa la cosa anche a fini interni al PdL per ridimensionare gli ex Forza Italia
d- un’area di simpatizzanti leghisti che vede in Craxi il maggiore simbolo della Prima Repubblica, il bersaglio dei propri umori anti-politici e che, ad ogni buon conto, usa la cosa in prospettiva delle prossime elezioni regionali, per fare il sorpasso sul PdL nelle regioni settentrionali.
Insomma, un caso plurimo  di abuso pubblico della storia: usare una questione storica per scopi che non hanno nulla a che fare con la questione di merito.

Però questa volta l’abuso è compiuto anche da sinistra. Ma è un’operazione anche miope, perchè è anche così che si crea quel senso comune che fa vincere la destra.

Aldo Giannuli, 26 febbraio ’10

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Aldo Giannuli

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Comments (3)

  • aggiungerei anche l’imputazione per favoreggiamento nella strage di Peteano (Gorizia).
    per il resto assolutamente d’accordo con lei
    cordiali saluti

  • tempo fa su rai uno,andava in onda il premio almirante.La presentatrice,mi pare la carlucci se non ricordo male,lo definì pure un padre della costituzione-o lo disse uno dei suoi ospiti.

    Il fascismo in Italia non ha mai superato un’ampia e oggettiva discussione.Il cinema -quasi totalmente- ha cercato si di screditarlo,ma usando spesso la commedia-per metterlo in burla-così sembra che i fascisti fossero un branco di barlafuss o pistola,la politica ha riutilizzato podestà e gerarchi in posti chiave della democraiza-il famigerato questore guida di milano-
    Non ci son stati processi,come quello giusto o sbagliato di Norimberga,i nostri crimini taciuti-tanto che moltissimi italiani non conoscono le gesta di un Roata o cosa era Arbe.
    Insomma se il fascismo come regime politico è caduto e non può tornare,è invece sopravvissuto a livelli culturali e comportamentali.

    non mi stupisco quindi che facciano questa via ad almirante,anzi mi stupisco che non abbiano ancora trasmesso una bella fiction,come quella sulle foibe…sigh!

    Su Craxi,concordo con lei.Penso che sia stato vittima di un progetto politico molto impegnativo e che ha voluto gestire da solo-o quasi-rimanendone schiacciato.
    Poi il giudizio deve essere politico,storico,legato al contesto.Purtroppo la moralizzazione,il sentimentalizzare,la mancanza di senso della strategia,hanno declassato quasi del tutto la nostra politica.Chiaramente la più colpita è la sinistra-ma destra e sinistra,per costanzo preve e gianfranco la grassa non esistono più,son da superare…lei che ne pensa?

    Buona giornata,davide

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