A proposito degli studenti (e dei genitori) che picchiano i professori.

Pare che si stia diffondendo un nuovo sport nazionale: quello di picchiare i professori. Ovviamente (ancora) sono casi del tutto eccezionali, poche decine in tutta Italia, ma, proprio perché eccezionali meritano risposte eccezionali, all’altezza dell’offesa, il fenomeno è molto grave ancorché circoscritto, perché ha effetti devastanti sull’educazione di centinaia di migliaia di ragazzi sia direttamente sia per effetto della diffusione internet.

Iniziamo dagli studenti e chiariamo una cosa: non parlo di ragazzi ribelli che vanno capiti e valorizzati, cercando non di spegnere ma di incanalare il loro spirito di rivolta nei binari del senso morale. E neppure parlo dei ragazzi “difficili” che hanno problemi piscologici e caratteriali che, semmai, vanno protetti e aiutati. Dunque non sto parlando di comportamenti scorretti ma nei limiti di quello che può accadere fra docenti e studenti, quindi non solo di espressioni verbali o disobbedienze a prescrizioni, di semplice maleducazione.

Parlo di ragazzi sanissimi ma che danno luogo a comportamenti delinquenziali come violenze fisiche o minacce ai docenti. E tutto deve trovare una risposta graduata rispetto alla gravità dell’offesa, distinguendo il livello disciplinare, quello civile e quello penale.

Quell’incompetente totale della “ministra” della pubblica istruzione ha pensato di dire chissà cosa dicendo che i “bulli” vanno bocciati perché esclusi dagli scrutini finali. E nel frattempo che facciamo, li teniamo in classe ed a far che? Siamo seri: gli studenti che si rendano responsabili di questi comportamenti vanno espulsi da tutte le scuole della Repubblica e per almeno tre anni, e se la sanzione non è prevista, la si introduca. Dopo, se hanno cambiato testa li si può riammettere. Sanzioni disciplinari vanno applicate, con sospensioni di almeno un mese, anche agli studenti che solidalizzino con il giovane delinquente e sempre che non si rendano responsabili di violenze fisiche, nel qual caso vadano espulsi anche loro. I Presidi garantiscano la sicurezza dei docenti con i non docenti (e, se nel caso, con i vigilantes) che si intendono autorizzati ad allontanare fisicamente gli eventuali bulli, nel caso anche con l’uso della forza.

Poi c’è il profilo penale: ovviamente un simile comportamento configura diversi possibili reati ma l’attuale normativa non appare sufficiente sia sul piano sostanziale che su quello procedurale. Sul piano sostanziale non si contempla l’aspetto più grave del fatto: la turbativa del processo educativo, per cui si renderebbe utile e direi necessaria l’aggiunta di una aggravante specifica che aumenti la pena di tre anni (e questo riguarda, ovviamente ed in maggior misura, il genitore che si renda responsabile del fatto).Sul piano procedurale i reati eventuali (la violenza privata, la minaccia eccetera) sono perseguibili a querela di parte, il che mette l’insegnante in una situazione imbarazzante anche nei confronti della classe, per cui sarebbe opportuno che si possa procedere d’ufficio, magari su denuncia del preside, e, data la evidenza dei fatti spesso ripresi e postati, con rito direttissimo. Per i minori, in base alla gravità del fatto, si può disporre tanto una pena detentiva presso un carcere minorile, quanto l’internamento in un istituto correzionale.

Lavori socialmente utili? Si ma non nei casi più gravi in cui ci vuole una sanzione dura. So di scrivere cose pesanti, ma i fatti sono tali che escludono ogni tolleranza o malintesa indulgenza e se è vero che le misure repressive non bastano e che ci vuole un intervento di natura sociale e psicologica, questo non significa che le misure repressive non servano o debbano essere solo all’acqua di rose.

I giovani devono comprendere che alla violenza fisica si risponde con la violenza dello Stato. Spiacevole ma inevitabile.

Infine l’aspetto civile su cui pure si rende opportuna una modifica normativa. L’azione del giovane delinquente arreca un danno morale tanto all’insegnante quanto all’istituzione educativa del quale, ovviamente, risponde la famiglia con un risarcimento nell’ordine di diverse decine di migliaia di Euro.

Simile comminatoria sarebbe opportuna anche per il server che pubblichi filmati di fatti del genere che possono produrre effetti imitativi moltiplicati e sarebbe bene che il risarcimento allo Stato sia valutabile in qualche centinaio di migliaia di Euro. Vice versa è opportuno che i diversi canali web pubblichino notizia delle punizioni irrogate.
Qualcuno potrà obiettare che si tratterebbe di una linea repressiva molto dura, ma se non vogliamo creare le premesse per ondate di giovani camorristi è bene essere molto severi. Può darsi che qualcuno di questi giovani poi diventi un delinquente incallito, magari anche a causa dell’eventuale periodo detentivo: pazienza, perderne uno per educare la grande maggioranza degli altri può essere un prezzo ragionevole.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, Didattica, professori, violenza sui professori


Aldo Giannuli

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Comments (37)

  • Simile comminatoria sarebbe opportuna anche per il server che pubblichi filmati di fatti del genere che possono produrre effetti imitativi moltiplicati e sarebbe bene che il risarcimento allo Stato sia valutabile in qualche centinaio di migliaia di Euro.
    Quando, qualche anno fa, si tentò di sanzionare YouTube per la pubblicazione del video di un disabile maltrattato a scuola dai compagni, arrivò la vostra democratica eroina Killary a digrignare i denti contro il governo italiano.

  • aggiungerei anche per i è più meritevoli: soggiorno vacanza a guantanamo, prima con la tutina arancione e poi che diano sfogo con quella grigio verde.

    oppure transito del shara senza acqua.

    transito del mediterraneo in tempesta su barcone libico .

    • direi che è in linea col articolo pubblicato, da uno che nonostante la professione è un incapace sui problemi giovanili. Le consiglio di consultare uno psicanalista quando tratta questi argomenti.

  • la prima cosa da fare (perché si può fare da subito ) è mettere una o più guardia giurata nelle scuole (che possa intervenire subito se necessita ). Sarebbe un freno per gli studenti/bulli : sia se irridono o agrediscono il Prof ..sia se bullizzano altri compagni ..

    altra cosa (secondo me ) è dare lo status di “pubblico ufficiale ” a tutti gli insegnanti in servizio con conseguenze penali nel caso di ingiurie verbali o fisiche , ne più ne meno come se le si facesse ad un poliziotto o carabiniere. Perché questo ? perché associato al fenomeno descritto nell’articolo…si è creato un altro andazzo/trend…i genitori che ingiuriano i professori a difesa dei propri figli.

    Altra cosa: reinserire d’obbligo un qualcosa che io non ho conosciuto ma che mi dicono fosse usanza nella scuola “vecchi tempi”..quando il professore entra in classe (dalle elementari sino all’università ) gli studenti si devono alzare in piedi in silenzio..sino a quando il prof non si siede ed inizia la lezione : sembra roba di altri tempi…invece è psicologicamente educativo ..perché abitua il giovane sin dalla tenera età ad rispettare l’autorità …quando l’insegnante entra , in quel momento rappresenta l’autorità, e va rispettata anche con delle formalità comportamentali.

    Altra cosa: Il Professore può stabilire rapporti amichevoli , fraterni con i propri alunni…ma da autorità e non alla pari (gli insegnanti che familiarizzano
    confidenzialmente con gli alunni non va bene…come non va bene il trend di questi ultimi decenni ..del “genitore” amico del figlio…il genitore non è un amico e qualcosa di molto di più e di diverso..idem il prof. …ci si comporta da genitori o da prof da amici ? il giovane si prenderà confidenze comportamentali che non deve….ed è diseducativo. Il risultato è questo…….

  • “è vero che le misure repressive non bastano”
    Allora perché ti concentri su quelle e non parliamo del resto?
    La repressione ci vuole ma, come in qualsiasi altra situazione, ha un senso e può funzionare solo DOPO che si sono create le condizioni per il buon funzionamento del sistema.
    Il problema si manifesta a scuola ma nasce a casa: quindi i genitori vanno coinvolti e resi responsabili, in particolare per i figli minori. In che modo è tutto da discutere.
    Un altro aspetto fondamentale su cui intervenire è il ruolo sociale della scuola e degli insegnanti. Succede frequentemente che i genitori (ancora loro) si presentino dai professori per lamentarsi dei voti o delle bocciature; e succede che vengano accontentati; e quando non vengono accontentati direttamente ci pensa un tribunale a dargli ragione. In tutto questo l’autorevolezza della scuola scompare, per cui chiunque si sente autorizzato a pretendere ciò che gli pare dovuto.
    Invece di pensare a pene durissime, che da sole non servono a niente, cominciamo con qualificare gli insegnanti come pubblici ufficiali: questo, oltre a permettere una più efficace repressione, modifica i ruoli e le relazioni e può quindi avere un impatto più ampio. E scriviamo una leggina di una riga che dica “la magistratura non può discutere una valutazione didattica”. Contemporaneamente occorre agire sugli insegnanti stessi e pretendere da loro molto di più, che i problemi della scuola sono distribuiti in tutte le componenti.
    Certo, questo significherebbe cambiare radicalmente la tendenza che da decenni vede la scuola (e l’università) al centro di un’opera di demolizione, condotta da destra come da sinistra, di cui questi episodi criminali sono solo una piccola parte degli effetti.

    • convintissimo del fatto che serve la politica sociale, l’opera educativa ed una scuola riformata, so bene che spesso queste manifestazioni delinquenziali sono il prodotto dell’bbandono delle periferie (ma non sempre) e di questi mipare di parlare in continuazione. qui il problema è che l’aspetto prepressivo è stato espulso dal dibattito ed invece è necessario per quanto possa essere sgradevole

    • cominciamo con qualificare gli insegnanti come pubblici ufficiali: questo, oltre a permettere una più efficace repressione, modifica i ruoli e le relazioni e può quindi avere un impatto più ampio. (Il Buon Beppe )

      —–
      —–
      abbiamo fatto la medesima proposta inconsapevolmente. Questa è la strada giusta (e immediata ). Il docente di qualsiasi ordine e grado dalle elementari all’università …dal momento in cui entra a scuola è un Pubblico Ufficiale ne più ne meno come un Carabiniere /Poliziotto/ Scatterebbe immediatamente un timore delle conseguenze ,,, sia nei familiari che negli studenti..e secondo me verrebbero immediatamente meno certi atti inaccettabili. (diventa anche più autorevole/credibile la scuola )
      Poi un insegnante che svolge un ruolo importantissimo, fondamentale..cioè prepara i futuri uomini e donne che opereranno nella società , cioè un lavoro delicato ed importante…dovrebbero essere retribuiti di più e con un sistema educativo più valorizzato e organizzato diversamente . Noi ci stiamo avviando velocemente verso la direzione opposta esattamente tipo scuola pubblica americana..dove gli insegnanti son presi di mira..a seconda degli umori dello studente disturbato di turno ..(al netto di qualche droga )
      Reintrodurre la bocciatura sin dalle elementari. Io sono uno che ha abbondonato la scuola in 2 superiore (e ripresa da adulto, privatista alle superiori e università dopo ) e sono uno di quelli che ha creato problemi in classe , agli insegnanti (mai aggrediti però, ma il disturbare continuo si … ) , ai compagni (soprattutto quelli che andavan bene a scuola..e non a caso )…sino all’esasperazione e poi ho abbandonato (ero dislessico perso e nessun se ne accorgeva..ed io reagivo malamente perché mi accorgevo di differenze che non sapevo spiegare ..quindi i più bravi a scuola erano il mio bersaglio da tormentare…ma non per cattiveria ma perché avevo un tormento io dentro ..) . Chiamavano i miei gentirori…ma non capivano il reale problema ne gli insegnanti ne i genitori..ed io ero sempre più furioso sino all’abbandono. Quindi ne capisco bene le dinamiche di certi comportamenti.(però in qualche modo vedevo nell’insegnante l’autorità e pur odiandone a morte alcuni..mi frenavo e non ho mai inveito ..) . L’insegnante DEVE essere una figura autorevole…altrimenti la scuola diventa una scuoletta quaraquaqua….

      Comunque tanto per far un esempio della scuola di paesi avanzati: negli Stati Uniti la scuola pubblica è peggio della nostra (ma la nostra sta diventando simile )…i docenti son sottomessi e terrorizzati (gli studenti sovente come si sa , nello zainetto portano anche armi , c’è il metal detector con la guardia..gli studenti entrano senza pistola e poi l’amico glie la fa avere dalla finestra…) , in Inghilterra nelle scuole pubbliche ..c’è un bullismo e un degrado forse peggiore del nostro.(almeno tra studenti non so nei confronti degli insegnanti )
      Ps.quando finalmente mi hanno sottoposto a test …si è scoperto la vera causa..ed io di botto mi son sgonfiato e rilassato (avevo una giustificazione psicologica: l’improduttività scolastica cronica sin dalle elementari ..non era colpa mia…quindi mi son messo l’anima in pace..ma però era tardi ed ho abbandonato lo stesso…se se ne fossero accorti prima..sarebbe stato tutto diverso)-

  • Sì, ha scritto cose molto dure e severe. Però serissime. Sono totalmente d’accordo su tutti i fronti
    Aggiungerei un qualificato accompagnamento psicoterapeutico familiare a carico, ovviamente, di chi usufruisce del servizio.

  • Professor Giannuli, visto che siamo nel cinquantesimo anniversario del Sessantotto, non ritiene che sia il caso di fare una doverosa riflessione su come quella stagione abbia posto le condizioni affinché si verificassero casi come quegli della scuola di Lucca?

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      Tenerone Dolcissimo

      Messa così parrebbe che questo sia un effetto indesiderato del 68
      Mmmahhhh … alla luce delle rivoluzione colorate e della circostanza che il 68 sembrerebbe la prima di tali rivoluzioni, prenderei in considerazione l’ipotesi che sia questo il vero fine del 68.
      Sarò complottista, ma ho studiato in un liceo dedicato a Giulio Cesare e penso che se Giulio Cesare fosse vivo potrebbe confermare autorevolmente che i complotti sono la norma.

  • La capacità di cogliere le possibilità di prevenzione di comportamenti antisociali e quella di correggere permanentemente la condotta di chi sbaglia, non sono aspettative che uno Stato (di diritto) può permettersi di disattendere.

    Nell’attuare la Costituzione vigente è concessa l’istruzione dell’obbligo anche nelle carceri minorili: Se non erro ciò avrebbe il proposito di ridurre il rischio di recidive.

    PS: Abbiamo in Italia l’intenzione di spendere risorse per lo studio e la prevenzione? https://www.cdc.gov/violenceprevention/youthviolence/schoolviolence/data_stats.html

  • La prima cosa dimostrata dalle aggressioni è la fallacia della mattana sessantottina di irenizzare i rapporti umani togliendo potere ai forti per darlo ai deboli. Essendo l’aggressione connaturata alla scimmia assassina, l’unico risultato che si ottiene è di invertire il ciclo della prevaricazione consegnandone le chiavi ai soggetti più torpidi, ottusi (quando non intellettivamente inferiori) e quindi meno qualificati a gestirla costruttivamente. Dalle scarcerazioni facili che mettono vita e proprietà dei cittadini in mano a delinquenti e immigrati, alla scuola dell’inclusione che riduce gl’insegnanti a zimbelli dei loro ex-allievi, la logica è identica.

    Quando il disastro è in corso d’opera il sessantottino apre un occhiolino alla realtà e – preccupato all’idea che il fenomeno possa estendersi all’università toccandolo di persona – virtuosamente chiede repressione. Uau. La repressione è tanto inutile quanto irrealizzabile nello stato di sdiritto che avete contribuito a creare. In una società in cui un minorenne che assassina un padre di famiglia per qualche spicciolo dopo due anni si trova a fare lavori utili in comunità e dopo altri tre è in libertà vigilata lei vuole reprimere la delinquenza scolare? In una scuola-porcile trasformata in ricettacolo di integrazione extracomunitaria, dove i presidi intimidiscono gl’insegnanti che si azzardano a dare una nota agli allievi che li insultano con linguaggio vernacolare, in cui risse selvagge e banchi gettati dal quarto piano vengono sanzionati con tre giorni di sospensione, in cui gl’insegnanti pendolari si organizzano per viaggiare in macchina perché hanno paura di arrivare in stazione col buio – in tutto questo il teorico dell’invasione migratoria e della scuola dell’inclusione vuole agire strumenti repressivi?

    L’unico strumento da agire per una persona intellettualmente retta, caro Giannuli, è la costatazione della rovinosa decadenza in cui il benessere e le masturbazioni mentali partorite dal benessere hanno, nel giro di pochi decenni, sprofondato la splendida civiltà occidentale.

    “In settant’anni la democrazia riuscì a distruggere le energie accumulate dalla civiltà greca nell’arco dei millenni. Lo stesso accadrà all’Europa se non strangoliamo la democrazia ripristinando gerarchie sacrali e fedi imprescrittibili” (Joseph Goebbels)

  • Prof. Giannuli, da docente di scuola non solo condivido appieno, ma le dico anche GRAZIE! Ha centrato meglio di ogni altro la questione e ha proposto una serie di misure che risolverebbero molti dei problemi della scuola italiana!

  • Professore, Le confesso che sono timoroso per una possibile ripresa del servizio militare obbligatorio.
    Veda, io sono del ’99, dunque teoricamente sarei immediatamente chiamato ad indossare l’odiosa divisa.
    Ho paura. I miei capelli sono molto lunghi, i militari potrebbero farmi calvo.
    Per qualcuno potrei essere esagerato, ma sono sincero quando dico che una tale eventualità (il taglio dei capelli) mi provocherebbe un trauma di portata non indifferente.
    È Matteo Salvini che ha riproposto il ritorno della “naja”, ma sono certo che in Parlamento vi sia un numero non trascurabile di parlamentari favorevoli al ripristino della leva. Anche tra l’opinione pubblica ci sono moltissimi cittadini che la pensano così. Ne approfitto per ricordarLe che il servizio militare divenne totalmente volontario in UK nel 1963 (se non sbaglio, governavano i laburisti) e in USA nel 1973 (Amministratore Nixon).
    In Italia, invece, abbiamo dovuto aspettare i primissimi anni 2000.
    Forse l’Italia è un paese culturalmente militarista…

    Il servizio militare obbligatorio è schiavitù. Non è una mia personale opinione: è la realtà.

    Il 4 marzo mi sono ovviamente astenuto.

    Io sono un anarchico, quindi penso che lo Stato vada distrutto dalle sue fondamenta.

    Quando espongo il mio pensiero politico ai docenti, mi guardano un po’ perplessi.

    Spero che almeno Lei non mi consideri un ragazzo “problematico”…

    • perchè problemativo? al massimo direi ribelle di quelli che io sostengo che cadano valorizzati e la cui protesta vada invìcanalata in binatìri etici.
      Quanto alla naja : com me sfonda una porta che non c’è, perchè quasi trenta anni fa fondai la Lega per l’abrogazione del servuzio militare e ci scrissi pure un libro quindi sono pienamente d’accordo ad opporsi al suo ripristino

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      Tenerone Dolcissimo

      il servizio militare divenne totalmente volontario in UK nel 1963
      La notizia è sicuramente corretta, ma ricordo che in UK il servizio militare è da sempre stato su basi volontarie, tranne che in periodo di guerra. Forse quello fatto sino al 1963 era una “propagine” della seconda guerra mondiale?
      Forse, considerato che la seconda guerra mondiale è terminata solamente nel 1987 con il vertice di Reykiavik.
      Forse Giannuli ha maggiori informazione de vexata quaestione.
      ***
      “Il servizio militare obbligatorio è schiavitù. Non è una mia personale opinione: è la realtà.”
      Io prenderei in considerazione anche qualche altro elemento della realtà.
      Ricordo che la costituzione svizzera recitava in una precedente versione OGNI CITTADINO E’ SOLDATO e che per gli elvetici il servizio militare dura tutta la vita, almeno fino alla mia veneranda età in cui uno non è più buono né per il re né per la regina. Ora, la svizzera non mi sembra un paese di schiavi.
      Non dimentichiamo che l’Italia è rimasta in mano agli stranieri per secoli proprio perché gli italiani si ostinavano a non combattere e, per scacciare un occupante, ne chiamavano altri.
      D’altronde gll occupanti di ora -ovverosia la UE- dicono che le nostre forze armate devono confluire in un esercito europeo e cioè finire al comando della Merkel.
      Forse il discorso sul servizio militare dovrebbe essere sfrondato da posizioni umorali e basarsi su prospettive più razionali e, soprattutto, su solidi fondamenti storici. Ma, purtroppo, viviamo in un paese dove gli studi storici sono negletti e gli stessi manuali di storia sparano amene barzellette, come quella secondo la quale la seconda guerra mondiale sarebbe cominciata il 1° settembre 1939.
      ***
      “Io sono un anarchico, quindi penso che lo Stato vada distrutto dalle sue fondamenta.”
      Io sono un liberale “vero” non le (poco) divertenti imitazioni tipo rigor montis. Sono quindi parente stretto degli anarchici anche se voi anarchici, per uno strano scherzo mentale, vi ostinate a snobbarci ed a preferire i comunisti, i quali comunisti sono soliti praticare come sport la caccia all’anarchico, con tanto di teste di anarchico impagliate e appese al muro delle sezioni. Ma questo è uno dei grandi misteri della psiche umana che mai nessuno pissicologo o pissichiatra riuscirà a chiarire.
      Quindi, per tornare a bomba, sono anche io favorevole a distruggere lo stato. Solo che mi accorgo che spesso coloro che affermano di voler distruggere lo stato che ci rende schiavi sono poi favorevoli a fondare superstati che ci renderanno superschiavi. Forse non è questa la tua posizione, ma vorrei renderti edotto del fenomeno perché -come in precedenza accennavo- voi anarchici avete la autolesionista tendenza a farvi scannare dai vostri amici e vorrei metterti in guardia che spesso il nemico è alle spalle (se avessi fatto il militare lo sapresti).

      • Il servizio militare obbligatorio va reintrodotto al più presto ..obbligatorio per maschi e femmine (le femmine se non vogliono possono chiedere il servizio civile ) deve essere svolto nel proprio territorio e deve durare circa 7 mesi (basta e avanza ) e deve essere duro e serio e con giudizio finale come una scuola (che può esser richiesto nel curriculum vitae poi ) …(ovviamente puniti e severamente vieatati atti di nonnismo…ma però deve essere “servizio militare” non naja inutile: cioè in quanto a durezza le reclute devono veder i sorcini verdi…(nel senso che deve essere “umano” nel rispettare la dignità e la sopportabilità del giovane …ma non deve essere ne leggero ne facile…deve essere piuttosto impegnativo …troppi giovani smidollati mammoni ed effeminati…non va mica bene: va invertito il trend…deve essere una reale “scuola di vita” e deve essere il completamento della scuola e ci deve essere un voto finale …al congedo. Non guasterebbe anche un richiamo periodico ..per tutto l’arco della vita (15 gg. ) …ovviamente test antidroga per tutti (questo ..obbligatorio anche nelle scuole di ogni ordine e grado e per chi lavora nel settore pubblico ).

        ciao

        Quindi nell’esercito un buon 50 % e passa deve essere sempre di volontari …perché si ha bisogno di un frangente ben addestrato e professionale.

        Per il ragazzo dalle idee un po sbagliate (che rispetto ovviamente). i capelli lunghi non c’entrano: io non son propriamente “anarchico” (tutt’altre simpatie politiche ) eppure ho i capelli lunghissimi non sino alle spalle ma anche oltre (sembro uno dei centri sociali.. 😉 Centri Sociali che io chiuderei immediatamente ..con le buone o con le cattive (ovviamente)

      • Perché certificato con giudizio/voto finale al congedo ?

        Perché questo poi dovrà/potrà esser messo nel curriculum o richiesto dal datore di lavoro..e quindi scatta un meccanismo nella giovane/recluta ad non prender sottogamba il servizio militare…ed “tendenzialmente” ad impegnarsi il più possibile ..perché poi il giudizio fara testo nel mondo del lavoro…(esattamente come nell’università si cerca il voto alto perchè la laurea avrà più valore ..da spendere nel mondo del lavoro ). Se il servizio militare è serio , duro (ma umano ..si conciliano le due cose ) e si ha un giudizio di congedo alto..vuol dire che il giovane ha capacità di risponder bene alle dure sollecitazione di quell’esperienza..e quindi un elemento affidabile e potenzialmente bravo da assumere..
        Può sembrare un ragionamento un po “fascistello” o retrogrado vista la mentalità di oggi …eppure son questi i metodi per invertire il trend dei giovani smidolli, effeminati, mammoni , tossici etc etc…cioè sostituire certi modelli idealizzandone altri più sani. Oggi questo modello da me descritto è rivoluzionario. Nel 68 sarebbe stato giudicato una schifezza reazionaria , fascista , bla bla bla….

        • Qui l’addestramento delle reclute marines USA
          https://www.youtube.com/watch?v=XkfOebBYm-U

          qui dei corpi speciali Seals
          https://www.youtube.com/watch?v=u7zdx8T1ATI

          chi entra in questa ottica di vita …vive meglio nella vita civile, nel lavoro, in tutto.

          Si è più sani, reattivi …e “liberi dentro”…altroché le canne, e le idee sballatee..che hanno fatto il loro tempo e che si son dimostrate deleterie…(parlo di certi risultati post sessantotto..che hanno devastato anche strutturalmente negli aspetti positivi il nostro sistema sociale)

          • scusate l’ultimo video non sono i seals ma dei civili che per un giorno si stanno allenando come “ospiti” in un campus dei Navy Seals
            (infatti hanno il fiatone )
            questo è l’autentico
            https://www.youtube.com/watch?v=aj4GOFx5nOE

            questi sono i modelli che i giovani devono idealizzare ..non le minchiate di cui si sono cibati in questi ultimi decenni.

            saluti

          • bè anche questo modello non è che sia il massimo,cpon tutto il rispetto per l’addestramento fisico

          • Avatar

            Tenerone Dolcissimo

            Ero in gita in Svizzera con mia sorella. Passammo davanti al municipio di un piccolo comune. Vidi la bacheca comunale su cui vengono messi gli annunci pubblici. Da buon giurista andai a curiosare per capire come funzionava la locale amministrazione.
            Ad un certo punto lessi il seguente annuncio che ricordo a braccio.
            SONO RICHIAMATI PER UNA VERIFICA I CONGEDATI DEL REGGIMENTO XXX APPARTENENTI ALLE CLASSI 19XX, 19YY E 19ZZ. LA VERIFICA CONSISTERA’ IN UNA PROVA DI TIRO CON CARABINA CALIBRO Z SU BERSAGLI POSTI A 50 METRI. DOVRANNO ESSERE SPARATI 100 COLPI. LA VERIFICA SI INTENDERA’ SUPERATA SE VERRANNO MESSI A SEGNO ALMENO 90 COLPI. CHI NON DOVESSE SUPERARE LA PROVA VERRA’ RICHIAMATO PER AGGIORNAMENTO PER UN PERIODO DI 15 GIORNI NEL PROSSIMO MESE DI NOVEMBRE.

  • Da un po’ di tempo alcune procure presso i tribunali dei minori hanno preso a “mettere sotto la loro lente di ingrandimento” i dirigenti scolastici per le loro omissioni. I dirigenti scolastici sembra che siano una categorie di soggetti che non voglia affrontare di petto le situazioni per non doversi confrontare con le giurisdizioni, ritenute i convitati di pietra negli istituti scolastici. Vedere i dirigenti scolastici disbrigarsi come avvocati nelle udienze di primo grado non è un gran spettacolo … per l’amministrazione del MIUR …
    Chi ha messo mano alle varie riforme del sistema scolastico – e mi viene da aggiungere non solo- forse ha mostrato di avere qualche lacuna in scienza dell’amministrazione.
    Dall’esterno la scuola appare come un luogo di deresponsabili che può produrre irresponsabili, protetti dai ludi cartacei.
    Il Miur ha subito negli ultimi anni continui tagli, da poco appena in controtendenza.
    Una scuola che aiuta a pensare da fastidio alla politichetta.
    Viene da pensare che questi fenomeni di degrado amministrativo, pedagogico e didattico siano in qualche modo cercati, desiderati e funzionali alla politichetta per ridimensionare fortemente i costi del MIUR e con esso della scuola pubblica.

  • D’accordo su tutto, fatta eccezione sui vigilantes sia pur intesi come provocazione. Con l’introduzione di figure di questo tipo la scuola abdicherebbe al suo ruolo pedagogico e formativo .
    Piuttosto sarebbe interessante proporre una sorta di patto educativo da far firmare ad allievi e genitori all’inizio di ogni anno scolastico che disciplini i rapporti all’interno dell’istituzione scolastica, lavorando quindi e a monte sul l’assunzione di responsabilità di ciascuno, docenti e preside compresi.

  • Buongiorno
    per rendere equilibrata una giusta applicazione di una normativa di questo tipo, oltre che nei confronti degli studenti e dei genitori, sarebbe opportuno anche valutare seri meccanismi sanzionatori anche per quegli insegnanti (che purtroppo non sono solo casi isolati) che dimostrano scarsissima responsabilità( e nelle più svariate forme) nello svolgere la loro attività, coperti nella quasi totalità dei casi da apparati sindacali conniventi.
    Faccio queste considerazioni come genitore, come ex docente (5 anni in 4e & 5e di una istituto superiore) e come ex delegato sindacale in aziende industriali.
    A me pare che da anni si parli sempre e solo di colpe, punizioni esemplari per i casi eclatanti, successivi atti di misericordia&affini e mai sento enfatizzare o anche solo indicare un concetto molto semplice: la responsabilità individuale di ognuno di noi come cittadini nei nostri comportamenti sociali ed il suo insegnamento come valore sia in famiglia che nelle scuole.
    Sarà utopia a metà strada tra IMMAGINE di John Lennon e RESPECT di Aretha nei Blues Brothers?

  • Purtroppo in molti casi i primi a delegittimare gli insegnanti sono proprio i dirigenti scolastici, preoccupati solo di ‘evitare grane’ e di mantenere costante il numero di iscritti, terrorizzati dalla minaccia dei genitori di spostare i propri figli in altro istituto ‘meno severo’. Ne consegue che quegli insegnanti che tentano di svolgere con rigore e serietà il proprio mestiere, dando valutazioni ‘giuste’ in caso di interrogazioni e compiti in classe vengono sollecitati a maggior ‘elasticità’ proprio da quei dirigenti che dovrebbero invece difenderli dalle minacce e dalle proteste di allievi e genitori insoddisfatti del voto ottenuto. Arrivando al paradosso che se un compito in classe è ‘andato male’ si richiede all’insegnante di annullare la prova e di consentire un nuovo tentativo, come alla roulette! L’errore di fondo è che i dirigenti e i professori non vengono (più) giudicati per la qualità del loro lavoro ma per il consenso che riescono a raccogliere tra i ‘clienti (!)’ dell’istituzione scolastica.

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